Lunedì, 25 Maggio 2020

"Gli agricoltori Lombardi sono in difficolta' e la Regione risponde: abbiamo stanziato oggi 6 milioni di euro per interventi straordinari in campo agricolo. Una terapia d'urto economica per dare soldi veri direttamente ad agricoltori, caseifici e allevatori. E' solo il primo stanziamento di un piano che prevede nelle prossime settimane altri fondi anche per l'agricoltura di montagna e interventi di carattere forestale". Lo ha annunciato l'assessore regionale lombardo all'Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi che oggi in giunta ha presentato il piano di sostegno al comparto agricolo.

Si tratta di un Piano straordinario per la difesa dei prodotti lombardi, a partire da formaggi e vini, auspicando il ritorno alla 'nuova normalita'. E' quello che sta preparando la Lombardia, prima Regione in Italia, con un investimento iniziale di 6 milioni. Nel concreto, Regione e' pronta ad acquistare formaggi locali anche per destinarli alle famiglie in difficolta'. Discorso simile per i vini, anche di pregio, che beneficeranno di aiuti economici per essere commercializzati a prezzi promozionali. L'obiettivo e' favorire e incentivare il consumo di prodotti lombardi e italiani.

RISORSE NAZIONALI INSUFFICIENTI - "Stiamo attendendo che anche da Roma arrivino risorse per il comparto. Al momento i fondi stanziati concretamente dal governo in agricoltura sono ampiamente insufficienti rispetto alle necessita'. Per questo abbiamo deciso di intervenire immediatamente per dare respiro a uno dei settori trainanti dell'economia. La Lombardia e' la prima regione agricola d'Italia. Abbiamo piu' di 40.000 imprese agricole. I lavoratori in ambito agroalimentare, tra aziende e industria alimentare, sono 150.000 nella nostra regione. Un indotto occupazionale che vogliamo salvaguardare".

"I nostri agricoltori - ha aggiunto Rolfi - hanno continuato a lavorare, garantendo ai lombardi la copertura del fabbisogno alimentare. La domanda delle famiglie pero' non ha compensato l'azzeramento di richiesta sui canali commerciali, partendo da ristorazione, bar e hotel. Serve dunque un Piano Straordinario di aiuti e investimenti per sostenere tutto il settore agroalimentare. Nelle prossime settimane - ha concluso l'assessore regionale - predisporremo un intervento economico anche per lavori forestali e per la filiera bosco legno. Comparto essenziale in Lombardia anche per prevenire il dissesto idrogeologico. Una valenza economica e ambientale che vogliamo preservare e stimolare".

"L'appello e la risposta corale sortiti dall'incontro di Riccagioia a Torrazza Coste del 27 gennaio scorso -  scrive in una nota stampa il Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese - incontro voluto dall'assessore regionale all'agricoltura Fabio Rolfi, ha portato ad un risultato significativo per il mondo vitivinicolo dell'Oltrepò Pavese. Proprio in questi giorni, come da programma, è stato redatto un elenco di aziende che hanno fatto domanda di ammissione al Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese.

Sono diciotto le aziende che hanno avanzato la proposta, la maggior parte rispondendo in modo coerente a quanto preannunciato in assemblea e sono:

Az. Agr. Manuelina, Az. Bruno Verdi e Vitivinicola Verdi F.lli, Cà Montebello, Calatroni, Cantine Monterosso; Fattoria F.lli Massara, Finigeto, Frecciarossa, Il Molino di Roverscala; La Travaglina, Piccolo Bacco dei Quaroni, Quaquarini Francesco, Scabini Davide; Tenuta Bellcolle, Travaglino, Vistarino.

Un importante "contingente" arriva dal Distretto del Vino di Qualità dell'Oltrepò Pavese che ha sottolineato in una nota il rientro delle aziende di filiera del Distretto in Consorzio motivando la necessità, oggi più che mai impellente, di unità territoriale e di importanti riforme volte al rilancio della Denominazione. 

Soddisfatto, l'assessore regionale Fabio Rolfi ha commentato: "L'Oltrepó Pavese è il primo territorio vitivinicolo della Lombardia, con un enorme potenziale sia sotto il profilo produttivo che turistico. Se il mondo del vino parla con una voce sola è più forte e può essere più autorevole nel rapporto istituzionale con le altre realtà ed anche al proprio interno per le decisioni non indolori che dovranno essere prese per il rilancio del comparto. Stiamo attraversando un periodo di forte difficoltà per tutta la regione. L'unico modo per uscirne è quello di avere un obiettivo comune e di unire le forze per raggiungerlo. Ringrazio dunque il Consorzio e le aziende, che stanno dimostrando senso di responsabilità proprio nel momento di maggior necessità".

Luigi Gatti, presidente del Consorzio Tutela Vini Oltrepò ha espresso naturalmente soddisfazione ribadendo che "questa notizia non può che essere accolta con particolare entusiasmo in un periodo così difficile per il mondo del vino in generale e per il nostro in particolare, proprio nel momento del rilancio e della promozione internazionale.

È un segno di serietà da parte di tante aziende che hanno compreso il senso di un lavoro collegiale e programmatico, costruito attraverso le relazioni istituzionali e di territorio, quello che il nuovo Consorzio ha intrapreso e vuole portare avanti con determinazione. Dal punto di vista numerico e di rappresentanza è anche una notizia importante per la tutela delle Denominazioni, quando il CdA nelle prossime settimane approverà queste domande di ammissione i soci potranno pensare ad un progetto di rilancio davvero importante".

Ricordiamo - conclude la nota stampa del Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese-  qui di seguito le Denominazioni DOC e DOCG dell'Oltrepò Pavese del vino:  La produzione enologica dell'Oltrepò Pavese a indicazione geografica è suddivisa in:

1 Docg (Oltrepò Pavese Metodo Classico),

7 Doc (Bonarda dell'Oltrepò Pavese,

Buttafuoco dell'Oltrepò Pavese,

Casteggio,

Oltrepò Pavese,

Oltrepò Pavese Pinot grigio,

Pinot nero dell'Oltrepò Pavese e Sangue di Giuda dell'Oltrepò Pavese;

1 Igt (Provincia di Pavia)"

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Il Consiglio di amministrazione del Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese, riunitosi in via straordinaria urgente in data odierna prima della riunione convocata a Riccagioia di Torrazza Coste dall’assessore regionale Fabio Rolfi, ha deciso due punti importanti:

“Per i fatti accaduti il Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese si considera parte lesa e ha deciso di costituirsi parte civile nel processo relativo ai gravi fatti di Canneto Pavese” ha detto il presidente Luigi Gatti. Inoltre: “Il Consorzio, considerato il danno di immagine per la filiera vitivinicola, ha deciso di chiedere un risarcimento in misura da definire del danno creato dai fatti accaduti, detto risarcimento sarà a carico dei reali responsabili delle azioni che hanno seriamente compromesso l’immagine del territorio e l’attività di promozione che il Consorzio sta portando avanti in virtù del suo incarico Erga omnes”.

“Da qui si prosegue ancora più “dritti” sulla strada della qualità e della serietà, per promuovere con regole e rappresentatività corrette ed equilibrate, un mondo del vino che non ha eguali e non merita di essere così bistrattato soprattutto in un momento importante come questo con aperture fondamentali sul mercato internazionale”.

“È prevedibile pensare che dopo questa riunione le aziende attualmente non socie che oggi erano presenti, hanno manifestato l’esigenza di rientrare nel Consorzio in modo urgente. A questo punto sarà necessaria la convocazione di una Assemblea consortile che le comprenda tutte, per la ridefinizione della nuova governance del Consorzio stesso”.

Il nuovo Oltrepò del vino fa notizia! Infatti l'intero territorio e, in modo particolare, le produzioni enologiche, saranno protagonisti, insieme alla cucina tipica e al salame di Varzi, di un'importante reportage sul prossimo numero del Gambero Rosso, in edicola a partire da fne dicembre. Ad annunciarlo sono stati Lucia Silvestri (Regione Lombardia), Sergio Valentini (Unioncamere) e Carlo Veronese (Consorzio Tutela Vini Oltrepò) durante un incontro in cui sono intervenuti anche Lorenzo Ruggeri, in video collegamento dalla redazione di Roma e Francesco Beghi del Gambero Rosso. L'iniziativa del mensile enogastronomico si inserisce all'interno di un Progetto più ampio denominato “Accordo per la competitività” per la promozione territoriale ed enologica, che Regione Lombardia, insieme ad Unioncamere Lombardia, Camera di Commercio di Pavia e al Consorzio, ha deciso di intraprendere in seguito all'approvazione della nuova legge regionale che, tra le altre cose, impone agli agriturismi la somministrazione al 100% di vino lombardo. “Si tratta di un'iniziativa prestigiosa che vede importanti investimenti da parte di Regione Lombardia, Unioncamere e Camera di Commercio di Pavia, per valorizzare le produzioni di qualità e il territorio oltrepadano. Lo stesso Assessore Regionale all'agricoltura, Rolf, ha a cuore, fn da inizio mandato, l'Oltrepò e sta lavorando per promuovere, anche sui mercati internazionali, le sue eccellenze enologiche” afferma Lucia Silvestri, a cui fa seguito Sergio Valentini: “È necessario ripartire da ciò che l'Oltrepò sa fare meglio, dando visibilità sia nazionale che internazionale ai vini. La cosa più importante è far ripartire la macchina ed è per questo che abbiamo scelto di sostenere il Consorzio”. Promuovere l'identitario Pinot Nero in tutte le sue espressioni, Metodo Classico, Cruasè e vinifcato in rosso sarà uno dei focus del nuovo Progetto. “Ripartiamo con messaggi positive ed operativi, ma soprattutto con l'obiettivo comune di lavorare tutti insieme per lo sviluppo del territorio oltrepadano, che ha potenzialità enormi ed è enologicamente molto forte, ma che deve necessariamente trovare un'identità precisa” conclude Carlo Veronese.

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"La Regione Lombardia ha scelto di tornare a produrre il proprio vino o meglio i propri vini. Dove? A Riccagioia, quartier generale del Consorzio. Da quest’anno, nell’ambito del progetto ‘Oltrericcagioia’, un enologo trentenne, Stefano Torre, ha prodotto, utilizzando i vigneti idi Torrazza Coste, in Oltrepò, nella tenuta Riccagioia, di proprietà della Regione, uno ‘Spumante metodo classico’, uno ‘Spumante metodo Martinotti’ da uve di Pinot Nero, un ‘Bianco fermo’, un ‘Rosso Olterpo’, un ‘Pinot nero vinificato in rosso’ e un ‘Passito’.

Un’azione effettuata sotto la regia di ERSAF (Ente Regionale per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste) che ha proposto l’applicazione di un modello di economia circolare e sostenibile. Le operazioni di vendemmia e di vinificazione sono state infatti compiute nella cantina della tenuta vitivinicola oltrepadana.

Non solo, l’enologo che le ha selezionate, ha completato i suoi studi universitari proprio a Riccagioia quando nell’azienda erano attivi i corsi di laurea in ‘Viticoltura e Enologia’ dell’università degli Studi di Milano. Un modello che ha dato risultati eccellenti visto che esperti del settore che hanno degustato, in anteprima, il prodotto lo hanno definito “di ottime qualità sensoriali e altamente rappresentativo delle varietà autoctone della zona”.

Per questa sua qualità che la Regione ha scelto questi vini come biglietto da visita e come strumenti promozionali anche per le imminenti festività Natalizie. ERSAF, da parte sua, lo ha eletto come prodotto ‘self made’ come spiega l’assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi Fabio Rolfi: “Crediamo molto nel vino come prodotto d’eccellenza della distintività dell’agricoltura lombarda e nell’Oltrepò come straordinario territorio da valorizzare. Ho provato in anteprima i prodotti e la qualità è ottima. Applicare il logo della Regione sulle etichette e utilizzare queste bottiglie come omaggi istituzionali testimonia quanto il progetto dei vini prodotti a Riccagioia sia credibile e quanto il nostro impegno in Oltrepò sia concreto”..

Particolarmente interessante, in questa riavviata produzione, sono il ‘Bianco fermo’, chiamato ‘Gioiello’, in cui sono presenti 15 tipologie di uva a bacca bianca del pavese e il ‘Passito’ proveniente da uve selezionate in vigna e fatte appassire su graticci in serra all’interno dell’azienda. Dal 2021, poi, sarà possibile gustare lo Spumante metodo Classico. I prodotti non saranno in vendita."

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