Negli anni ‘70 e ‘80 i politici dell’Oltrepò si facevano “anche” i fatti loro, oggi “solo” i fatti loro. di Antonio La Trippa

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In Oltrepò e non solo a Voghera, sono molte settimane che molti politici s’insultano, si deridono, si azzuffano, chattano, esternano, pubblicano, etc. etc. etc. Spesso, troppo spesso e lo fanno in modo becero, che neanche nei peggiori bar di Caracas… Questo è il frutto di chi è stato scelto dai “vertici”, anche se parlare di “vertici” – visto il livello dei partiti – fa già ridere. Parliamo della sommità del nulla. Il politico “nostrano” è una via di mezzo tra notabilato locale e scelta di partito. Devo dire altresì che a me fanno certamente più ridere alcuni politici che si vogliono dare un tocco di classe e usano buone maniere, ecco… li trovo i più pateticamente pietosi. Purtroppo la maggior parte dei politici locali ha scelto la politica come “mestiere”, per avere un posto al sole. Basta vedere l’enormità di selfie che postano sui vari social… Tolti da lì non saprebbero dove andare e soprattutto ritornerebbero a fare quello che hanno sempre fatto… Rispettabili ma mediocri lavori da mezze tacche o imboscati e politicamente protetti in incarichi che – documenti alla mano – già facevano emergere i loro limiti. Molti non hanno completato gli studi, non è una colpa, i motivi sono innumerevoli e magari tutti validissimi, ma un minimo di preparazione è necessaria, non hanno né arte né parte e questo lo si sapeva anche prima. Altro scoglio: una buona parte dei vertici locali è cresciuta al riparo della politica, non è stata scelta per la competenza o l’esperienza, ma per la fedeltà o lealtà; un’altra parte è invecchiata ed ora non è più all’altezza; un’altra parte ancora vede il vuoto che sta sopra di essa, il vuoto della politica, e invece di fare il proprio lavoro, si mette a far politica. La classe politica locale non è umile ed invece lo dovrebbe essere, non dovrebbe avere la presunzione di avere la soluzione che la distingue dagli altri perché da ciò nasce la pretesa della superiorità rispetto all’altra parte. L’umiltà, non a parole, ma quella vera, è una caratteristica delle classi politiche forti che cercano le soluzioni attraverso le condivisioni e non alzando la bandiera di una pretesa superiorità morale e conoscitiva . Negli anni ‘70 e ‘80 c’era – volente o nolente – una classe politica di buon livello. Molti politici di quell’epoca, avevano in comune una buona dedizione al bene comune, una volontà di farlo più forte e qui qualcuno obietterà che i politici di allora si facevano anche e comunque i fatti loro. Ed è vero, ma la differenza tra oggi e un tempo è che allora si facevano “anche” i fatti loro, oggi “solo” i fatti loro. Avevano anche una buona preparazione culturale e una capacità di governo maturata in anni di opposizione e di esperienza nel partito e nelle amministrazioni. Nell’attuale panorama oltrepadano invece, ci sono molte persone che hanno come unico merito quello di portare voti oppure essere fedeli scudieri del “caporale politico” del momento. Alcuni politici, anche locali – e le loro scelte politiche per i vari candidati lo dimostrano – evidenza dei fatti alla mano – sostengono che tutti sono uguali e perciò anche gli ignoranti e gli incapaci possono essere eletti in Comune, in Provincia, in Regione ed anche sedere in Parlamento. In realtà in Oltrepò Pavese servirebbero politici con mente aperta, ampia cultura ed esperienza di vita, di comando, di responsabilità. Più in generale l’Oltrepò sconta un grave problema di selezione della classe politica. Alla base c’è sicuramente un problema di formazione e selezione. Una selezione che di certo non può essere appaltata alla giustizia e alla magistratura. In Oltrepò è un continuo sporgersi denunce a vicenda da parte dei vari politici e pseudo tali… Purtroppo e sempre di più l’opinione del popolo, di coloro che votano, è spesso dominata da convinzioni irrazionali ma, voi elettori – non tutti certamente e non solo voi e non senza nessuna connivenza e non senza la complicità di diversi organi di stampa opportunisti e pavidi – ricordatevi che li avete votati! Non ci sono scuse, purtroppo per l’Oltrepò… perché è qui che viviamo.

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