Martedì, 12 Novembre 2019

OLTREPÒ PAVESE – GODIASCO – FONDAZIONE VARNI AGNETTI, BEROGNO : «LA POLITICA PIÙ STA FUORI DA QUESTE ISTITUZIONI E MEGLIO È»

Scadrà a breve il mandato del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Varni Agnetti che gestisce l’omonima casa di riposo situata a Godiasco. è quindi tempo di bilanci per gli amministratori uscenti che si apprestano a cedere il posto ad un nuovo Consiglio di Amministrazione.

Al Presidente della Fondazione, Elio Berogno, che in passato ha ricoperto la carica di sindaco di Godiasco, di Presidente della Comunità Montana dell’Oltrepò Pavese e, attualmente componente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Comunitaria della Provincia di Pavia; amministratore pubblico di lungo corso e di grande esperienza, chiediamo di tirare le somme della sua gestione che a giorni si concluderà.

Presidente, che tipo di bilancio si può tracciare al termine del suo mandato?

«Credo positivo se si considera quanto è stato fatto in questi cinque anni. Ovviamente tutto il lavoro svolto ed i risultati ottenuti vanno condivisi in prima istanza con gli altri componenti del Consiglio di Amministrazione (Don Stefano Ferrari, Emanuele Lanfranchi, Giancarlo Orezzi, Maurizio Mula, Tiziana Rovati e Donata Ambrosini), che ringrazio per aver sempre supportato il lavoro svolto a titolo gratuito e per aver sempre approvato all’ unanimità tutte le decisioni assunte in questi cinque anni. Ci siamo riuniti 52 volte e abbiamo trattato 295 argomenti.

Condivido i traguardi raggiunti anche con il direttore Dott. Carlo Ferrari, che ringrazio, e con tutto il personale: medico, amministrativo, infermieristico, fisioterapico, assistenziale e dei servizi generali che ha sempre operato con grande dedizione, spirito di sacrificio e rispetto verso gli Ospiti e gli utenti delle nostre Unità di Offerta socio-sanitarie. A tutte queste persone va il mio plauso ed i sentimenti di riconoscenza per il lavoro svolto. Mi sento poi in dovere di rivolgere un ringraziamento particolare ai nostri reverendi parroci Don Rino Mariani e Don Stefano Ferrari che oltre che essere componenti del Consiglio di Amministrazione quali membri di diritto a tutela delle volontà della donataria Famiglia Agnetti, non hanno mai fatto mancare la loro assistenza spirituale ai nostri ospiti».

Presidente, scendiamo nei particolari. Cosa rappresenta oggi la Fondazione Varni Agnetti per il Comune di Godiasco Salice Terme?

«Direi, innanzitutto, che la Fondazione Varni Agnetti è ormai un ente che ha una dimensione molto più ampia di quella comunale. Sin dall’inizio la struttura, non ha potuto rivolgere i propri servizi solo ai comuni che all’atto della fondazione, aderirono all’I.p.a.b. (Istituto di pubblica assistenza e beneficenza): Godiasco, Montesegale, Rocca Susella e Fortunago, ha dovuto infatti rivolgersi ad utenti provenienti da tutta la Provincia di Pavia e da Milano. Pensi che all’apertura gli ospiti di Godiasco erano solo 6 e si arrivava a 10 con i Comuni di Fortunago, Montesegale e Rocca Susella! Dai 60 posti letto della R.S.A. I.p.a.b. Varni Agnetti siamo arrivati oggi ai servizi erogati dalla nostra Fondazione, ente di diritto privato senza scopo di lucro che gestisce: una Residenza Sanitaria Assistenziale (Casa di Riposo) da 88 posti letto; un Centro Diurno Integrato per Anziani da 40 posti; APA- Alloggi Protetti per Anziani da 26 posti letto; oltre che una serie di altri servizi come: A.D.I. – Assistenza Domiciliare Integrata, Voucher Sociali, A.D.I. – assistenza domiciliare in regime solvente, R.S.A. Aperta, Presa in carico paziente cronico, assistenza domiciliare territoriale Voucher Socio-sanitari. La Fondazione oggi si prende cura quotidianamente di oltre 200 utenti ogni giorno di cui la maggior parte con un elevato grado di fragilità».

Parliamo del personale impiegato. Quante persone lavorano presso la struttura?

«Attualmente hanno un’ occupazione stabile 110 persone (oltre una trentina di persone occupati nelle ditte esterne); circa il 40% dei dipendenti sono residenti nel Comune di Godiasco Salice Terme mentre solo il 20% sono gli ospiti residenti nello stesso Comune, quindi per tornare alla sua domanda iniziale è grazie agli utenti che arrivano dai comuni della provincia di Pavia e Milano (che rappresentano circa l’80% dei nostri ospiti) che possiamo permetterci una struttura di eccellenza come la Varni Agnetti a Godiasco ed è grazie a loro che possiamo erogare servizi ai nostri anziani ed erogare stipendi al personale residenti nel Comune di Godiasco e nei comuni della Comunità Montana dell’Oltrepò Pavese».

Quali sono state le realizzazioni più significative in questi cinque anni del suo mandato?

«Dal 2014 il lavoro svolto dell’attuale C.d.A., si è distinto in quantità ma, soprattutto, in qualità. Faccio alcuni esempi più significativi: l’acquisizione di alcuni terreni limitrofi per garantire, in futuro, un eventuale ampliamento della nostra struttura e la riqualificazione di alcuni spazi della Residenza Sanitaria assistenziale e del Centro Diurno Integrato per Anziani che hanno permesso di aumentare i posti letto. In sostanza questi sono gli investimenti che sono stati fatti: ampliamento dei posti letto della R.S.A. e riqualificazione della struttura; creazione di nuovi spazi comuni, sia interni che esterni alla Struttura per gli ospiti; interventi strutturali di manutenzione straordinaria ed adeguamento normativo della parte vecchia della struttura adibita a RSA; implementazione e potenziamento delle attrezzature della R.S.A. e del C.D.I. rispetto alle esigenze degli ospiti (ad es. acquisto di letti elettrici per ospiti non autosufficienti, solleva persone elettrici etc.) tenendo anche in considerazione gli aspetti legati alla salute ed alla sicurezza dei lavoratori.

Inoltre sono stati attivati nuovi servizi come ad esempio “R.S.A. aperta”, che garantisce un particolare insieme di servizi strutturati come sostegno alla domiciliarità, attraverso l’erogazione a domicilio di quelle prestazioni caratteristiche di una Residenza Sanitaria Assistenziale, sia di tipo residenziale sia di tipo semi-residenziale, in un bacino d’utenza che parte da Godiasco, si sviluppa nel territorio della Comunità Montana ma arriva anche a Voghera e zone limitrofe».

Manca l’intervento più importante ed anche più significativo di quest’ultimo anno, soprattutto dal punto di vista dell’investimento effettuato...

«Nel corso di questo mandato abbiamo realizzato la struttura di cui, personalmente, sono particolarmente fiero. Si tratta degli Alloggi Protetti per Anziani-A.P.A. intitolati al grande amico Giovanni Azzaretti. Un complesso di 16 appartamenti, del tutto autonomi, modernissimi grazie anche alla domotica, che sorgono accanto alla RSA “Varni Agnetti” il cui servizio è rivolto a persone anziani autosufficienti e/o persone in situazione di disagio e si integra con i servizi che già eroga la Fondazione.

Gli APA offrono alle persone anziane tutta la libertà e l’indipendenza che desiderano, liberandoli invece dalle incombenze quotidiane che spesso costituiscono fonte di preoccupazione e disagio, garantendo loro una rete di protezione e sostegno sia sociale che sanitario. Questo tipo di struttura è la prima ad essere realizzata su tutto il territorio della Comunità Montana dell’Oltrepò Pavese. Inoltre, anche nel restante territorio della provincia di Pavia, non esiste al momento una struttura di questa tipologia avente caratteristiche così innovative dal punto di vista della qualità architettonica, degli impianti, dell’utilizzo della domotica e della creazione di una rete di protezione integrata. L’opera realizzata ha completato tutta l’assistenza socio-sanitaria del territorio collinare della Comunità Montana dell’Oltrepò Pavese e permette di ampliare l’offerta di servizi esistenti coprendo e servendo la sfera legata ad una nuova residenzialità leggera. Un investimento di circa 3 milioni di euro. A tale proposito voglio specificare che questa ingente somma è stata messa a disposizione della nostra Fondazione da alcuni benemeriti benefattori, Eliseo Dominioni e Mons. Rino Mariani, ai quali va il nostro riconoscimento, e dalla Fondazione Cariplo, presieduta dall’amico Avvocato Giuseppe Guzzetti, che non ringrazierò mai abbastanza per la vicinanza e la sensibilità dimostrata, con fatti concreti, nei nostri confronti della nostra Fondazione sin dalla sua costituzione. Un’altra grande soddisfazione è quella di vedere che la struttura (gli Alloggi Protetti – A.P.A.) sta avviandosi alla saturazione dei posti letto ad appena 8 mesi dalla data di apertura. Era una sfida importante possiamo dire di averla vinta!».

Dal punto di vista economico quale situazione troveranno i nuovi amministratori?

«Sicuramente positiva. La situazione economica è buona nonostante sia le tariffe applicate che le rette siano decisamente inferiori a quelle delle strutture concorrenti sia a livello locale che provinciale e regionale e nonostante la Fondazione operi in un territorio dove i costi di assistenza socio sanitaria sono ben al di sopra delle soglie di riferimento regionale. Erogare servizi di qualità come stiamo facendo a costi molto più bassi rispetto alla concorrenza (in alcuni casi fino a 700/800 euro al mese in meno) non è certo facile; la nostra “missione” è comunque quella di erogare servizi di elevata qualità a costi sostenibili per l’utenza! Inoltre la Fondazione Varni Agnetti, in un’ottica di responsabilità e di solidarietà sociale, applica ai propri dipendenti il C.C.N.L. Comparto Regioni ed Autonomie Locali (contratto molto più oneroso rispetto ai principali contratti di riferimento applicati da altri enti) e, nonostante questo onere finanziario, è sempre riuscita ad applicare agli utenti rette e costi dei servizi decisamente più competitivi rispetto alle altre realtà del territorio ma anche rispetto alle altre realtà provinciali e regionali.

Per poter mantenere questo modello di gestione improntato sulla responsabilità sociale e su un progetto etico di Fondazione, è necessario che la medesima possa essere sempre più efficiente nella gestione dei servizi e che non sia appesantita ulteriormente da possibili obblighi burocratici amministrativi e da costi indiretti che non impattano sulla assistenza dell’ospite. È necessario cioè, che l’incidenza dei costi non dedicati direttamente all’assistenza degli ospiti, sia contenuta il più possibile con tendenza alla riduzione di quest’ultimi (costi indiretti) già nel medio periodo. Infatti, il modello etico di Fondazione che vogliamo sviluppare, si estrinseca sulla sua capacità di erogare servizi a costi sostenibili per gli utenti soprattutto in considerazione del fatto che sul territorio di riferimento (Comunità Montana), ove la Fondazione prevalentemente opera, è presente una significativa percentuale di individui dichiaranti un reddito annuale inferiore ai 10mila euro. è necessario altresì ampliare il più possibile il bacino di utenza della Fondazione soprattutto con riferimento ai nuovi servizi; questo si sposa con la necessità di incrementare il fatturato della Fondazione e quindi avere le necessarie economie di scala per favorire la crescita e la sostenibilità della Fondazione permettendo alla medesima di erogare servizi sempre più qualificati alla comunità locale.

Mi preme ribadire che le rette della nostra R.S.A. sono non solo tra le più competitive a livello territoriale ma anche a livello di territorio dell’ATS Pavia ed a livello territoriale. Infatti ogni Ospite della nostra R.S.A. risparmia in un anno circa 5mila euro rispetto alla retta media territoriale delle R.S.A. dell’ATS PAVIA e circa 7mila 500 euro rispetto alla retta media delle RSA della Lombardia. A conferma di ciò le richieste di ingresso della Casa di Riposo sono ad oggi 753. Inoltre è particolare motivo di orgoglio evidenziare che la Fondazione solo negli ultimi 8 anni compresa la realizzazione degli A.P.A., ha investito sul territorio del Comune di Godiasco Salice Terme circa 4,5 milioni di euro di cui neppure 1 euro di soldi pubblici, ed ha erogato sul solo territorio della Comunità Montana almeno 15 milioni di euro in stipendi e pagamento del personale e dei collaboratori! Ai nuovi Amministratori affidiamo una Fondazione sana e competitiva, patrimonialmente solida e con grandi potenzialità che è passata dai circa 2ml di euro/anno di fatturato dell’ex I.p.a.b. agli attuali 4ml di euro/anno di fatturato.

Ecco, parliamo di futuro. Ci sono importanti novità dovute soprattutto alla riforma del “terzo settore”.

«Certo. è una riforma di cui si sentiva da tempo l’esigenza; una riforma complessa, un cammino non ancora concluso per i molti provvedimenti attuativi ancora mancanti.Come prima cosa la legge – approvata nel 2016 – delimita i confini del Terzo settore definendolo come “il complesso degli enti privati costituiti con finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale che, senza scopo di lucro, promuovono e realizzano attività d’interesse generale”. La nuova riforma ha consacrato il ruolo fondamentale degli attori del privato sociale senza scopo di lucro nel sistema dei servizi alla persona; così il privato sociale che nel passato più volte è stato chiamato a svolgere (e tuttora svolge) un ruolo di “supplenza” del soggetto pubblico e del privato con finalità di lucro assume una veste nuova conferitagli dal principio di sussidiarietà: quello di protagonista privilegiato nel sistema di erogazione dei servizi in sostanza si va sempre più verso “una società di servizi in luogo di uno Stato di servizi”. Certamente con la riforma del Terzo Settore gli enti privati senza scopo di lucro come la nostra Fondazione diventeranno i protagonisti indiscussi del futuro welfare sociale delle nostre comunità».

Quali erano le scadenze dettate dalla riforma del Terzo settore?

«Gli enti del terzo settore avevano tempo fino al 3 agosto 2019 per adeguare i propri statuti in base alle nuove regole; la Fondazione “Varni Agnetti” o.n.l.u.s. ha adeguato lo statuto, entro il mese di maggio 2019, in modo da poter pianificare il proprio futuro in anticipo rispetto alla tempistica imposta dalla legge tenuto altresì conto che era necessario evitare problemi seri alla gestione della fondazione visto che il nostro CdA sarebbe scaduto il 15 ottobre.

Solo a fine giugno 2019 è stata emanata una legge che ha disposto una ulteriore proroga del termine di adeguamento statutari (30/06/2020). In ogni caso più del 50% delle organizzazioni del Terzo Settore, compreso noi, hanno avviato l’adeguamento statutario previsto dalla legge al fine di evitare un disallineamento sui tempi di attuazione, garantendo così un passaggio lineare dal vecchio sistema normativo a quello nuovo. L’adeguamento dello statuto in sintesi è dovuto alla necessita di adempiere agli obblighi di legge, all’introduzione di nuovi servizi che hanno ampliato le attività della Fondazione, alla necessità di estendere ulteriormente i servizi ad una utenza più ampia che possa garantire una maggior sostenibilità economica, alla necessità di coinvolgere nel nuovo progetto etico di Fondazione alcuni importanti stakeholders (ad es. Fondazione Cariplo) ed alla necessità di “rinforzare” il carattere privatistico della Fondazione con la finalità primaria di rendere sempre più snella ed efficiente la gestione e di conseguenza di non gravare con costi improduttivi sulle tasche degli utenti! La nostra proposta di adeguamento statutario è stata approvata dagli organi competenti ovvero da Regione Lombardia con decreto presidenziale del 5 luglio 2019».

Cosa cambierà per la Fondazione a fronte della nuova riforma del terzo settore?

«La Fondazione, che è un ente di diritto privato senza scopo di lucro, indipendente apolitico e apartitico si è sicuramente rafforzata grazie al coinvolgimento di importanti stakeholders (portatori di interesse), come Fondazione Cariplo, come APE-Associazione Pensionati Cariplo e Gruppo Intesa Sanpaolo che ha collaborato con il nostro Ente sin dalla nascita dell’Ex I.p.a.b. “Varni Agnetti” (convenzione del 17 maggio 1995), come i nuovi sthakolders territoriali (Comuni di Borgoratto Mormorolo, Borgo Priolo Bagnaria, Cecima, Ponte Nizza, Val di Nizza) e come Rotary Valle Staffora che permetterà anche attraverso la collaborazione di persone fisiche provenienti dal territorio ed in possesso delle esperienze più ampie nel settore dell’amministrazione e della direzione di organizzazioni complesse, una gestione efficace ed efficiente che sappia affrontare la complessità derivante dal rispetto che la più recente normativa europea sta ponendo anche agli enti del Terzo Settore cui la Fondazione appartiene».

Qual è stata la logica del coinvolgimento di 6 nuovi Comuni?

«È stata la naturale conseguenza del Progetto APA Alloggi Protetti per Anziani e soggetti in situazione di disagio. Mi spiego meglio: la nostra Fondazione, se fosse rimasta ancorata, dal punto di vista territoriale, al bacino d’utenza dei quattro Comuni originari, non avrebbe potuto ampliare la propria struttura, alzare il livello delle prestazioni erogate, aumentare i posti di lavoro. Una rete territoriale più ampia ha invece consentito di accedere ad importanti risorse messe a disposizione da Fondazione Cariplo ed ha permesso la costruzione dei nuovi appartamenti per anziani, l’erogazione di nuovi servizi sia in struttura che sul territorio con un bacino d’utenza sempre più ampio. La conseguenza di questa “apertura” al territorio si è tradotta anche in nuove e stabili opportunità di lavoro. Tutto questo senza pregiudicare i vantaggi per la popolazione dei quattro comuni fondatori».

Quindi cambieranno solo le modalità di designazione del nuovo C.d.A.?

«Le modalità di designazione dei Consiglieri sono analoghe a quelle precedenti di fatto un Consigliere sarà nominato dal sindaco del Comune di Godiasco Salice Terme (Comune ove ha sede la Fondazione) tra i propri residenti; un amministratore nominato a rotazione con la seguente sequenza: dal Presidente dell’Unione dei Comuni Lombardi “Terre dei Malaspina” (Comuni di Cecima e Ponte Nizza); dal sindaco del Comune di Val di Nizza; dal sindaco del Comune di Bagnaria tra i residenti dei Comuni di Bagnaria, Cecima, Ponte Nizza e Val di Nizza; un amministratore nominato a rotazione con la seguente sequenza: dal Presidente dell’Unione dei Comuni Lombardi “Borghi e Valli d’Oltrepo” (Comuni di Borgo Priolo, Borgoratto Mormorolo, Montesegale e Rocca Susella), dal sindaco del Comune di Fortunago secondo un principio di rotazione di rappresentatività delle Comunità locali dei vari Comuni. La nomina degli Enti pubblici secondo la normativa vigente esclude ogni vincolo di mandato e di rappresentanza degli enti che li hanno nominati. Gli altri Consiglieri sono nominati uno dalla Fondazione Cariplo, uno dall’Associazione Pensionati Cariplo, uno dal Rotary Club Valle Staffora, più il Parroco di Godiasco membro di diritto a tutela delle volontà della donataria Famiglia Agnetti. Preciso altresì che sin dalla trasformazione da I.p.a.b. a Fondazione di diritto privato, avvenuta il 1° gennaio 2004, il controllo dell’attività e della gestione della Fondazione è di competenza di Regione Lombardia e dell’Azienda di Tutela della Salute (ex ASL); i controlli interni sono effettuati attraverso il Revisore dei Conti e attraverso l’Organismo di Vigilanza ai sensi del D.lgs 231/2001. La Fondazione inoltre si sottopone volontariamente a controlli aggiuntivi effettuati da Enti Certificatori Terzi ai sensi della norma UNI EN ISO 9001 e OHSAS 18001».

Tutto questo che riflessi avrà sul futuro della Fondazione?

«Una fondazione sempre più forte, indipendente e sempre più aperta alle Comunità locali ed alla società civile favorirà una migliore governance, una più efficiente amministrazione e funzionalità operativa e gestionale sempre nell’ottica di una ricerca delle possibilità di crescita economica e di maggior sostenibilità della Fondazione stessa. In sostanza la Fondazione non solo si rafforza ma verrà messa in condizione di affrontare le prossime sfide con la dovuta serenità e poter mantenere anche in futuro un modello di gestione improntato sulla responsabilità sociale e su un progetto etico di Fondazione garantendo: rette sostenibili per l’utenza, servizi di qualità, efficienza nell’utilizzo delle risorse. Chi beneficerà di tutto questo? I principali portatori di interesse della Fondazione ovvero gli Utenti ed il personale (e collaboratori), ma anche i cittadini del nostro territorio, in primis i cittadini di Godiasco dove la Fondazione ha sede».

Qualcuno potrebbe malignare che questi cambiamenti danneggiano la politica locale?

«Non credo proprio, ribadisco che la Fondazione è indipendente, apolitica e apartitica e come ente di diritto privato senza scopo di lucro è libera di darsi la miglior organizzazione per perseguire i propri scopi istituzionali ed il principale è quello di prendersi cura e dare delle risposte concrete ad utenti che per lo più versano in situazioni di grave fragilità. Questo stiamo facendo e questo vogliamo fare senza interferenze esterne, del resto la nostra Fondazione è un’eccellenza del territorio proprio perché ha sempre agito nel solo interesse degli utenti cercando di svilupparsi e introducendo nuovi servizi per i cittadini. La Fondazione ha tutto il diritto di programmare il proprio futuro come ha sempre fatto e sino ad ora i fatti ci danno ragione basta raffrontare le nostre rette con quelle dei concorrenti del territorio… inoltre i vantaggi per i cittadini di Godiasco, Fortunago, Rocca Susella e Montesegale sono tutelati sia dallo statuto che dal regolamento di accesso ai servizi.

Quel che conta davvero è che la Fondazione risponda pienamente ai bisogni assistenziali degli utenti con interventi puntuali e concreti, quel che conta davvero è che la Fondazione nei suoi primi 20 anni di attività ha erogato circa 600.000 giornate di assistenza in R.S.A., circa 180.000 giornate di assistenza in C.D.I. e assistenza circa 2.000 utenti al domicilio e continuerà a farlo nell’interesse degli utenti grazie alla professionalità del proprio personale! Se mi consente dico anche che la politica più sta fuori da queste istituzioni e meglio è sia per le istituzioni, che per la politica stessa ma soprattutto per gli utenti… e se vogliamo… di cose da fare ce ne sarebbero e non mi sembra che i problemi del territorio e dei cittadini siano riconducibili alle modalità di nomina di un Consiglio di Amministrazione».

Quindi è soddisfatto di quanto è stato fatto?

«Certo. Non potrebbe essere diversamente aver assicurato un ulteriore passo in avanti rispetto all’organizzazione attuale della Fondazione “Varni Agnetti” o.n.l.u.s. nel costruire un modello di Fondazione che sia, sempre più, espressione della Comunità che rappresenta e capace di essere protagonista del cambiamento nei nuovi scenari che vanno delineandosi è un grande motivo di orgoglio per noi tutti!».

LA FONDAZIONE IN CIFRE 

FATTURATO

2014= 3,3 ML

2019 = 4, 1 ML (previsione)

I SERVIZI:

Posti letto RSA (Casa di riposo): N.88

Posti letto A.P.A.–Alloggi Protetti per Anziani: N.26

Posti letto a contratto A.P.A. – Alloggi Protetti per Anziani per servizio di residenzialità leggera: N.6

Centro Diurno Integrato per Anziani: N.40

Utenti R.S.A. APERTA (servizi della Casa di Riposo erogati a domicilio): N.45

Utenti A.D.I. – assistenza domiciliare integrata: N.56

DIPENDENTI e COLLABORATORI

Dipendenti/ collaboratori: N.110

Collaboratori ditte esterne/fornitori: circa N.30

La Fondazione “Varni Agnetti”

  • ha certificato il proprio Sistema di Gestione della Qualità (servizi R.S.A.- C.D.I. – A.P.A. e servizi domiciliari ) secondo la norma UNI EN ISO 9001:2015;
  • è stata la prima R.S.A. lombarda ad ottenere la certificazione ai sensi della norma OHSAS 18001:2007 (Sistema di gestione per la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro).

di Silvia Colombini

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