Mercoledì, 13 Novembre 2019

Nelle pieghe della Legge di bilancio spunta una stangata che triplica le tasse sulle auto aziendali e va a colpire due milioni di dipendenti. Si tratta di una stretta fiscale alle auto aziendali in “fringe benefit” e riguarda tutti i mezzi, indipendentemente dal loro impatto inquinante, quindi comprenderà anche auto ibride ed elettriche.

Dal punto di vista dei conti pubblici la misura impatta per circa mezzo miliardo di euro. Oltre alla stangata per i dipendenti, anche le società (comprese quelle di noleggio) subiranno un aumento fiscale. Senza contare il colpo subito dal settore automotive, considerando che le auto aziendali costituiscono il 40% delle nuove immatricolazioni.  

Auto aziendali, cosa cambia per i dipendenti

A essere colpiti saranno coloro che possono beneficiare di un’auto aziendale, concessa dai propri datori di lavoro, come benefit non monetario del proprio stipendio. Dal primo gennaio, lo sconto al 30% del valore (ai fini fiscali) di auto e ciclomotori concessi in uso promiscuo, attualmente in vigore per tutti i dipendenti, scatterà solo per i veicoli in uso ad “agenti e rappresentanti di commercio”. Per gli altri dipendenti i mezzi in “fringe benefit” saranno calcolati per il loro valore pieno, stabilito, come si fa attualmente, su una percorrenza convenzionale di 15mila chilometri annui e in base ai costi chilometrici indicati nelle tabelle dell’Aci entro il 30 novembre. In poche parole, la nuova norma prevede che le auto aziendali pesino per il 100% del loro valore sul reddito di chi non rientra nelle categorie citate, anziché il 30%. La differenza rispetto al passato sarà notevole, un dipendente con un reddito annuo di 40mila euro dovrà pagare oltre 2mila euro di tasse in più all’anno su una Punto 1.4.

Stretta sui mezzi inquinanti: camion e autobus

Stretta anche su camion, autobus e pullman inquinanti: nella bozza della manovra vengono eliminate, dal prossimo anno, le agevolazioni sul gasolio commerciale per l’autotrasporto per i mezzi fino a euro 3 (attualmente sono esclusi quelli fino a euro 2). Dal 2021 la stretta riguarderà anche i mezzi euro 4, che non potranno più usufruire dell’accisa agevolata. Riviste, sempre in chiave ambientale, anche le accise sui prodotti energetici impiegati per produrre energia.

Il Codacons Pavia, attraverso una stampa interviene in merito alla fatturazione trimestrale di Pavia Acque. "Non è raro a quanto segnalato da alcuni utenti che a seguito dell'introduzione della fatturazione trimestrale gli utenti di Pavia Acque ricevano in bolletta la pretesa di pagamenti non dovuti. O meglio - scrive Codacons - non è chiaro a cosa siano imputabili questi costi, dato che parrebbero essere imputati, stando a quanto riportato nella bolletta a mora e interessi per ritardato pagamento, quando invece, dopo una contestazione via mail si riceve la risposta che quegli importi sono dovuti per "dilazione fatture". Insomma non si comprende a quale titolo Pavia Acque pretende questi pagamenti. Si tratta di casi evidenti di addebiti non chiari da parte di Pavia Acque, allo stato attuale non chiaro a che titolo siano dovuti questi importi e soprattutto se siano effettivamente dovuti da parte degli utenti. Occorre verificare, con l'ausilio di esperti che quanto richiesto in bolletta corrisponda a quanto effettivamente dovuto"

Squadra che vince non si cambia: l'Assemblea della Viticoltori Associati Torrevilla si è riunita per deliberare rispetto alle cariche del Consiglio di Amministrazione, che sono state confermate in toto! Inizia uffcialmente, quindi, il secondo mandato del Presidente Massimo Barbieri, che, parlando dell'Assemblea con i soci, afferma “Un anno e mezzo fa abbiamo deciso di delineare un nuovo percorso aziendale, attraverso quello che abbiamo defnito Progetto Qualità, grazie al quale abbiamo già visto molti riscontri positivi e che ci rende, perciò, molto soddisfatti “ e prosegue: “Mi riempie di orgoglio il fatto che sia stata manifestata di nuovo nei confronti di tutto il Consiglio una grande fducia e, soprattutto, come tutti credano fortemente nell'ambizioso percorso intrapreso!”. Due soli sono stati i consiglieri che, per motivi personali, non si sono ricandidati e che sono stati sostituiti da due nuovi nomi che hanno trovato l'assenso di tutti. “Desidero ringraziare i due consiglieri, il cui mandato è terminato, per l'importante lavoro svolto in questi tre anni” - precisa il Presidente - “faccio, inoltre, il mio più sincero augurio ai due nuovi arrivati, che hanno presentato la propria candidatura con sentito entusiasmo”.

Questo, unitamente alla riconferma di tutto il CdA e all'ingresso di circa 20 nuovi soci conferitori, rappresenta solo l'inizio di un lungo capitolo aziendale, che lascia intravedere un 'nuovo Oltrepò' la cui parola d'ordine è eccellenza”. Insieme al CdA è stato confermato anche il collegio sindacale che vede come nuovo Presidente Paolo Pastore.

Le Cantine Torrevilla si trovano a Codevilla e Torrazza Coste in Oltrepò Pavese, zona vocata alla produzione vitivinicola fin dall’epoca romana. Un territorio ricco di fascino e attrattive storico-artistiche che si intrecciano alle suggestive vicende dei marchesi Malaspina, incastonandosi come pietre preziose nel ricamo mirabile delle viti di collina. In questi dolci pendii, Torrevilla esercita su un’area di 600 ettari una capacità produttiva in crescita costante e che attualmente si esplicita attraverso 60.000 quintali di uva trasformata in oltre 2 milioni e mezzo di bottiglie.

 

Nell’ambito delle scienze agronomiche ed enologiche, Torrevilla ha intessuto prestigiose collaborazioni come quella con l’Istituto di Viticultura dell’Università di Milano o con il centro di Viticoltura ed Enologia di Riccagioia per la promozione della ricerca in campo viticolo con l’obiettivo di indirizzare sempre di più la produzione di qualità e pregio nel pieno rispetto dell’ambiente e della coltura ecosostenibile.

Per mezzo di una delibera di giunta regionale è stato revisionato il marchio agrituristico e la simbologia raffigurante i vari servizi delle aziende agrituristiche. Le aziende dovranno adeguarsi alla prima occasione utile e cioè alla prima sostituzione del materiale esistente, entro il 31.01.2024

Con deliberazione n. 2169/2019 Regione Lombardia ha approvato il nuovo marchio regionale e le rappresentazioni grafiche dei servizi agrituristici. Le aziende dovranno conformarsi alle indicazioni contenute in occasione della prima sostituzione della cartellonistica aziendale e comunque non oltre il 31/01/2024.

La denominazione Agriturismo e dei termini attributivi derivati è riservata esclusivamente alle aziende agricole che esercitano l'attività agrituristica.

A titolo esemplificativo nella cartellonistica aziendale non possono essere associati alla dicitura Agriturismo e alla denominazione aziendale altri termini quali “maneggio, pizzeria, locanda, bed&breakfast, ecc…

Le aziende agrituristiche devono apporre al proprio ingresso l'apposito marchio di riconoscimento, il galletto, unitamente alla segnaletica prevista dalla normativa vigente relativa ai servizi offerti.

Come accedere

Direzione Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi

Struttura Servizi alle Imprese Agricole e Multifunzionalità

tel. 02 6765 2761

fax 02 6765 2576

Quando

In ogni momento dell'anno

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Struttura Servizi alle Imprese Agricole e Multifunzionalità

sede: piazza Città di Lombardia, 1

20124 Milano (Mi)

Marina Ragni

tel 02 6765 2761

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Laura Vercelloni

tel 02 6765 2401

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Responsabile

Lucia Silvestri

AGRICOLTURA, ALIMENTAZIONE E SISTEMI VERDI

SVILUPPO, INNOVAZIONE E PROMOZIONE DELLE PRODUZIONI E DEL TERRITORIO

tel. 0267655756

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“D.g.r. 30 settembre 2019 - n. XI/2169

Nuove determinazioni in materia di agriturismo ai sensi

dell’art. 158 della l.r. 31/2008. Revisione del marchio regionale

di riconoscimento e dei simboli dei servizi delle aziende

agrituristiche

LA GIUNTA REGIONALE

Visti:

  • la legge n. 96 del 20 febbraio 2006 «Disciplina dell’Agriturismo»;
  • la l.r. n. 31 del 5 dicembre 2008 «Testo unico delle leggi regionali in materia di agricoltura, foreste, pesca, e sviluppo

rurale»;

  • il regolamento regionale 6 maggio 2008 n. 4 «Norme di attuazione del titolo X della legge regionale 5 dicembre 2008,
  1. 31 e ss.mm.»;
  • la d.g.r. n. 64511 del 28 febbraio 1995 «Istituzione del marchio di riconoscimento delle aziende agrituristiche lombarde»;
  • la d.g.r. n. 69319 del 12 giugno 1995 «Approvazione dei prototipi di segnaletica stradale ed aziendale per le imprese

agrituristiche;

Premesso che:

  • ai sensi delle deliberazioni sopra riportate sono stati adottati, fin dal 1995, apposito marchio e simboli grafici rappresentanti i servizi offerti da utilizzarsi nell’attività agrituristica;
  • in Lombardia sono presenti più di 1.600 aziende agrituristiche identificate, ai sensi dell’art. 158 della l.r. 31/2008, da un

cartello contenente il marchio di riconoscimento integrato

e completato da appositi simboli grafici (icone) che rappresentano i servizi offerti dalle aziende stesse;

  • il cartello contenente il marchio di riconoscimento e i simboli grafici relativi ai servizi agrituristici offerti deve essere

obbligatoriamente utilizzato dalle aziende nell’esercizio delle loro attività;

Considerato che:

  • è opportuno effettuare un restyling grafico del marchio

attuale per esigenze di tipo istituzionale legate al corretto

utilizzo del logo di Regione Lombardia (rosa camuna) e per

una promozione più efficace dell’attività agrituristica;

  • in seguito all’ampliamento della gamma dei servizi agrituristici consentiti dalle norme è necessario ideare nuovi simboli grafici (icone) che identificano il complesso dei servizi

offerti dalle aziende agrituristiche da utilizzare unitamente

al marchio nella cartellonistica aziendale;

Ritenuto di predisporre un nuovo marchio e dei simboli grafici

(icone) ed un manuale operativo per l’utilizzo nella cartellonistica aziendale, ai sensi dell’art. 158 della l.r. 31/2008;

Dato atto che la proposta di restyling è stata approvata dalla

Commissione Comunicazione nella seduta del 5 luglio 2017 e

che è stata predisposto un brand book contenente logo, icone dei servizi e loro modalità di utilizzo nella cartellonistica

aziendale;

Considerato inoltre che:

  • il marchio e le icone dei servizi dovranno essere contenuti

nella cartellonistica aziendale ai sensi dell’art. 158 della l.r.

31/2008 e del r.r. 4/2008 in base ai servizi riconosciuti dal

certificato di connessione;

  • la disposizione dei simboli grafici nei cartelli aziendali dovrà

rispettare quanto previsto dal brand book, allegato 1, parte

integrante e sostanziale del presente atto;

  • le aziende agrituristiche costituitesi successivamente alla

pubblicazione del presente atto hanno l’obbligo di ottemperare alle presenti disposizioni;

  • le aziende già in attività prima della pubblicazione del presente atto dovranno conformarsi alle indicazioni contenute

nel brand book, allegato 1 parte integrante e sostanziale

del presente atto, in occasione della prima sostituzione

della cartellonistica aziendale e comunque non oltre il

31 gennaio 2024;

  • gli elementi della cartellonistica saranno verificati nell’ambito dell’attività di controllo di cui all’art. 17 del r.r. 4/2008 e

ss.mm.;

  • la proposta di restyling ha ottenuto pieno consenso da parte delle Associazioni agrituristiche;

Ritenuto per le motivazioni espresse di approvare il nuovo marchio regionale e le rappresentazioni grafiche dei servizi agrituristici contenute nel brand book, allegato 1 parte integrante e

sostanziale del presente atto;

A voti unanimi espressi nelle forme di legge;

DELIBERA

Recepite le premesse,

1. di approvare il nuovo marchio regionale e le rappresentazioni grafiche dei servizi agrituristici contenute nel brand book,

allegato 1, parte integrante e sostanziale del presente atto;

2. che è fatto obbligo per le aziende agrituristiche costituitesi

successivamente alla pubblicazione del presente atto di ottemperare alle presenti disposizioni;

3. di prevedere che le aziende già in attività prima della pubblicazione del presente atto dovranno conformarsi alle indicazioni contenute nel brand book, allegato 1, parte integrante e

sostanziale del presente atto, in occasione della prima sostituzione della cartellonistica aziendale e comunque non oltre il

31 gennaio 2024;

4. di pubblicare il presenta atto sul BURL e sul portale di Regione Lombardia e di darne adeguata diffusione.

 Il segretario: Enrico Gasparini”

Terre d’Oltrepò s.c.a.p.a. nata il 1 luglio 2008 a seguito dell’Atto di fusione tra la Cantina Sociale Intercomunale di Broni S.C.A.R.L. e la Cantina di Casteggio S.C.A.P.A. nata nel 1907, fusione che ha originato la più importante realtà vitivinicola di tutto l’Oltrepò Pavese e dell’Italia Nord-Occidentale e l’insieme delle due unità produttive, di Broni e Casteggio, in una nota stampa comunica :  "Si terrà lunedì 28 ottobre, alle 15, presso il Teatro Carbonetti di Broni (Pavia), l'assemblea ordinaria di Terre d'Oltrepò. Il Presidente Andrea Giorgi farà il punto della situazione sul bilancio al 30 giugno 2019 evidenziando successivamente le nuove strategie di mercato che toccheranno da vicino il colosso vitivinicolo oltrepadano. A partire dalla nuova linea di prodotti di alta gamma, firmati La Versa, messi sul mercato grazie alla stretta collaborazione tra la cantina e l'enologo di fama internazionale, Riccardo Cotarella.


"L'esercizio economico – spiega il numero uno di Terre d'Oltrepò, Andrea Giorgi – si chiude con un risultato positivo di quasi 60mila euro. Complessivamente il corrispettivo riconosciuto ai soci è stato di 27,4 milioni di euro contro circa i 16.5 dello scorso esercizio, con quindi un incremento del 66%. Il risultato positivo è stato conseguito mantenendo un attento controllo dei costi, valorizzando il rapporto con i clienti sia per le bottiglie che per il vino sfuso". Andrea Giorgi fa il quadro generale al di là delle cifre del bilancio disegnando l'andamento del mercato in cui opera la cantina, la più grande della Lombardia.

"L'annata 2018 – spiega - è stata contrassegnata da un eccezionale aumento dei conferimenti che sono ammontati a oltre 500.000 quintali rispetto ai circa 270.000 del precedente esercizio. Il raccolto è stato eccezionale in quasi tutti Italia ed è in linea con la situazione generale. Il fattore produttivo unito ad una domanda costante ha causato una diminuzione del prezzo dei vini che ha toccato il proprio minimo nell'estate del 2019. Come da sempre negli ultimi trent'anni la nostra cantina è stata impostata solo per la produzione del vino sfuso e solo da due anni stiamo riconvertendo la produzione verso segmenti di mercato diversi a partire dalla bottiglie. Spingeremo maggiormente sull'acceleratore su questo percorso con le future linee realizzate dall'enologo Cotarella. Purtroppo la strada è stata intrapresa con decenni di ritardo e quindi ora, nonostante i cambiamenti messi in atto dopo il nostro insediamento, subiamo le oscillazioni del mercato dello sfuso che ad oggi risulta ancora essere il mercato prevalente per la nostra società". Il miglioramento del posizionamento della cantina sul mercato è avvenuta cercando di puntare sui valori della qualità, della sostenibilità, della modernizzazione del rispetto e della reputazione.

"Sono queste le leve che riteniamo essere adatte a portare maggior remunerazione ai soci – conferma il presidente Giorgi - Riteniamo di dover valorizzare maggiormente i nostri prodotti spingendo di più nei settori dove la marginalità è superiore. Il piano industriale iniziato si è concentrato sulla specializzazione dei siti produttivi a partire da Broni dove si concentra tutta la delicata attività di raccolta su cui abbiamo lavorato davvero tanto, e poi l'imbottigliamento del vino presso la cantina di Casteggio e l'imbottigliamento degli spumanti ovviamente a Santa Maria della Versa. Il piano ha previsto l'acquisizione del brand La Versa, icona della spumantistica italiana, dotata di un buon impianto di imbottigliamento e soprattutto di un marchio che è l'unico presente sul territorio che ha una riconoscibilità immediata per il consumatore". Ad oggi i soci sono 651. Giorgi si focalizza sul ruolo mutualistico della cantina: "La nostra cooperativa è quella che indiscutibilmente ha un rapporto mutualistico irraggiungibile da parte degli operatori del settore. Numeri alla mano è l'unico vero produttore di filiera che trasforma principalmente l'uva dei soci. Nel corso dell'esercizio ci siamo adoperati per incontrare l'esigenza dei soci, ma la nostra attività non può prescindere dall'interesse collettivo della cantina nel suo complesso che comprime naturalmente quello dell'individuo per il perseguimento dell'obiettivo comune".

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Con la seduta del 14 ottobre ultimo scorso il Consiglio di amministrazione di GAL Oltrepò PAVESE Srl ha deciso di concedere ai potenziali beneficiari delle misure di sostegno contenute nel piano “PSL S.T.A.R.” ulteriori 15 giorni di tempo per l’inoltro delle domande. “Abbiamo fissato nel 15 novembre prossimo, anziché nel 30 ottobre, il termine ultimo di applicazione tramite il sistema informatico regionale Sis.co. – spiega il Presidente Nicola Adavastro – in considerazione di quanto rilevato da costanti contatti con i possibili beneficiari; questi ulteriori giorni permetteranno agli operatori di completare con maggiore tranquillità, e quindi accuratezza, progetti di investimento rivelatisi spesso di complessa architettura. Dalla pubblicazione dei Bandi, avvenuta a fine giugno – precisa Adavastro - è infatti iniziata un’intensa attività di comunicazione ed animazione territoriale di Gal Srl verso gli organi di stampa, le istituzioni, le categorie professionali e le associazioni, gli operatori ed i residenti dell’Oltrepò pavese”. Tutti i bandi sono stati pubblicati sul sito del Gal in versione integrale e scaricabile, completi di modulistica. Gli uffici Gal hanno inoltre redatto un opuscolo che riporta in modo più sintetico i bandi pubblicati, suddivisi per campo d’azione (foreste, filiere, turismo ed agricoltura sociale/welfare) e con evidenziati finalità; territorio d’azione; beneficiari, risorse finanziarie. Tale opuscolo è stato distribuito in tutti gli incontri pubblici e privati, ed è inoltre stato anche pubblicato sul sito, in versione scaricabile. Numerosi gli incontri che si sono tenuti sul territorio, sia per la presentazione generale dei bandi sia per l’illustrazione di alcune aree d’azione a gruppi selezionati di operatori interessati. Tutte queste attività di incontro sono tutt’ora in essere. Elenco bandi PSL S.T.A.R. Oltrepò Pavese prorogati al 15 novembre 2019: Una Filiera agroforestale per un territorio multifunzionale, Filiere e mercati Km Oltrepò Pavese, Vivere, essere, fare l'Oltrepò....sistema turistico diffuso per l'Oltrepò Pavese, Agricoltura sociale un patto per la qualità della vita in Oltrepò Pavese, tra ambiente, etica e sostenibilità 

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Nei casi di corruzione il denaro continua a rappresentare il principale strumento dell'accordo illecito, tanto da ricorrere nel 48% delle vicende, spesso per importi esigui (2.000-3.000 euro ma in alcuni casi anche 50-100 euro appena) e talvolta come percentuale fissa sul valore degli appalti. Ma - rivela un dossier dell'Anac- ci sono anche nuove forme di corruzione. Il posto di lavoro si configura come la nuova frontiera dell'accordo illecito, a seguire si colloca l'assegnazione di prestazioni professionali (11%), specialmente sotto forma di consulenze. Le regalie sono presenti invece nel 7% degli episodi. Tra le altre 'utilità' rientrano anche le prestazioni sessuali.
   

Terre d'Oltrepò che nasce il 1 luglio 2008 a seguito dell’Atto di fusione tra la Cantina Sociale Intercomunale di Broni S.C.A.R.L. nata nel 1960 e la Cantina di Casteggio S.C.A.P.A. nata nel 1907. Questa fusione ha originato la più importante realtà vitivinicola di tutto l’Oltrepò Pavese e dell’Italia Nord-Occidentale e l’insieme delle due unità produttive, di Broni e Casteggio, con una nota di agenzia, comunica : "Cala il sipario sulla vendemmia 2019 di Terre d'Oltrepò. La parola d'ordine è qualità a fronte di un calo della raccolta di circa il 33% rispetto alla stagione precedente. In totale sono stati 4mila i carri arrivati al sito produttivo di Broni di cui più della metà sono stati controllati minuziosamente con il sistema Foss Analytics con cui, all'arrivo, la cantina ha potuto fare una sorta di "radiografia" particolareggiata della qualità dell'uva conferita dai soci. In totale sono stati lavorati 350mila quintali di frutto. Nel frattempo è ritornato in queste ore in cantina l'enologo di fama mondiale Riccardo Cotarella che ha visionato, insieme allo staff, i primissimi campioni di vino definendo questa annata di "massima qualità" ed esprimendo soddisfazione sul lavoro svolto in questi mesi dai soci che hanno aderito al Progetto Qualità della cantina.
"Siamo sulla strada giusta – spiega senza giri di parole il presidente di TDO, Andrea Giorgi – La qualità dell'uva è migliorata e i nostri controlli tecnologici all'arrivo ci hanno permesso di fare una fotografia dettagliata di quello che i soci ci fornivano. Ritengo questo passaggio una svolta epocale per la cantina e, allo stesso tempo, i nostri soci devono essere sempre più consapevoli che questa è la strada intrapresa. Gli investimenti e gli sforzi economici dovranno seguire questa strategia che ci porterà ad avere vini sempre più top di gamma". Il presidente Giorgi entra nel merito della strategia adottata. "Il miglioramento del nostro posizionamento sul mercato è avvenuto cercando di puntare sui valori della qualità, della sostenibilità, della modernizzazione, del rispetto e della reputazione. Sono queste le leve che riteniamo essere adatte a portare maggior remunerazione ai soci. - spiega il numero uno di TDO -  Riteniamo di dover valorizzare maggiormente i nostri prodotti spingendo di più nei settori dove la marginalità è superiore. Una strategia ben chiara che va incontro alle necessità di guadagno dei nostri soci. Allo stesso tempo questi ultimi devono essere consapevoli di questo sforzo che ci permette di essere presenti sul mercato con prodotti di vertice. Oggi più che mai questa cantina deve cancellare il passato, gli scandali devono rimanere un ricordo lontano e sbiadito perché ora abbiamo idee chiare e precise su dove si deve andare. E come farlo".
Infine il presidente Giorgi si toglie anche un sassolino dalla scarpa. "Siamo i primi noi ad aver effettuato controlli minuziosi sulle uve in arrivo attraverso tecnologie che andremo ad incrementare – spiega – e poi ci siamo adoperati per agevolare quelli degli organi competenti. Auspico che questa attività di ispezione mirata alla salvaguardia dell'uva e quindi del vino finale sia stata effettuata da tutti, in modo trasversale e non solo da chi, come noi, ha sempre gli occhi puntati addosso".

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Asm Vendita e Servizi è una società nella burrasca da mesi, in cui molti utenti hanno lamentato disservizi legati soprattutto alle mancate o errate fatturazioni. Non bastasse, al caos delle “bollette pazze” si è aggiunta pure una denuncia fatta da un dirigente Asm spa. Da qualche tempo le acque sembrano essersi calmate e la presidente Monica Sissinio torna a parlare, rassicurando riguardo lo stato di salute dell’azienda che, alla faccia delle polemiche, sta registrando «il miglior fatturato degli ultimi cinque anni».

La più grande critica fatta ad ASM Vendita e Servizi è stata la difficoltà nel gestire le problematiche della fatturazione, che per alcuni mesi hanno interessato sotto la voce “bollette pazze” l’attività della Società. Qual è stata la situazione  trovata al vostro arrivo e ad oggi qual è?

«Siamo partiti da una situazione piuttosto complicata, in cui oltre il 25% delle utenze non era allineato o aveva problemi di fatturazione per cause diverse e che, ovviamente, non erano a conoscenza di questa governance che si è invece subito occupata di risolvere i problemi rilevati e giustamente lamentati dagli utenti. Abbiamo così riportato in pari la fatturazione per la quasi totalità dei punti, oppure blocchi non giustificati. Ora possiamo anche archiviare quel momento e soprattutto il termine “pazze”, suggestivo ma ormai anacronistico. Le bollette vengono emesse ed inviate regolarmente e crediamo che i cittadini di Voghera se ne siano accorti. C’è ancora del lavoro da fare per arrivare dove vorremmo, ma abbiamo in poco tempo fatto passi da giganti».

Indennizzi per ritardo di fatturazione: oltre ad essere un problema burocratico è anche un costo aggiuntivo per la Società. Come funziona la procedura e com’è la situazione degli indennizzi dovuta ai ritardi di fatturazione a partire dal 2017?

«Gli indennizzi ai clienti, tra i quali rientrano anche gli indennizzi per ritardata fatturazione, sono somme di denaro che vengono erogate al cliente a seguito del mancato rispetto degli standard di qualità imposti dall’autorità. Le fatture devono essere emesse non oltre un termine prestabilito, 45 giorni solari nel caso del mercato di tutela o altro limite nel caso del mercato libero, dall’ultimo giorno di consumo fatturato nella fattura stessa. Superato tale termine, il venditore dovrà riconoscere al cliente automaticamente un indennizzo crescente da 6 a 60 euro sulla base dei giorni di ritardo. Ammonta a 6 euro nel caso di un ritardo fino a dieci giorni solari, viene maggiorato di 2 euro ogni 5 giorni ulteriori di ritardo, fino ad un massimo di 20 euro per ritardi pari o superiori a 45 giorni solari, a 40 euro se il ritardo dal termine di emissione è compreso tra 46 e 90 giorni, a 60 euro se il ritardo dal termine di emissione è superiore a 90 giorni. Fermo restando la verifica delle ragioni che han determinato la necessità di doverli corrispondere, abbiamo finora erogato per i ritardi accumulati negli anni passati circa 360 mila euro, nel 2019 abbiamo accumulato circa 20 mila euro di indennizzi che, visto il lavoro di riallineamento della fatturazione che c’era da affrontare erano ampiamente preventivati. Abbiamo così ridotto del 95% la somma dovuta a titolo di indennizzi. L’obiettivo è quello di arrivare molto vicini all’assenza di indennizzi. Questo va di pari passo con la regolarità della fatturazione: fatture regolarmente emesse ed inviate uguale assenza di indennizzi, e ci siamo quasi».

Si sono rincorse voci in merito anche al “clima” lavorativo che si respirava all’interno di ASM Vendite e Servizi, clima teso tra diverse figure lavorative. Oggi che aria si respira in azienda? Sono stati fatti dei cambiamenti?

«Non nego che al nostro arrivo vi fosse qualche figura che, per ragioni personali o per rapporti “particolari” all’interno dell’azienda abbia contribuito ad arrecare qualche disordine a livello di gestione del personale, ma fa parte del gioco. In questo momento il clima che regna negli uffici è di piena collaborazione tra i dipendenti e gli interinali. Il C.d.A. in collaborazione con il responsabile operativo ha individuato per ogni figura lavorativa la propria attitudine e ha fatto in modo che ricoprissero i ruoli più consoni alle loro qualità. Ne approfitto per ringraziare tutti per la dedizione e per volontà che hanno espresso...».

Grande scalpore ha destato la denuncia nei confronti di ASM Vendita e Servizi presentata alla Procura della Repubblica. Denuncia fondata o Infondata? Da parte di chi? A che punto è l’iter attuale della denuncia?

«La denuncia ha destato lo stupore anche della sottoscritta. Le notizie su questo atto in procura sono quelle che, come tutti voi, ho appreso esclusivamente tramite un quotidiano locale. Dagli accertamenti conseguentemente effettuati dall’avvocato al quale l’Azienda ha necessariamente dovuto affidarsi è emerso che il tutto sarebbe partito da una comunicazione indirizzata al direttore generale di ASM spa, dott. Mognaschi, da parte di due lavoratrici in forza a ASM VES con contratto di somministrazione le quali avrebbero evidenziato alcune irregolarità in ordine alla gestione dei recuperi dei crediti scaduti. La cosa stupefacente è che il Direttore Generale, senza esercitare i suoi obblighi di controllo e accertamento al fine quantomeno di verificare la fondatezza delle notizie ricevute (e qui ribadiamo non esservi alcuna irregolarità nella gestione dei crediti aziendali), ha pensato bene di riferire direttamente in Procura anziché agli organi aziendali a ciò deputati. Abbiamo chiesto spiegazioni alla dirigenza di ASM s.p.a. e allo stesso D.G. senza ad oggi avere ricevuto alcun riscontro». 

L’attuale dirigenza di ASM Vendita e Servizi ha intrapreso azioni simili o analoghe, portando a conoscenza degli organi inquirenti situazioni anomale all’interno della Società?

«L’attuale dirigenza di ASM VES è impegnata a fare funzionare al meglio la società nell’interesse degli utenti e si limita a difendersi da attacchi ingiustificati nonché ad agire, all’occorrenza, a tutela della propria immagine e in nome del buon andamento dell’Azienda».

In questi mesi si è parlato molto delle consulenze tecniche esterne e dei costi relativi ad esse legate. C’è stato in questi mesi un monitoraggio, una revisione o una diminuzione dei costi di tali consulenze?

«Le consulenze esterne sotto i riflettori erano quelle legate al processo di fatturazione e riallineamento dei sistemi, le maggiori competenze che sono state portate in azienda hanno permesso di ridurre in modo significativo la necessità di ricorrere ai consulenti del software di fatturazione. La spesa per gli interventi di questi consulenti nel 2019 è stata ridotta del 75% rispetto a quello che abbiamo dovuto impegnare per l’anno precedente».

Un’azione decisa  che ha fatto il Consiglio di amministrazione è stato l’inserimento nell’organigramma di un nuovo responsabile operativo. In base a quali criteri è stato scelto? Perché ritenete le critiche arrivate dopo tale decisione ingiuste?

«A novembre 2018 quando abbiamo  accertato una situazione critica circa la fatturazione con il malcontento generale dei nostri utenti io, insieme con gli altri consiglieri abbiamo deciso di ricercare sul mercato una figura che potesse aiutarci a sistemare tutta la situazione con un ruolo operativo immediato all’interno dell’azienda. Dopo varie e difficili ricerche è stata individuata nel signor Chiappa la persona che potenzialmente poteva intervenire positivamente, avendo avuto una competenza pluriennale specifica in aziende del medesimo settore. Per fortuna così è stato. Dopo un breve periodo di attività è stato indetto un concorso pubblico a norma di legge e Chiappa si è aggiudicato il ruolo che oggi riveste. Anche su questo punto sono circolate voci a discredito dell’azienda ma tutto è finito in una bolla di sapone - e ne eravamo certi - posta l’assoluta trasparenza e liceità delle modalità di assunzione».

A quanto ammontavano le bollette non pagate al vostro arrivo e quanto ammontano oggi e qual è stata la vostra azione per diminuire i crediti e recuperarli?

«La situazione creditizia è in costante evoluzione quello che stiamo facendo è introdurre nuove modalità di sollecito, gestendo direttamente i clienti in fornitura, in un’ottica di condivisione del percorso, evitando di far intervenire società esterne. L’utilizzo della tecnologia digitale ci consentirà di ridurre i costi e massimizzare l’efficacia dell’azione di recupero del credito. è stata inoltre avviata una capillare attività di recupero dei crediti pregressi che sta procedendo in modo proficuo».

ASM Vendite e Servizi nei mesi scorsi è stata criticata anche per il servizio dato ai clienti che telefonicamente o attraverso i vostri sportelli chiedevano informazioni e delucidazioni. Avete migliorato il servizio?

«Anche dal punto di vista del front-office sia fisico che telefonico sono state attuate importanti novità. E’ stato avviato un progetto di rinnovamento dei servizi offerti telefonicamente, con implementazioni informatiche mirate e specifiche. Ora il Call Center ha visibilità della situazione del cliente a 360 gradi e può fornire alcuni servizi, tra i quali la dilazione dei pagamenti, direttamente al telefono. Questo comporta che venga meno la necessità che il cliente debba per forza recarsi nei nostri uffici ma può comodamente espletare le pratiche dall’ufficio o da casa. Abbiamo in animo di ampliare la gamma di servizi offerti al cliente nel prossimo futuro. Abbiamo inoltre, grazie ad una diffusione trasversale delle competenze, reso ogni sportello fisico in grado di erogare tutti i servizi alla clientela. Questo ha portato ad una generale riduzione dei tempi di attesa e ad un servizio migliore al cliente».

Si parla tanto di assunzioni di nuovi dipendenti all’interno di ASM Vendita e Servizi. Quando verrà fatto il concorso e quale tipologia di figure verranno assunte?

«Il concorso è assolutamente indispensabile. Si ha la necessità di assumere a tempo determinato il personale e i tempi sono molto stretti. Le domande sono già arrivate e il bando è chiuso. Si tratta solamente di definire la commissione esterna che esaminerà i candidati. È un’operazione che dovrà essere fatta in brevissimo tempo».

In ogni Società a contare sono i risultati, soprattutto in termini economici. Com’è la il fatturato al 30 settembre rispetto agli anni precedenti e qual è la previsione di utile rispetto agli anni di esercizio precedenti? Maggiore o minore?

«Nel 2019 stiamo registrando il maggior fatturato degli ultimi 5 anni, al 30/09 abbiamo fatturato 46 milioni di € contro i 39 del 2017 e 2018, il bilancio è semestrale e mostra un miglioramento rispetto al previsto di inizio anno. è presto ancora per parlare di somme ma crediamo di poter generare anche quest’anno un utile di azienda nonostante le difficoltò di gestione».

  di Claudio Lombardi

Il 2019 è stato un anno di grandi cambiamenti per la cooperativa “Terre d’Oltrepò”: dal rilancio del marchio Testarossa, con la presentazione del millesimato 2015, alle nuove modifiche statutarie. Senza dimenticare il cambio della direzione commerciale, avvenuta proprio nel corso dell’estate, con l’ormai ex direttore Marco Stenico che lascia l’incarico, assunto più di due anni fa, al nuovo responsabile Massimo Sala. Il presidente di “Terre d’Oltrepò”, Andrea Giorgi, ci ha illustrato gli ultimi sviluppi di questa rivoluzione, chiarendo inoltre alcuni punti critici sollevati da alcuni soci al termine della scorsa assemblea.

Presidente Giorgi, la scorsa assemblea è stata un passo importante per la Cantina. Sono stati modificati alcuni articoli dello statuto. è soddisfatto di come si è espressa l’assemblea?

«Era da tempo che lavoravamo a questa modifica dello statuto. Quindi nulla è stato tralasciato. Abbiamo valutato attentamente i tempi e soprattutto i contenuti che abbiamo verificato con dei professionisti ed abbiamo avuto anche l’apporto dei soci. Poi ci siamo limitati semplicemente a fare quello che prevede il nostro modo di operare, ovvero il CdA ha sottoposto il progetto all’assemblea che si è espressa democraticamente. Ritengo questo passaggio il massimo dello sforzo democratico».

Avete deciso di eliminare dallo statuto il riferimento agli stabilimenti di Broni e Casteggio per quanto riguarda la lavorazione delle uve dei soci, eliminando di fatto la territorialità. Come mai questa modifica? 

«Questa domanda non rispecchia assolutamente la realtà. E’ solo una mera questione formale, nulla di più. Il nostro attaccamento al territorio rimane e rimarrà per sempre. I fatti, in effetti, sono altri. Non a caso la nostra marcata territorialità è ben espressa nella nostra denominazione Terre d’Oltrepò. Quindi non è assolutamente vero che abbiamo eliminato il radicamento con la realtà che ci circonda che, invece, rimane condizione fondamentale per il nostro sviluppo ed il nostro operato».

Durante l’assemblea non si è discusso solo delle modifiche allo statuto, ma c’è stata l’occasione di presentare la collaborazione con lo stimato enologo Riccardo Cotarella, che già aveva collaborato in passato con la Cantina di Casteggio. I soci come hanno appreso il ritorno di questo importante tecnico?

«L’arrivo dell’enologo Cotarella è stata una scelta ponderata e ben pensata. Nulla è stato lasciato al caso nella fase di trattativa e questo suo inserimento in azienda rappresenta una svolta per la nostra realtà. E, lo speriamo con il cuore, anche per l’intero territorio. Cotarella non ha bisogno di presentazioni, è uno dei massimi enologi mondiali e siamo orgogliosi di questa preziosa collaborazione che porterà sicuramente a risultati positivi. Firmerà il cosiddetto “progetto qualità”, un percorso che porterà la nostra cantina a fare un salto in avanti con vini che potranno trovare spazio in un segmento di mercato medio-alto. Siamo orgogliosi che Cotarella abbia apprezzato il nostro progetto, questo significa che siamo sulla strada giusta. In questo percorso confidiamo apertamente nella collaborazione dei soci che sono l’ossatura portante della nostra società. Sin dalle prime battute c’è stato molto entusiasmo perché hanno capito che il futuro di questa azienda è anche legato a queste nuove strategie che partono proprio dalla vigna. Siamo contenti di questa percezione che ci sprona a muoverci in questa direzione».

La collaborazione con Cotarella si limiterà al solo “Progetto Premium” oppure si tratterà anche d una supervisione su tutta l’intera produzione?

«L’attenzione di Cotarella è rivolta in prima battuta al progetto qualità, ma ovviamente la sua professionalità ci permetterà di ampliare  l’orizzonte con una serie di azioni, ancora in fase di studio, che riguarderanno l’intera gamma della produzione di TDO». 

Si è parlato anche di prezzi delle uve: si è rilevato un crollo dei prezzo medio dai 59 euro del 2018 ai 53 euro previsti per la vendemmia 2019. Lei però si era sempre speso per voler aumentare i prezzi di remunerazione delle uve dei soci. Saprebbe giustificare questo calo?

«Certamente questa situazione non dipende direttamente da questo Cda. La causa va ricercata più a fondo. Tutti conoscono la storia della cantina e del territorio, è inutile nascondersi dietro ad un dito. Negli ultimi trent’anni la politica commerciale è stata rivolta ad un prodotto che non è riuscito a distinguere i nostri marchi e le nostre bottiglie. Quello che stiamo facendo e che abbiamo già iniziato negli anni scorsi è un progetto di conversione verso un maggior valore che per spiegare i suoi effetti ha bisogno di un po’ di tempo».

All’uscita dell’assemblea alcuni soci hanno espresso parecchie perplessità, segnalando  nell’ultimo quinquennio un forte calo di fatturato. A loro cosa risponde?

«La risposta è molto semplice. Il fatturato è stato altalenante per l’incostanza delle produzioni e per l’andamento del mercato. Tutto l’Oltrepò Pavese è costretto a subire da tempo questa tendenza, chi lavora in questo settore lo sa benissimo, le polemiche sono altra cosa. Con le nostre iniziative stiamo cercando di cambiare rotta perché il territorio, insieme a noi, questa è la dimostrazione del nostro radicamento ancora forte con la realtà locale,  possa invertire questa situazione. Deve essere un Oltrepò intraprendente che possa permettere alle proprie uve di riguadagnare valore».

Alcune settimane fa è stata presentata la nuova direzione commerciale. L’ex direttore Stenico ha lasciato per motivi familiari, anche se erano alcuni mesi che si notava l’assenza del direttore ad eventi ufficiali e conferenze stampa.  In quale direzione intendete orientare la vostra nuova politica commerciale? 

«Smentisco quanto la domanda cerca di insinuare. Stenico, che ringraziamo per quanto fatto, ha lasciato l’azienda per questioni familiari e non certo per divergenze con i vertici della Cantina. L’ex direttore ha partecipato a tutte le manifestazioni che la cantina ha organizzato, coordinandone anche l’operatività. A partire dal grande lancio del Testarossa 2015 nella primavera scorsa a Milano. La nostra politica commerciale, che vede oggi come protagonista un altro qualificato operatore del settore come Massimo Sala, ha due direttive ben precise. La prima è volta ad un posizionamento più alto dei nostri prodotti. La seconda ha come obiettivo un aumento della reputazione aziendale».

Quali altre riforme intende portare avanti da qui alla fine del mandato?

«Di riforme ce ne saranno molte, alcune sono già sui tavoli della discussione. Sia dal punto di vista dell’affermazione di TDO in Oltrepò Pavese come cantina di riferimento per alcune scelte di sviluppo. Sia attraverso il costante aiuto che rivolgiamo alle aziende socie».

Per concludere, da pochi giorni pochi giorni è iniziata la vendemmia 2019: cosa vi aspettate da questa annata?

«Uso poche parole. Quella del 2019 sarà la vendemmia della svolta. Ma soprattutto sarà di grande qualità».

di Manuele Riccardi

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