INDAGINE TERRE D’OLTREPÒ : LA POSIZIONE DEL CONSORZIO TUTELA VINI

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Il Consorzio Tutela Vini, sulla vicenda che ha coinvolto la cantina Terre d’Oltrepò, prende posizione ma con cautela. Se l’inchiesta giudiziaria ancora in corso, accerterà la responsabilità della Cantina di Broni, allora anche il Consorzio si costituirà parte civile e chiederà i danni d’immagine. L’ente, proprio qualche giorno fa è stato tirato “in ballo” da quel gruppo di produttori capeggiati da Pierangelo Boatti, patron di Monsuppello, che intendono far causa alla cantina Terre d’Oltrepò ma anche allo stesso Consorzio – che a loro dire avrebbe dovuto vigilare – per danni d’immagine. La richiesta avanzata pari ad 1milione di euro, lascia perplessi i vertici del Consorzio, che reputano di essere esattamente come gli altri produttori parte lesa della vicenda. In una nota stampa il Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese dichiara: “Relativamente alla vicenda giudiziaria che ha coinvolto la cantina Terre d’Oltrepò, il Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese ribadisce che nel caso in cui emergessero responsabilità per i fatti oggetto d’indagine, il Consorzio agirebbe giudizialmente in qualità di danneggiato per il ristoro dei danni subiti. Incomprensibile quindi il riferimento a minacciate cause che alcuni articoli di stampa riferiscono verrebbero intentate contro il Consorzio da parte di soggetti privati per il risarcimento di non meglio precisati danni. Sia chiaro che qualsiasi danno, anche di immagine, arrecato al territorio è un danno diretto arrecato anche al Consorzio e a tutti i soci dal medesimo rappresentati. Il Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese precisa comunque che l’attività compiuta dalle autorità inquirenti presso la sede sociale del Consorzio è consistita in una semplice acquisizione di informazioni e documenti relativi alle attività consortili di vigilanza del mercato e che, pur restando del tutto estraneo ai fatti oggetto d’indagine, è stata offerta massima collaborazione alle autorità, nell’auspicio che si possa addivenire nel più breve tempo possibile ad un definitivo accertamento dei fatti e delle eventuali responsabilità, ove sussistenti. Si ritiene auspicabile che nel frattempo tutti i soggetti, giuridici e non, che a vario titolo hanno a cuore lo sviluppo dell’attività vitivinicola e la promozione del nostro territorio non si lascino coinvolgere in diatribe mediatiche e politiche, e non cedano alla tentazione di facili protagonismi personali che non possono fare altro che contribuire ad aggravare il danno di immagine già arrecato all’intero territorio.”