Mercoledì, 08 Aprile 2020

OLTREPÒ PAVESE- VARZI - LE SARACINESCHE ABBASSATE DIVENTANO OPERE D’ARTE

Il centro storico di Varzi si prepara a diventare una pinacoteca a cielo aperto. Grazie ad una convenzione stipulata tra Comune e liceo artistico Volta di Pavia, gli studenti avranno l’opportunità di dipingere le oggi (troppo) numerose saracinesche delle attività chiuse dislocate lungo l’asse della cosiddetta “vasca” varzese. L’iniziativa è stata presa in seguito a un’idea della Consulta Turismo e Centro storico, creata dal sindaco Giovanni Palli per affrontare ad hoc il tema del rilancio della capitale della valle Staffora. «Si tratta – spiega il primo cittadino - di un organo composto non da politici ma da comuni cittadini, i quali hanno suggerito di prendere a modello quanto già si è verificato in diversi centri soprattutto del sud Italia, dove per ridare vita a zone “morte” per via delle difficoltà economiche che hanno portato alla chiusura di diverse attività, si è ricorso alla pittura».

Le saracinesche abbassate sono un po’ come le persiane chiuse: abbandonate a se stesse, con il passare del tempo diventano l’effigie malinconica di un tempo andato che non accenna a ritornare. Fino ad ora, con le molte saracinesche abbassate ormai da anni, Varzi ricorda da vicino una bella donna che, lasciatasi alle spalle la gioventù, ha smesso di volersi bene e si è lasciata andare mostrando con impietosa rassegnazione le rughe. L’obiettivo di questo progetto è invertire la tendenza con un vero e proprio lifting.

Palli, a Varzi quante sono le saracinesche a disposizione?

«In tutto il paese se ne contano circa 70, quelle che almeno in questa fase iniziale prenderanno parte all’iniziativa sono una trentina, quasi tutte nel centro storico».

Un numero importante se si tiene conto che dietro ciascuna c’è un’attività commerciale cessata. Che tipo di ritorno vi aspettate?

«L’obiettivo è quello di rendere il centro storico attrattivo perché esteticamente più bello. La nostra intenzione è di trasformarlo in una sorta di pinacoteca-museo che parli di sé stesso ai visitatori, scatenando attraverso la peculiarità dei dipinti e dei pannelli che andremo a installare, una sorta di “caccia al selfie”, come è avvenuto in altre parti d’Italia dove addirittura realtà con maggiori possibilità economiche hanno coinvolto dei noti writers nella parte artistica».

Quali soggetti verranno ritratti?

«Metteremo a disposizione del liceo Volta una serie di fotografie d’epoca che ritraggono Varzi e il suo centro storico in un periodo florido della sua esistenza. Molte di esse arrivano dall’archivio di Fiorenzo Debattisti che gentilmente le ha messe a disposizione.

A queste immagini i ragazzi si ispireranno per creare una sorta di “ritorno al passato” visivo».

Ci saranno soltanto le saracinesche dipinte o avete pensato ad altre peculiarità per valorizzare il centro?

«Parallelamente c’è un altro progetto che prevede il posizionamento pannelli in forex con esposte foto di negozi storici e della piazza com’erano in altre epoche, sempre con l’intento di interessare e affascinare i potenziali turisti».

Quali sono le tempistiche previste per l’attuazione di questi progetti?

«La fase progettuale è già iniziata, l’intenzione è assolutamente quella di vedere il tutto attuato entro il mese di giugno, all’inizio cioè della stagione estiva, quella che deve rappresentare per il paese una svolta».

Chi finanzierà il progetto?

«Ci autotasseremo: il comune metterà a disposizione i materiali, vernici e spray necessari. Gli studenti la manodopera».

L’iniziativa ha già incontrato il favore pressoché unanime di tutti i commercianti, che da tempo lottano nella speranza di riuscire a riconquistare al paese un giro turistico che possa dare una scossa agli affari. Una delle pochissime attività aperte ad avere ancora la saracinesca è il ristorante Caffè del Centro, nel cuore della Varzi medioevale. Intorno a lui, in via Di Dentro, sono ben sei le saracinesche chiuse. «L’iniziativa è molto carina, ho messo a disposizione la mia molto volentieri» dice il titolare Alessandro Deglialberti. «Ben vengano queste opportunità che possono invogliare il turista a farsi un giro nel centro rianimandolo un po’. L’iniziativa è ancora più  meritevole visto che contribuisce anche ad abbellire il centro eliminando  diverse brutture che lo svilivano». Ora le aspettative sono tutte rivolte verso la bella stagione, nella speranza che possa davvero rappresentare una svolta: «Il 2019, almeno per la mia attività, è stato leggermente migliore dell’anno precedente, anche se di turisti da fuori non è che ne arrivino ancora molti. Vedremo se, anche grazie a questa iniziativa, le cose cambieranno con l’estate».

Soddisfatta è anche Laura Morelli, titolare del negozio di calzature di famiglia recentemente insignito dalla Regione del riconoscimento riservato alle attività storiche. «Ho messo volentieri a disposizione la porta di ferro che era l’ingresso dell’antica sede del negozio, quella di via Roma. Da tempo ci siamo trasferiti, ma quella porta resta per noi un simbolo ed è bello che possa contribuire a valorizzare tutto il nostro centro che è davvero bellissimo. L’auspicio è che questo progetto crei curiosità in persone che possano poi diventare, da semplici visitatori, clienti dei vari negozi».

di Christian Draghi

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