Legambiente Voghera Oltrepò : “Trasformare l’attuale impianto di Medassino di biogas in impianto di biometano”

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“ASM : impianto biogas di Medassino . Che fare ? Torna di attualità il dibattito sul futuro dell’impianto di biogas di proprietà Asm Voghera , di Medassino – scrive Legambiente Voghera Oltrepò- . L’impianto è stato autorizzato ed è in funzione dal 2007 ed é alimentato dalla frazione organica dei rifiuti solidi urbani , la Forsu, ossia l’umido . É una “risorsa” potenziale per Voghera ed il territorio che per ragioni gestionali , ritardi e pecche della raccolta differenziata e carenze tecniche trascinate negli anni senza adeguati interventi si è rivelato un incubo . Ora si deve decidere il suo futuro . L’impianto è in perdita , affidato a gestione privata e presenta da anni problemi ambientali , leggi molestie olfattive , alias puzze periodiche . Quest’impianto per la comunità resta potenzialmente una risorsa ma perché il potenziale diventi realtà occorre qualcosa di radicalmente diverso dall’abbozzato piano di rilancio presentato da Asm. A nostro avviso l’impianto richiede un piano strategico e radicale di trasformazione . Cosa intendiamo ? Quest’impianto é utile se si sviluppa in modo adeguato la raccolta differenziata sul territorio e diventa lo sbocco logico e naturale della frazione organica che ne deriva . Quest’impianto deve sanare e rapidamente il vulnus autorizzativo presente sin dall’inizio . Quest’impianto deve trovare uno spazio gestionale adeguato e competente , in ambito pubblico , che sani l’inadeguatezza che si trascina da anni e che ha generato debiti , benché incassi annualmente gli incentivi del Gse , previsti dalla legge , che hanno fatto la fortuna di impianti simili . Quest’impianto necessita di un revamping tecnologico radicale . Con il D.l. biometano del 2018 è possibile traformare l’attuale impianto di biogas in impianto di biometano , purché si intervenga almeno tre anni prima della scadenza degli incentivi . Con il recente PNRR gli incentivi per il biometano derivante da un revamping di un impianto di biogas esistente vengono aumentati ed è previsto un contributo consistente per le spese di revamping . Pertanto un intervento “tampone” sull’impianto esistente é inadeguato e non sfrutta nell’interesse della comunità le risorse disponibili . Un intervento radicale inoltre andrebbe a sanare i problemi di molestie olfattive , le puzze periodiche segnalate dai residenti . In sintesi cosa chiediamo : una gestione coerente e capace che tagli i ponti col passato , che affronti la questione partendo dalla raccolta differenziata , che sani i problemi di autorizzazione , che strategicamente e tecnicamente recuperi l’impianto adeguandolo alle nuove opportunità indicate dalla recente normativa in materia . E tutto questo è possibile  – conclude Legambiente Voghera Oltrepò – solo con una lungimirante regia pubblica ed una strategia di lungo respiro pensata non in termini speculativi ma nell’interesse dei cittadini . Non esiste una soluzione economicamente valida , se non affrontando i nodi tecnici ed ambientali che abbiamo segnalato.”

NOTA – QUESTO TESTO È STATO PUBBLICATO INTEGRALMENTE COME CONTRIBUTO ESTERNO. QUESTO CONTENUTO NON È PERTANTO UN ARTICOLO PRODOTTO DALLA REDAZIONE DE: “IL PERIODICO OLTREPÒ”

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