MENCONICO – «TANTE SECONDE CASE, DA PARECCHI ANNI NON PIÙ UTILIZZATE, QUEST’ANNO INVECE SONO STATE QUASI TUTTE APERTE»

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Se ne è parlato anche in alcuni Tg nazionali: la Residenza Socio Sanitaria “I Germogli” di Menconico ha superato bene il periodo della pandemia. Una notizia più unica che rara, tra il gran numero di decessi, inchieste della magistratura e chiusure forzate di numerosissime strutture per anziani della Lombardia. Motivo di orgoglio per il sindaco Donato Bertorelli che nonostante l’amarezza per aver visto chiudere nel suo paese ogni attività commerciale, anche quelle di prima necessità, non si perde d’animo e di fronte a quelli che sono gli aspetti negativi del “suo” paese non si nasconde dietro un dito, li conosce e li vuole affrontare. Una chiacchierata nella quale scopriamo che a Menconico un “via vai del genere” di gente e di seconde case aperte erano anni che non si vedeva.

Sindaco partiamo da una “buona notizia”. Nella Rsa sita nel vostro Comune neppure un caso di contagio da Covid – 19. Mi conferma questo dato? «Purtroppo la pandemia ha colpito molto pesantemente tutte le strutture socio sanitarie per anziani: ci sono stati molteplici contagi e tanti decessi. Nella nostra RSA “I Germogli” la situazione è stata tenuta sotto controllo ed i risultati sono stati molto molto buoni. Basta pensare che se prendiamo come riferimento il quadrimestre gennaio-aprile, cioè il periodo più critico, nella nostra RSA quest’anno abbiamo avuto meno della  metà dei decessi avuti nello stesso periodo del 2019 o 2018».

A chi sente di dare “il merito” di questo risultato? «Certamente grazie all’ordinanza che il Comune ha emanato ad inizio gennaio con la quale vietava l’ingresso in struttura dei parenti degli ospiti. è stata un’ordinanza forse unica ma sicuramente molto contestata e criticata ma che, a risultato raggiunto, ha postato le congratulazioni anche di coloro che in struttura volevano entrare. Il merito principale del buon risultato ottenuto va però a tutto il personale della RSA,  dal direttore della struttura, al direttore sanitario, dal medico, agli infermieri e a tutto il personale ausiliario. Solo grazie al loro operato ed alla loro costanza si sono raggiunti buoni risultati. Basta pensare che anche nel periodo di massima criticità in struttura c’era più personale operativo  rispetto alla normalità e tutti quanti hanno rispettato con scrupolosità le procedure anti covid. Ho avuto anche una intervista al TG3 in quanto la nostra struttura è una delle poche che a livello Regionale ha superato bene il periodo della pandemia».

Il fatto che la struttura sia gestita da una grande società leader in tutta Europa nel settore, a suo giudizio ha fatto la differenza? «Certamente sì. La nostra struttura è gestita da Sereni Orizzonti società leader a livello Europeo, con dirigenti e personale molto preparato che conoscono perfettamente e sanno prevenire tutte le criticità relative alla gestione di queste strutture. Anche nell’occasione della pandemia hanno saputo come affrontarla ed i risultai si sono visti».

Spesso e volentieri la minoranza vi ha “attaccato” a proposito della Rsa accusandola di essere poco appetibile, posti letto vuoti, tariffe alte rispetto ad altre strutture similari. Cosa risponde? «è vero, a Menconico c’è un consigliere comunale di minoranza che non perde occasione per screditare quello che di buono abbiamo. Oramai siamo abituati alle sue  “picconate” e non ci fa più caso nessuno. Costui ha rilasciato diverse interviste criticando la gestione della Rsa . Qualche mese fa, dopo la sua ultima “picconata “ relativa alla casa di riposo, il personale operante in struttura ha scritto una lettera ai consiglieri comunali a cui però non è seguita nessuna sua risposta. Va precisato inoltre che questo nostro consigliere durante le sue “picconate “ paragona la nostra Rsa con le Fondazioni esistenti in Valle Staffora, come più volte gli abbiamo evidenziato, sono realtà diverse con statuti e regolamenti diversi e non sono paragonabili, anche se entrambe danno assistenza e curano gli anziani».

Facciamo i conti della serva: la struttura è comunale e data in gestione. Cosa ci “guadagna” il Comune da questa “operazione”? «Per un comune piccolo come Menconico  certamente è tanto. Il Comune incassa circa 96mila euro e le spese relative alla manutenzione ordinaria e straordinaria sono a carico del gestore. Inoltre nel contratto abbiamo previsto che le rette degli anziani residenti nei comuni di Menconico, Brallo di Pregola e Santa Margherita Staffora debbano essere, e lo sono, molto agevolate».

Per quanto riguarda invece la situazione sanitaria del vostro Comune, avete dovuto affrontare emergenze? Se sì in che modo? «Il Covid per fortuna ci ha colpito in modo molto marginale, abbiamo avuto solo un paio di casi per fortuna non gravi e la situazione è rientrata. Abbiamo in ogni caso provveduto alla consegna dei generi alimentari a domicilio, alla distribuzione delle mascherine e del disinfettante per le mani, etc. etc. etc. Sono state azioni fatte non tanto per affrontare le emergenze ma al fine di prevenirle» .

Nel periodo estivo a Menconico partiva il grest presso la struttura La Pernice Rossa. Quest’anno com’è la situazione? «Quest’anno purtroppo il Covid ha impedito lo svolgimento del grest. Lo dico con grande dispiacere: da anni il Comune organizza il grest presso il centro turistico “La Pernice Rossa”. è stato uno dei primi grest estivi della Valle. La storia della nascita del grest è molto particolare: a Menconico c’erano diverse seconde case occupate d’estate dai nonni con i nipoti; questi ultimi però a Menconico non volevano più venire perchè abitando in frazioni molto periferiche non avevano amici con cui giocare e socializzare e pertanto le case rimanevano chiuse. Abbiamo allora pensato di raccogliere i ragazzi con lo scuolabus e portarli al centro estivo; il risultato è stato straordinario: i ragazzi volevano stare e rimanere solo qui ed i genitori invece del mare dovevano passare a Menconico, nelle loro seconde case, le loro vacanze per accontentare i figli. Inoltre il grest è sempre stato organizzato molto bene, basta pensare che qualche anno fa i ragazzi hanno inventato delle fiabe che il Comune ha raccolto in un libro e poi fatto stampare. I ragazzi lo hanno consegnato direttamente nelle mani di Papa Francesco a Roma. Inoltre durante la trasferta a Roma il Comune ha organizzato la visita in Senato dove i ragazzi hanno provato l’emozione di sedersi sui banchi dei senatori. Ricordi indelebili».

Il trend turistico post Covid parrebbe privilegiare l’alto Oltrepò per la sua tranquillità. Lei ha sentore di questo ritorno al turismo in collina? «Certamente sì. Nel nostro Comune ci sono tante seconde case, un tempo usate per le vacanze estive, ma che da parecchi anni non erano più utilizzate. Quest’anno invece sono state quasi tutte aperte. Tanta gente a camminare per i boschi o in bicicletta o in moto… erano anni che non si vedeva un via vai così. A Menconico abbiamo poi la riserva naturale Monte Alpe che è da grande richiamo e di forte interesse».

Tra le tante seconde case ripopolate c’è anche chi, neofita, ha deciso di acquistare una seconda casa a Menconico? «Assolutamente sì, c’è un forte fenomeno di acquisto di immobili da adibire a case per vacanze. Fenomeno che fino a pochi mesi fa era inimmaginabile. Trend molto positivo che il Comune farà in modo di favorire ed incentivare».

Criticità? «Ce ne sono diverse di criticità a cui il Comune sta cercando di trovare soluzione. Prima di tutto il dissesto idrogeologico: dopo aver sistemato la frana della frazione Bosco con 3 interventi per un importo di 1.600.000 euro, abbiamo sistemato la frana in frazione Giarola per un importo di 160.000 euro, ma dobbiamo ancora  intervenire per la frana che interessa il cimitero di San Pietro Casasco. Inoltre stiamo pensando ad interventi  mirati per rianimare il capoluogo: Menconico infatti non ha più un negozio di generi alimentari, non ha più un locale di ritrovo e di ristoro – avevamo la storica trattoria “La Frasca” – che oramai è chiusa da anni… Non è possible avere il nostro capoluogo conciato cosi! Tra le tante cose da fare, valorizzare le nostre produzioni di qualità, tipo il tartufo nero, le patate e il miele, Incentivare la nostra agricoltura e i nostri allevamenti bovini e ovini, combattere il degrado ambientale e il fenomeno dell’abbandono dei terreni coltivati, senza dimenticare le criticità di carattere ordinario quali la pulizia dei torrenti e dei boschi… Insomma le cose da fare sono davvero tante, ci proveremo».

di Silvia Colombini