Domenica, 24 Maggio 2020

OLTREPÒ PAVESE – BORGO PRIOLO - “PROGETTO ISLANDER” DENUNCIA IL MALTRATTAMENTO DI TRENTA CAVALLI

Ci è stata segnalata da una nostra lettrice la situazione di degrado che riguarderebbe alcuni cavalli, ospitati presso un agriturismo nel Comune di Borgo Priolo (Centro Ippico La Torretta). Un caso sul quale si è già espressa l’autorità giudiziaria, ma che continua a destare le perplessità, se non addirittura le ire, delle associazioni animaliste. Di recente si è interessata alla questione anche ENPA e sono state inviate segnalazioni da alcuni cittadini a Striscia La Notizia. Al momento, tuttavia, non è possibile sapere se il programma di Canale 5 interverrà sul posto. La situazione incresciosa si protrarrebbe da circa un anno; periodo durante il quale sono accaduti fati degni di nota. Innanzi tutto, un’associazione del settore si è interessata per trovare una soluzione. Si tratta di “Progetto Islander”, con sede a Villanterio e attiva anche sul territorio dell’Oltrepò Pavese. Nel tentativo di dare maggior risalto alla questione, e con la speranza che essa si possa risolvere il più rapidamente possibile, riportiamo qui di seguito le informazioni pubblicate da “Progetto Islander” sulla propria pagina Facebook.

Come dichiarato dall’associazione, il primo sopralluogo presso l’agriturismo che ospita questi cavalli risale al 24 aprile 2019. 

«Troviamo circa trenta cavalli», si legge, «chiusi in un capannone insieme a mucche e capre, in condizioni igieniche indecorose; altri cavalli erano all’interno di alcuni box, in una struttura lontana dal capannone sopra indicato, in cui veniva svolta un’attività di messa in sella per bambini provenienti da scuole elementari del circondario; altri ancora erano liberi nei terreni».

Dopo questa prima constatazione è partito un iter finalizzato ad un’ipotizzabile risoluzione “bonaria” della vicenda.

«Insieme all’A.T.S. e ai Carabinieri abbiamo quindi incontrato il proprietario, e abbiamo cercato di parlare a tavolino della situazione in cui vigevano i suoi cavalli».

Ma le cose non si sarebbero messe nella giusta direzione.

«Il proprietario affermava che i cavalli chiusi nel capannone si trovavano lì perché non avendo le recinzioni in sicurezza spesso scappavano in strada e arrivavano fino in paese (varie testimonianze ci hanno poi confermato che sono stati anche causati alcuni incidenti ). Il veterinario dell’A.T.S. ha imposto delle prescrizioni per cui i cavalli sarebbero dovuti essere messi in sicurezza, alimentati a dovere e gestiti in maniera idonea.»

L’associazione, tuttavia, si è mossa anche direttamente. Continua il resoconto pubblicato sul popolare social network:

«Noi abbiamo inoltre dato la nostra disponibilità per trovare dei volontari e aiutarlo a sistemare le recinzioni, di cui già disponeva. Abbiamo voluto dargli fiducia, soprattutto perché non sarebbe stato semplice trovare sistemazione a 40 cavalli e il posto, se gestito bene, sarebbe perfetto per ospitare tra le colline moltissimi esemplari. Successivamente però ci sono arrivate molte altre segnalazioni e siamo venuti a conoscenza di una triste realtà. Siamo rimasti in contatto con l’A.T.S. circa ulteriori controlli».

Qualcosa, però, è andato nuovamente storto. Passano alcune settimane, e si giunge ad un nuovo capitolo.

«Prima dell’estate da una segnalazione ci hanno riferito che la situazione si era complicata e diamo così la nostra disponibilità ad occuparci dei cavalli, poi il silenzio... L’A.T.S. ha effettuato un altro controllo durante il periodo estivo dove sono state rilasciate altre prescrizioni. A fine dicembre riceviamo un’altra segnalazione e così chiediamo un controllo alle autorità. Arriviamo così al 20 giugno 2019».

In questa data si svolge un nuovo sopralluogo.

«Ci siamo recati sul posto, il proprietario ci ha invitati ad entrare per mostrarci i cavalli. La situazione era decisamente peggiorata. Abbiamo trovato quasi tutti i cavalli chiusi all’interno di quel capannone e altri chiusi in box fatiscenti. I cavalli mangiavano le loro feci, non vi era un filo di fieno per terra. C’era un solo beverino mal funzionante per tutti. Il veterinario A.T.S. ha controllato e censito tutti i cavalli. Due mancavano all’appello. Ci viene detto che un puledro era morto pochi giorni prima e un cavallo una decina di giorni prima. 10 cavalli sul totale vengono valutati “1” nella “Body condition score” (scala che stima la conduzione di nutrizione di un cavallo e va da 1 a 10, dove 1 corrisponde alla mancanza assoluta di tessuto adiposo e all’atrofizzazione delle masse muscolari, mentre 10 corrisponde ad uno stato di abbondante sovrappeso). I soggetti del capannone oscillavano dall’essere estremamente denutriti a molto magri (Body condition score: 2/3)».

Occorreva trovare soluzioni immediate. E, secondo quanto riportato sempre nel post che stiamo qui ricopiando quasi parola per parola, sarebbero anche in questo caso state effettuate alcune proposte.

«Abbiamo insistito per ottenere il sequestro almeno dei cavalli segnalati con Body condition score pari a 1. I cavalli sono stati sequestrati e affidati al proprietario stesso, per darci il tempo di organizzare il loro trasferimento. Terminato l’intervento abbiamo inviato subito una mail con la disponibilità da parte di Progetto Islander a prendere i cavalli in custodia, facendoci carico di tutte le spese, chiedendo l’autorizzazione per poi poterli affidare a terzi, previo controlli pre e post affido. I cavalli avevano estrema urgenza di essere nutriti e curati.»

C’è stato anche un appello via social da parte di Progetto Islander nei confronti di quanti fossero disposti a dare una mano per aiutare questi cavalli.

«Tantissime persone tramite l’appello sui social si sono resi disponibili a stallare o ad adottare i soggetti, pur non sapendo nulla di loro. C’è stata estrema solidarietà e come spesso accade non c’è però stata la collaborazione della burocrazia e della giustizia italiana. Non abbiamo più saputo nulla e ad oggi veniamo a sapere che i cavalli sono stati dissequestrati e restituiti al proprietario stesso nonostante le condizioni di gestione non siano minimamente cambiate.»

Stante questa descrizione la situazione sembrerebbe quindi particolarmente grave. Si attendono ulteriori sviluppi; al momento, tuttavia, non sembrano intravedersi spiragli di cambiamento.

Prosegue ancora il comunicato pubblicato su Facebook:

«Sono 40 anni che questi signori ricevono denunce su denunce, che i cavalli scappano e si ritrovano per le strade con il rischio di causare incidenti. Anni fa un cavallo ha causato un incidente mortale. Dopo le mille prescrizione dell’A.T.S. senza ottenere risultati, e dopo la decisione della procura di restituirgli i cavalli in condizione più grave che cosa possiamo fare???»

In conclusione, un appello:

«Chiediamo l’aiuto e lo sdegno di tutti. Questo posto è aperto al pubblico, le scuole organizzano gite quotidianamente e portano i bambini a fare la scuola cavalli. Le recensioni sono da film horror. Ne abbiamo pubblicate sui nostri social alcune degli ultimi mesi / anni (tutte verificabili sulla loro pagina FB, Google e TripAdvisor, e non le abbiamo scritte noi!»

Come ben spiegato sul sito internet ufficiale, “Progetto Islander Onlus é un’Associazione no-profit nata nel 2012 con l’intento di promuovere una serie di iniziative volte alla difesa del cavallo e alla sensibilizzazione verso la triste realtà dei maltrattamenti.

Fondatrice e presidente di Progetto Islander è Nicole Berlusconi. L’associazione si impegna attivamente nel portare alla luce dinamiche spesso tenute nascoste e si prodiga nella ricerca di fondi che supportino il recupero e la riabilitazione dei cavalli maltrattati. Progetto Islander è un’associazione no profit rivolta alla tutela dei cavalli e degli equidi in generale (pony, asini, muli e bardotti). L’associazione si occupa della riabilitazione psico-fisica di animali provenienti da sequestri per reati di maltrattamento. Una volta riabilitati gli animali vengono dati in affidamento e adozione secondo procedure e norme prestabilite. Progetto Islander collabora con le Autorità (Polizia, Carabinieri, Asl, Finanza, Guardie Ecozoofile) nei casi di sequestri per reati di maltrattamento con la nomina di Custode Giudiziario.”

A proposito dell’adozione a distanza, ecco cosa riporta, ancora il sito internet dell’associazione.

“Adottando un cavallo a distanza ci aiuterai a contribuire alle spese per il suo mantenimento (mangime, pareggiatore, cure veterinarie). Diventerai così indispensabile per donargli un futuro migliore e potrà nascere così una storia d’amore a distanza. Potrai venire a trovarlo ogni volta che vuoi e sarà nostra premura tenerti aggiornato riguardo ad ogni suo piccolo progresso. I nostri cavalli sono tutti adottabili a distanza, se ci arriverà una richiesta di adozione definitiva per quello che sceglierai, potrai decidere di aiutare un altro cavallo. In questo modo ci permetti di poterne salvare tanti altri. Mandaci una mail con scritto il nome del cavallo che vorresti adottare e decidi tu che somma destinargli; anche un piccolo gesto sarà per lui un aiuto prezioso. Una volta fatta richiesta, riceverai un certificato di adozione.”

di Pier Luigi Feltri

 

Leggi Il Periodico News - Maggio 2020

  1. Primo piano
  2. Popolari