METTIAMO SULLA “BASACULA” L’ANNO 2018 E L’ANNO 2019 DELL’OLTREPÒ PAVESE

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Per conoscere la dimensione, la grandezza ed il valore di molte “cose”, in diversi casi queste “cose” devono essere pesate. In Oltrepò Pavese, quando ancora il frumento ed il mais e tanti altri prodotti della terra venivano raccolti  in sacchi e pagati a peso, si usava come strumento di peso la “basacula” (bascula:  bilancia a più leve mutuamente articolate in modo da poter equilibrare, con piccoli pesi, carichi decine e anche centinaia di volte maggiori).

Se dovessimo mettere sulla “basacula” l’anno 2018 e l’anno 2019 dell’Oltrepò Pavese, purtroppo vedremmo che il 2019 “pesa” meno dell’anno precedente. Molti diranno che è andato peggio non solo in Oltrepò, ma un po’ ovunque, la realtà dei fatti è che noi parliamo e siamo dell’Oltrepò per cui dobbiamo guardare anche e soprattutto in casa nostra.

Dove certamente le cose sono andate peggio è sul fronte strade: in Oltrepò hanno raggiunto livelli di “sgarruppamento” drammatici. Interventi significativi e risolutivi in questo 2019 non ne sono stati fatti, con l’aggravante che oggi  le strade dell’Oltrepò hanno un anno di più e sono peggiorate in maniera drastica. Ridicoli poi alcuni interventi di lifting fatti a macchia di leopardo su 200/300 metri di strade oltrepadane. Chi almeno quasi giornalmente non ha visto il camioncino del Comune o della Provincia mezzo pieno (o mezzo vuoto, dipende dalla prospettiva) di catrame e due ligi operai (in genere si muovono in coppia) che con un “badile” buttano e livellano un po’ di asfalto nelle buche? Che tristezza… Le principali direttrici che dall’Oltrepò portano verso Pavia sono un percorso ad ostacoli e gli unici che forse traggono beneficio da questa situazione sono i gommisti ed i meccanici, loro malgrado.

È incomprensibile anche come ogni 3 o 4 mesi vengano posti nuovi autovelox: non servono! Con le buche che ci sono se si superano i 50/60 Km orari si spaccano gomme, ammortizzatori, braccetti, etc. etc. etc.

Il 2019 è andato peggio del 2018 anche sul fronte ponti: il ponte della Gerola, della Becca e di Portalbera, anche loro hanno un anno in più e sono messi peggio dell’anno precedente. Sul ponte della Becca poi, si sta sfiorando il ridicolo: ogni 3 per 2 c’è un esponente politico che dice che i soldi arriveranno, che ci sono e ci saranno… sì… per fare il progetto, perché siamo ancora a questa fase: il progetto!!! Allo stato dei fatti la realtà è una sola: al di là dei selfie postati nei vari social, dove i vari esponenti politici a 360° continuano a ripetere che grazie al lavoro di ognuno di loro sono stati stanziati i soldi necessari per il progetto del nuovo ponte e (forse) per costruirlo, di soldi per partire almeno con il progetto non ne sono ancora arrivati.

Se per ogni post fatto da qualsiasi politico oltrepadano fossero arrivati non dico tanto, ma almeno 10 euro, oggi i soldi almeno per il progetto ci sarebbero. Sulla paternità o maternità dei soldi che dovrebbero arrivare per il ponte della Becca si sta sfiorando il patetico!

C’è poi il mondo del vino, che è una delle più grandi risorse economiche dell’Oltrepò e anche qui: litigi, discussioni, frammentazioni, strappi, ricongiungimenti, io lo faccio meglio di te e lui lo fa diversamente da te… Il Consorzio Tutela Vini dell’Oltrepò è diviso: un po’ di qui, un po’ di là, un po’ altrove… e intanto al di là di poche eccezioni, il prezzo del vino e delle uve oltrepadane è sempre più basso. Anche qui parole su parole. Il termine “qualità”, usato in ogni simposio e tavola rotonda, doveva essere il motto. Invece la stragrande maggioranza del nostro vino è venduto a prezzi ridicoli e la colpa è sempre dell’altro.

Qualcosa di buono è successo in Oltrepò in questo 2019: sono arrivati ai vari enti statali, para o pseudo statali oltrepadani, tanti soldi. Finanziamenti li chiamano, ma c’è un ma: al di là di progetti “fantasiosi” e fini a se stessi concretamente di questi soldi l’Oltrepò ha percepito ben poco e ha raccolto quasi nulla. I soldi sono stati e vengono SPESI E NON INVESTITI, perché per essere investiti dovrebbero a monte avere un piano strategico generale e non diversi progetti creati al momento e che molte volte cozzano l’uno con l’altro.

Mi spiego meglio: è inutile far arrivare soldi per finanziare il museo della “Zappa Vecchia” o “Della Libellula Impazzita” o per costruire “Cattedrali nel Deserto”: prima i politici  e/o gli imprenditori dell’Oltrepò dovrebbero decidere che strada intraprendere, un’unica strada che è quella di stabilire quali sia la vocazione del territorio.

Si decide che l’Oltrepò ha una vocazione agroalimentare? Bene, s’investe in modo sinergico su quello. Si decide che è lo sport? Bene, s’investe su quello, e così via… Invece no. Un po’ di soldi si danno all’agroalimentare, un po’ allo sport, un po’ alla cultura…. per accontentare tutti… inoltre cosa ben più illogica, anche all’interno dello stesso settore spesso si finanziano progetti che cozzano l’uno con l’altro e che non sono sinergici: se si decide di destinare fondi all’agroalimentare è inutile dare soldi per manifestazioni che promuovono il Salame di Varzi e contemporaneamente supportare economicamente  la “Sagra del Wurstel”.

Questo è l’esempio di due “cose” non sinergiche. Piuttosto semplice!

Anche qui per usare un eufemismo, il pressapochismo la fa da padrone.

La situazione politica oltrepadana è quella che è…. l’Oltrepò fino a pochi anni fa ha espresso politici “di peso”, tipo Abelli ed Azzaretti giusto per citarne due. Piacessero o non piacessero è un altro paio di maniche. Ora dobbiamo confidare che i due Deputati oltrepadani, Elena Lucchini – Lega e Cristian Romaniello – M5S, consolidino la loro esperienza parlamentare e diano indicazioni chiare ai loro “sottoposti” politici, affinché l’Oltrepò scelga una strada economica da percorrere e puntare e scelga in via prioritaria come spendere i soldi che arrivano e che forse arriveranno. 

Non dimentichiamoci infatti che “il peso” di un politico lo si misura essenzialmente con i soldi che riesce a far arrivare o da Roma o da Milano al territorio che lo ha votato. Questa è la base, poi il politico bravo, oltre a far arrivare i soldi, indica anche (in maniera lungimirante e non clientelare) come spenderli, ma lì è già un altro livello.

Fanno ridere quelli che dicono che Romaniello e Lucchini sono giovani… Quindi? Sempre di più nel mondo del lavoro e nella politica i giovani stanno assumendo posizioni di assoluto comando, pertanto essere giovani come lo sono i nostri due rappresentanti a Roma non è una condanna, anzi può essere un pregio e certamente non è una scusante!

Mi auguro che l’Oltrepò si attenda e pretenda dai nostri politici, a partire dai più importanti, meno selfie e meno nastri tagliati per le più sciocche occasioni e più consigli o direttive politiche per cercare di fare inversione ad “U” in vista del domani. Qui non si tratta solo di rimettere la macchina in carreggiata, se si continua cosi nel 2020 oltre a cambiare la macchina bisognerà anche rifare la carreggiata.

Nel 2019 poi, per una determinata parte politica è mancato anche l’”allenatore” in campo. È deceduto. Era Giovanni Alpeggiani.

Proprio su questa pagina due anni orsono scrivevo di lui… Avevo pronosticato che quando sarebbe venuto a  mancare i vari Alpeggiani “Boys o Toys” chiamateli come volete, si sarebbero presi a zuccate tra di loro perché non avrebbero saputo né cosa dire né cosa fare, e così è stato ed è evidente sotto gli occhi di tutti.

Il 2019 però ha avuto anche qualche lato positivo: è vero che abbiamo molte più buche… ma abbiamo anche più dossi, è vero che abbiamo molte più frane … ma abbiamo anche più rotonde, è vero che abbiamo meno turisti… ma è altrettanto vero che i nostri politici hanno più nastri da tagliare per le numerose manifestazioni, spesso, ridicole. 

Al di là delle battute qualche segnale positivo c’è: il numero delle aziende che per esempio nel mondo del vino iniziano a produrre meglio ed a posizionare il loro vino nella fascia “Premium”, quella più redditizia, ce ne sono e molte sono guidate da giovani, questo è un dato incoraggiante. Tanti giovani e questo è un ulteriore dato incoraggiante che ritornano a lavorare la terra anche nelle zone alte dell’Oltrepò e per lavorare la terra bisogna certamente avere un grosso spirito di sacrificio…

Altre “cose” positive francamente non ne vedo o per lo meno “strategicamente” positive, che possano migliorare in maniera significativa e sostanziale la qualità della vita degli oltrepdani e soprattutto che abbiano una visione futura ed una prospettiva futura.

Che dire poi delle Terme di Salice? Nel 2020 a metà gennaio andranno all’asta “ESPERIAmo” che trovino finalmente un compratore che possa riaprire e poi rilanciare quelle che erano fino a 10/15 anni fa il principale motore turistico dell’Oltrepò.

A Salice Terme esistono alcune realtà che funzionano bene, proprio in settori contigui all’attività termale,  come ad esempio Villa Esperia, realtà gestita in maniera seria. Ecco per le Terme di Salice il mio augurio è…”ESPERIAmo”.

Vedremo se alla fine del 2020 se mettendo sulla “basacula” il 2019 ed il 2020 quest’ultimo sarà meglio a livello globale per l’Oltrepò, guardando oggettivamente la situazione nostra e quella generale che ci circonda, i dubbi rimangono, ma, da oltrepadano doc, io continuo a tifare per la nostra terra, nonostante i forti dubbi sulle capacità dei nostri politici (al di la dei selfie e le cene di gruppo) di saper adottare indirizzi strategici.