Oltrepò Pavese – Anche in Oltrepò il problema è che molti credono alle favole che i politici raccontano

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Terminata la pandemia, la gente lentamente sta riprendendo i normali ritmi di vita, la gente ha voglia di vita sociale, di andare al ristorante, al bar o semplicemente di divertirsi con gli amici. Come in tutto il mondo, anche in Oltrepò, in mezzo alla “massa” di adulti, ragazzini e anziani che “si muove” c’è di tutto: persone educate e civili ma anche chi non lo è affatto. Tra questi ci sono coloro che provocano disturbo alla quiete pubblica, che compiono atti criminali o molto più semplicemente – soprattutto tra i più giovani – che, nell’esuberanza dell’età, causano fastidio con schiamazzi, bivacchi o quant’altro. In questi ultimi mesi sui social e sui media si sono scatenate innumerevoli proteste contro i vari atti di intemperanza successi in Oltrepò, come in tutto il mondo… quindi anche in Oltrepò. La politica si sa entra a gamba tesa in situazioni già di per sé tese e allora le varie fazioni politiche, soprattutto quelle di minoranza oppure quelle che hanno intenzione di scendere in campo, accusano le varie amministrazioni di non fare niente per prevenire tutto questo disagio. Succede principalmente nei grandi centri oltrepadani come Voghera, Stradella, Broni e Casteggio, nelle piccole località (Salice Terme a parte) il fenomeno è meno avvertito e in alcuni casi inesistente. Ma se i politici di minoranza o gli aspiranti politici si possono capire, criticare e accusare fa parte del loro lavoro, ciò che non capisco sono i cittadini che si dicono delusi e traditi da chi hanno votato perché non ha mantenuto la promessa fatta in campagna elettorale di risolvere i problemi del mondo… L’Oltrepò è sempre stata una terra dove la maggioranza delle persone ha buon senso ed ha i piedi piantati per terra, gente concreta che ha sempre lavorato anche duramente, per cui mi risulta difficile pensare che queste persone possano aver creduto anche per un solo secondo alle promesse elettorali del politico di turno o quanto meno alle promesse inerenti al tema della sicurezza. Rimango veramente perplesso quando queste persone che hanno creduto alle favole raccontate dagli aspiranti sindaci – di qualunque appartenenza politica – per farsi eleggere in campagna elettorale, ora inviperiti puntano loro il dito accusandoli di non aver mantenuto la parola e le promesse fatte. Non avrei mai pensato che gli oltrepadani fossero così pronti a farsi abbindolare e non da chi è stato eletto ma da tutti coloro che fanno campagna elettorale. Tutti gli aspiranti politici hanno la ricetta perfetta, sicura, infallibile su come risolvere il problema legato alla sicurezza, all’ordine pubblico, allo spaccio, di come riuscire a silenziare gli schiamazzi o a impedire i bivacchi e le intemperanze notturne e anche diurne dei giovani, tutti la raccontano e se la raccontano, ma il problema è chi ci crede e non chi la racconta. Allora io mi domando: ma dove vive questa gente che ora inviperita accusa dei politici locali di non riuscire a risolvere un problema che neanche il Ministero dell’Interno con i vari ministri e soprattutto funzionari, molti di quest’ultimi di provata capacità e competenze che si sono succeduti, ha risolto? Penso che il senso critico degli oltrepadani e sto parlando degli elettori e non degli eletti – di qualsiasi schieramento essi siano – stia venendo meno, mi sembra che per questi elettori l’unica cosa importante sia l’illusione di sapere che c’è qualcuno che ha fatto loro delle promesse per risolvere i problemi del mondo  e come dei creduloni mettono la loro bella X sulla scheda elettorale per sancire questo patto di sangue. Forse quando entrano in una cabina elettorale, molti tornano bambini e sentono l’intima necessità di chiedere a chi stanno votando… la luna. Come si può pensare che un sindaco o un assessore possa risolvere il problema dell’ordine pubblico. Il vero problema non è il politico che ha fatto promesse in campagna elettorale, è il suo lavoro e per essere eletti, tutti, ma proprio tutti promettono mari e monti a tutti, il vero problema sono quelli che ci credono e dopo averci creduto ed aver perso tempo in questo ne perdono ancora per protestare più o meno educatamente contro il politico di turno – di qualsiasi schieramento esso sia – per dir che non sta risolvendo il problema dello spaccio, degli schiamazzi, degli ubriachi, dei bivacchi, etc. etc. etc. Ci manca solo che accusino i sindaci e gli assessori  locali di non portare la pace nel mondo e poi siamo a posto! Il riassunto è che la gente in campagna elettorale crede a quello che vuol credere, dal taglio alle tasse alla lotta agli sprechi o all’ordine pubblico e la lista è infinita. Durante la campagna elettorale molti elettori si trasformano in tifosi sfegatati del proprio preferito e sono sordi a tutto ciò che potrebbe mettere in dubbio questa loro convinzione. In Oltrepò non avremo statisti alla Churchill ma politici come ce ne sono ovunque ed a bizzeffe in Italia, né meglio né peggio, il problema, almeno sull’argomento specifico sicurezza sono gli elettori che hanno creduto alle favole.

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