OLTREPÒ IN CRISI. MA IN TUTTI QUESTI ANNI I NOSTRI POLITICI NON SI SONO ACCORTI DI NULLA ?

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Preoccupante. Non era facile riuscirci, ma gli ultimi eventi, in primis l’allarme sanitario in atto, poi l’ennesimo ultimo scandalo del vino, le strade e i ponti in stato disastroso, hanno peggiorato l’Oltrepò. Non era facile peggiorare una situazione già di per sé disastrosa e ai minimi livelli, ma ahimè purtroppo è avvenuto.

In questo momento di pseudo unità nazionale, anche in Oltrepò molti lanciano l’appello “Rimaniamo Uniti”, poi passata la buriana che sia domani o dopodomani, ho il ragionevole dubbio se non la certezza che ognuno andrà per la sua strada e curerà i propri interessi e l’Oltrepò farà lo stesso, andrà anche lui per la sua strada, che, e spero di sbagliarmi, sarà una strada senza uscita, un vicolo cieco.

In questi ultimi mesi di crisi, prima imprenditoriale ed economica, successivamente sanitaria, ho letto come tanti le esternazioni di vari politici oltrepadani o pseudo tali e tutti sono concordi (dipende dall’interesse ma il succo è uguale) che l’Oltrepò è “un’area in crisi”.

Ma se l’emergenza sanitaria passerà, e mi auguro come tutti con il minor numero di vittime possibile, l’emergenza strutturale in Oltrepò rimarrà tale e l’Oltrepò per questo rimarrà sempre e comunque “zona rossa”.

Ma come si è arrivati a questo collasso? Doveroso chiamare in causa “i nostri” politici oltrepadani che nella stragrande maggioranza dei casi non sono stati capaci, né negli anni passati (e si va indietro nel tempo…) né ora e dubito anche in futuro, di ascoltare le esigenze dell’Oltrepò e della sua gente e soprattutto di capire quali tra queste esigenze portate alla loro attenzione sono state, sono e saranno prioritarie.

Mi han fatto ridere le molteplici dichiarazioni di diversi politici “nostrani” in riferimento allo scandalo del vino, dichiarazioni sintomatiche che, tralasciando ogni commento ed ogni considerazione su quanto successo, mi hanno fatto riflettere sulla “faccia tosta”, la mancanza di dignità e la mancanza di vergogna dei tanti che hanno elargito – come novelli santoni – considerazioni su cosa si sarebbe dovuto fare negli anni passati e dispensato ricette su cosa si dovrà fare in futuro.

La mia domanda è semplice: ma in tutti questi anni, in cui tutti questi politici hanno girato il territorio in largo ed in lungo per tagliare nastri, darsi pacche sulle spalle, organizzare cene e partecipare ad ogni sagra, non si sono accorti di nulla?

C’è gente che è in politica da 10, 20, 30 anni… e ad ogni emergenza economica dell’Oltrepò alza la manina e offre ancora la sua ricetta! Niente… la cosa fa già ridere così!

Questi politici che hanno girato e non sono ancora stufi di girare in lungo e in largo l’Oltrepò per fare selfie con l’amico di turno (che poi “amico” è una parola grossa, dato che al primo “problema” imprenditoriale o economico del suddetto ne prendono immediatamente le distanze e buonanotte), questi politici che da anni girano l’Oltrepò con il contachilometri, dicendo che stanno vedendo come risolvere il problema delle strade e dei ponti oltrepadani, non vi fanno ridere?

Ma in tutti questi anni di “onorata” carriera politica non avete visto o politici del “kaiser” che le strade ed i ponti si stavano degradando ogni giorno di più? Cosa guardavate? Evidentemente solo l’ennesimo e patetico nastro da tagliare alla sagra del cacciatorino senza pelle… Non solo non ve ne siete accorti, oggi dopo 10, 20 o 30 anni volete ancora dire la vostra e dare la ricetta su come risolvere i problemi di strade e ponti in Oltrepò.

Ho detto prima che passata l’emergenza sanitaria, ognuno in Oltrepò (come in parte è giusto che sia) andrà per la sua strada… un vicolo cieco a mio giudizio, anche se spero di sbagliarmi e sarà un vicolo cieco perché anche molti dei giovani o pretendenti tali politici dell’Oltrepò, “il nuovo” insomma… al di là di qualche dichiarazione che generalmente è un mix tra il simpatico, il buonismo e lo pseudo buon senso… non hanno capito che non possono seguire le furbesche orme dei loro “padri o padrini” politici che li hanno preceduti, al contrario dovrebbero seguire strade nuove, capire che il primo e più grande problema dell’Oltrepò è un sistema produttivo imprenditoriale economico che fa acqua da tutte le parti.

Spina nel fianco sono le infrastrutture, tra queste le priorità sono strade e ponti.

Non è necessario essere dei fini statisti o degli illuminati politici per capirlo, basta essere una persona “normale”: in tutto il mondo la prima cosa che ogni autorità pubblica fa per cercare di risollevare l’economia locale è quella di migliorare le vie di comunicazione. In Oltrepò invece no…si fanno corsi, simposi, bandi, quando se non ci sono le infrastrutture primarie tutto il resto non può funzionare. Se hai un tubo con tanti buchi è inutile continuare a immetterci acqua, prima cambia il tubo.

In Oltrepò con la scusa che ci sono altri capitoli di spesa, con la scusa che “se non si chiudeva il finanziamento per quella cosa inutile non ci arrivavano neanche quei soldi…” con la scusa che “purtroppo non possiamo fare diversamente perché dalla Regione, dallo Stato o anche da… più in alto…. ci dicono di fare così…” e in base a queste scuse la maggioranza dei nostri politici continua a portare a casa un po’ di soldi per la sagra del paese a cui seguono immediatamente i selfie, per un nuovo computer in nuovo museo  in cui nessuno andrà, a cui seguono immediatamente i selfie ed altre amenità di questo tipo… L’elenco è lungo.

Certo non è facile districarsi nella complicatissima e cervellotica macchina politica e burocratica italiana, è sempre più difficile e sapete perché? Perché la “vecchia” politica l’ha creata ed i nuovi politici, prendendone atto, cercano di districarsi al suo interno oppure cercano all’interno della medesima di prendersi delle rendite di posizione. In dialetto oltrepadano: “truvà una bela cadrega e cercà da sta al pusè comud pusibil” (“trovare una bella sedia e cercare di starci seduti il più comodamente possibile”).

Anche noi cittadini abbiamo colpe: abbiamo votato questa gente per anni e continuiamo a votare gente simile, questo perché abbiamo chiesto favori ed in molti casi siamo stati accontentati: dal posto per i figli in un ente pubblico, alla baby pensione (quando c’era) per la zia, la nonna, o un parente prossimo, dal percorso privilegiato quando venivano elargiti fondi per agriturismi, ristrutturazioni, acquisti di nuove macchine agricole, alla concessione edilizia adattata in base alle esigenze… insomma tutti quei piccoli favori che al momento sembravano belle cose ma che poi in realtà hanno permesso, non a tutti (alcuni grazie a questi favori i soldi li han fatti) di sopravvivere e non di vivere.

I cittadini, anche se con percentuali sempre più basse di voto, hanno votato questa gente e continuano a farlo… a loro scusante c’è da dire anche che è difficile votare qualcuno di meglio perché oggi, non in tutti i casi ma nella stragrande maggioranza, chi fa politica non la fa per mettersi al servizio della comunità o per migliorare la situazione del suo paese o dell’Oltrepò ma, nella stragrande maggioranza dei casi e ne conosco tanti, uno ad uno, lo fa per migliorare la propria posizione, perché spera che “di riffa o di raffa” possa mettersi in tasca direttamente o indirettamente qualcosa in più. E non intendo necessariamente soldi o privilegi concreti e tangibili, quel qualcosa in più potrebbe anche essere la visibilità mediatica… Triste vero?

La vera riflessione che oggi l’Oltrepò dovrebbe fare è un’altra: perché solo la metà circa della popolazione si reca alle urne? Perché in molti casi non guardiamo chi inizia a fare politica oggi e non facciamo questa riflessione: ma chi era prima? Com’era collocato all’interno delle amicizie giovanili?

Fate questo esperimento e vedrete che la maggior parte dei “nuovi” politici non erano attori nelle loro compagnie ma comprimari. Con la politica cercano di guadagnare posizione nella speranza di diventare attori protagonisti, e se sono donne nella speranza anche di ricevere qualche complimento in più. Complimenti che da giovani non hanno ricevuto con generosità e per ovvi motivi…

Un inglese, Michael Young, nel 1958 ha scritto: “The rise of meritocracy”.

Young è riconosciuto come il creatore del sostantivo meritocrazia. Per creare questa parola mise insieme la parola di origine latina “merito” con un’altra di origine greca “crazia”. Consiglio a molti politici (i “nuovi”, che quelli vecchio stampo sono causa persa) di leggere quanto scritto da Young e dopo chiedersi allo specchio: “Io ho in realtà le capacità e la preparazione per fare politica e sperare di fare l’amministratore pubblico?

 Oppure ho solo la capacità di fare dei post più o meno intelligenti, più o meno di buon senso, più o meno acchiappa like scopiazzati di qua e di là?”.

Ecco … i nuovi politici o aspiranti tali dovrebbero farsi questa domanda, anche se ho il presentimento che non gli passi neanche per l’anticamera del cervello. Più probabilmente, continueranno imperterriti nella loro patetica corsetta nella speranza di trovare una sedia o uno sgabellino dove sedersi il più comodi possibile.