Martedì, 07 Luglio 2020
 

OLTREPÒ PAVESE – VOGHERA – STRADELLA – CORONAVIRUS E SCUOLA «LA MANCATA ESPERIENZA DELL’ESAME DI MATURITÀ VERO E PROPRIO È UNA PERDITA DAL PUNTO DI VISTA UMANO»

Una delle conseguenze più tangibili dell’epidemia di coronavirus, oltre al sovraccarico degli ospedali e il crollo dell’economia, è il totale arresto delle attività didattiche di qualunque ordine e grado. Daniela Lazzaroni, dirigente del Liceo Galileo Galilei (e sez. Grattoni) di Voghera, e Roberto Olivieri, dirigente dell’Istituto Faravelli di Stradella (comprensivo del distaccamento Golgi di Broni), commentano il modo in cui i due principali poli scolastici dell’Oltrepò si preparano all’esame di Stato 2020 e affrontano la didattica in quarantena.

L’argomento maturità è uno di quelli su cui si hanno più incertezze. Per ora, l’unica certezza è che la commissione sarà formata da 6 membri interni e un presidente esterno. Riguardo lo svolgimento dell’esame, il Ministero ha ipotizzato due alternative: nel caso si rientrasse a scuola entro il 18 maggio, si svolgerebbe: una prima prova a carattere nazionale elaborata dal Ministero stesso, una seconda prova elaborata dalla commissione in base alle materie di indirizzo, e un colloquio che manterrebbe la struttura dello scorso anno. In caso contrario, l’esame consisterà unicamente in un colloquio dalla durata minima di un’ora. Entrambi i dirigenti concordano sul fatto che lo scenario più realistico sarebbe rappresentato dalla seconda ipotesi e, circostanze permettendo, preferirebbero che l’esame fosse sostenuto in presenza; anche perché tutti e due gli istituti sono dotati di spazi in cui sarebbe possibile svolgere l’orale mantenendo la distanza di sicurezza – così è stato dichiarato. «Ho posto una domanda all’ispettore Franco Gallo, il referente  per l’Ufficio Scolastico Regionale della  Lombardia, in merito alla struttura di questo colloquio: verterà sulle 6 materie detenute dai professori di commissione?  L’eventuale domanda-stimolo permetterà di agganciare altre conoscenze al di fuori di quelle materie? Al momento non è ancora stato chiarito»,  questo è il dubbio messo in luce dalla dirigente Lazzaroni. «Ho trovato molto buffa una terza ipotesi che è saltata fuori, quella dello studente a scuola – non si sa dove e con chi – e la commissione in videoconferenza»,  ha commentato il dirigente Olivieri, il quale, inoltre, si è posto il problema dei trasporti: «Il giorno dell’esame in quanti dovranno prendere mezzi pubblici? Discorso che vale per l’Oltrepò, ma soprattutto nelle grandi città. Temo che vedremo i mezzi intasati ».

I dirigenti hanno sollecitato i professori a distinguere il peso delle valutazioni assegnate prima del 21 febbraio, data di inizio della sospensione delle lezioni, e dopo il 21 febbraio, sia per l’inevitabile mancanza di misure di controllo, sia perché la distanza ha reso l’insegnamento molto più limitato. Ad accusare il colpo sono in particolare alcune discipline o indirizzi: «Il nostro istituto non presenta grande incidenza di attività in laboratorio, ma sono comunque necessarie, e con la didattica online non c’è modo di praticarle; possiamo solo fornire materiale video di riferimento» -  dichiara Lazzaroni. Da questo punto di vista, è più sofferente l’istituto Faravelli: «La componente laboratoriale del percorso didattico si è completamente annullata e ciò ha danneggiato soprattutto l’indirizzo MAT (il vecchio IPSIA) – ai ragazzi, al massimo, possiamo mandare una foto dei torni… Chimica, in generale le materie scientifiche, stanno seguendo per forza un percorso esclusivamente teorico, che non equivale assolutamente a trascorrere due ore alla settimana in laboratorio».

Si è resa inevitabile anche una revisione del programma di studi per tutte le classi. Lazzaroni spiega: «Come indicato dalla nota protocollo 388 del 17 marzo, i dipartimenti si sono riuniti e hanno rivisto la programmazione, in modo da riadattare gli argomenti mancanti ai nuovi metodi di insegnamento. Chiaro che, per le classi quinte, il tutto dovrà essere propedeutico allo svolgimento, in qualunque forma, dell’esame di Stato. Per le altre classi deve essere garantito almeno il possesso dei requisiti minimi per frequentare la classe successiva». Facciamo poi chiarezza sulla questione “tutti promossi”: «Ogni studente verrà ammesso al grado successivo e i maturandi verranno tutti ammessi all’esame, ma coloro che frequentano le classi dalla prima alla quarta e hanno delle insufficienze, dovranno colmare le lacune con un piano di recupero straordinario, che il Ministro ha ipotizzato di far cominciare il primo settembre; allo stesso modo gli alunni di quinta accederanno alla maturità con un credito proporzionato ai loro voti». A tal proposito, Olivieri si è così espresso: «Il passaggio alla classe successiva è assicurato ma, se uno studente presentasse numerose insufficienze, a parer mio si ritroverebbe con un sovraccarico di lavoro non indifferente anche con il piano di recupero previsto; a meno che l’alunno non recuperi da solo, d’estate, il rischio sarebbe quello di ripetere l’anno a cui è stato automaticamente ammesso».

Una sospensione così repentina delle lezioni ha colto alla sprovvista molte famiglie, che per svariati motivi talvolta non hanno potuto garantire ai figli la frequentazione dei corsi online. Le scuole, perciò, si sono impegnate a fornire agli studenti che ne avevano bisogno i mezzi necessari. «L’istituto Galileo Galilei ha messo a disposizione delle famiglie un modulo per fare richiesta di hardware e connessioni internet per chi ne fosse sprovvisto o per chi non potesse utilizzare il proprio dispositivo – è un periodo anche di smartworking, perciò a volte uno o due devices per casa non sono sufficienti. Fino ad ora abbiamo consegnato 17 computer ai ragazzi, in un paio di casi anche ai colleghi, e a due situazioni particolarmente sfortunate abbiamo installato una connessione internet dedicata. Inoltre abbiamo collaborato con diversi gestori per mettere a disposizione una maggiore quantità di gigabyte».

 Olivieri dichiara invece che, per quanto riguarda Broni – Stradella, non ci sono stati problemi di connettività, ma la richiesta di dispositivi è stata maggiore: «Per la distribuzione dei PC e delle connessioni di rete, ho creato un questionario chiedendo: il numero di membri della famiglia, quanti di loro fossero studenti e quanti studiassero al Faravelli - in modo da procedere in ordine di priorità. Non ci sono stati problemi con internet, ma abbiamo consegnato in totale 35 computer. Da parte dei docenti non sono arrivate richieste»

 Entrambi gli istituti si sono mobilitati molto velocemente per iniziare la gestione della didattica online.  Olivieri afferma: «Questo perché, fortunatamente in questa sfortuna, avevamo precedentemente archiviato in uno spazio cloud la maggior parte dei documenti, per cui la segreteria era praticamente pronta a spostarsi al digitale, a cui ovviamente anch’io  i professori ci siamo adattati».

 Stessa situazione per il Galilei: « Lo smartworking non rappresenta un impedimento, in quanto l’inizio della digitalizzazione dei documenti, nel nostro liceo, risale al novembre 2016. Sono andata a scuola il 19 marzo, con i dispositivi e le distanze di sicurezza, per provvedere alla redazione, alla formalizzazione e all'invio agli indirizzi istituzionali di riferimento della determina di chiusura, che redatta in remoto e girata al personale addetto (almeno due passaggi) avrebbe prodotto un minimo ritardo che ho voluto evitare».

Sarà possibile, quindi, valorizzare appieno gli studenti che si accingono a lasciare la scuola superiore? Sia Olivieri che Lazzaroni si augurano questo, cioè che, indipendentemente dalla modalità di svolgimento dell’esame, venga usato il buonsenso e che il presidente non stravolga il lavoro della commissione, unico punto di riferimento saldo dei ragazzi. Il preside del Faravelli aggiunge: «Io stesso probabilmente ricoprirò questo ruolo in qualche istituto, e mi impegnerò ad essere il più accondiscendente possibile»

Inoltre – i due dirigenti si trovano d’accordo – la mancata esperienza dell’esame vero e proprio è una perdita piuttosto ingente dal punto di vista umano. Secondo Lazzaroni: «E’ un diritto per uno studente conseguire tutte le tappe del proprio percorso formativo. Ai maturandi mancherà un pezzo dell’esperienza delle superiori, perché si sono ritrovati di colpo a dover stare a casa da liceali, e verranno catapultati nella loro vita da universitari o lavoratori saltando il processo intermedio. L’importante sarà uscire indenni da questa situazione, ma mi auguro che le cose vadano per il meglio in modo tale da sostenere almeno l’esame in presenza». Olivieri sostiene: «L’esame per eccellenza, quello che spesso, da adulti, si ricorda con più nostalgia, è la maturità. E’ un rito di passaggio il cui valore risiede anche nei momenti di tensione, nelle ore di studio intenso, nell’adrenalina appena finito l’orale e nel sollievo che si prova una volta esaurite le prove; il tutto insieme ai propri compagni»

Infine, un ringraziamento da parte di tutti e due i dirigenti va ai docenti, che si sono adattati in brevissimo tempo ai nuovi metodi didattici, ad insegnare senza avere davanti una classe ma una webcam, e stanno dando un enorme contributo nel tenere in piedi il sistema scolastico senza perdere il legame con gli studenti.

Leggi Il Periodico News - Maggio 2020

 
 
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