MONTÙ BECCARIA – PERQUISITA LA CASA DELLA PSICO–SETTA

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La psico – setta di Novara era arrivata anche in Oltrepò, a Costa Montefedele località nel Comune di Montù Beccaria.
Una casa isolata tra le colline dove gli agenti della squadra mobile di Novara e della questura di Pavia hanno trovato 4 donne pare tutte maggiorenni e che verranno interrogate sulla vicenda nei prossimi giorni.
Dalle prime indiscrezioni emerse, il casolare di Montù non sarebbe stato un vero e proprio centro della setta ma solo un rifugio temporaneo per donne che successivamente avrebbero partecipato ai rituali che si svolgevano nella ormai nota villa di Cerano nel novarese.
Sgomento e stupore tra i residenti che avevano notato un particolare movimento di auto anche durante il periodo di lockdown, ma nulla che potesse far presagire una storia simile. La psicosetta di Novara che riduceva in schiavitù gli adepti abusandoli e dopo averli sottoposti a pratiche di indottrinamento, è stata scoperta dopo due anni di indagine.

Gli adepti, soprattutto donne, a loro volta schiavizzavano vittime e commettevano reati sessuali, tra le vittime anche minori. Al comando un uomo di 77 anni soprannominato “il dottore”, era lui a decidere tutto, almeno secondo quanto ha dichiarato una delle presunte vittime, una ragazzina ridotta a schiava del sesso che ha deciso di non sottostare più alle violenze psicologiche e raccontare quello che per anni è stato uno dei segreti più grandi custoditi nel Novarese.
L’uomo avrebbe creato la setta trent’anni fa con base operativa nella provincia di Novara ma gli adepti si registravano anche a Milano e a Pavia e in tutto il territorio piemontese.