OLTREPÒ PAVESE – ASSEMBLEA TERRE D’OLTREPO’: RISPETTATE TUTTE LE DISPOSIZIONI DI LEGGE

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“In merito alle presunte irregolarità sollevate dalla lista “Facciamo il cambiamento” circa l’integrazione dell’avviso di convocazione dell’assemblea dovuto alle contingenti situazioni di emergenza Covid-19, il presidente di Terre d’Oltrepò ribatte ed evidenzia la regolarità dell’operato. “Innanzitutto – spiega il numero uno della cantina cooperativistica –  la necessità di conferire delega e istruzioni di voto al rappresentante designato entro il 3 novembre è richiesta dalla legge”. 
L’articolo 106 comma sesto del DL n. 18/20 stabilisce che le società cooperative, anche in deroga all’articolo 150-bis, comma 2-bis, del decreto legislativo 1° settembre 1993 n. 385, all’art. 135-duodecies del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 e all’articolo 2539, primo comma, del codice civile e alle disposizioni statutarie che prevedono limiti al numero di deleghe conferibili ad uno stesso soggetto, possono designare per le assemblee ordinarie o straordinarie il rappresentante previsto dall’articolo 135-undecies del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58.  Possono altresì prevedere nell’avviso di convocazione che l’intervento in assemblea si svolga esclusivamente tramite il predetto rappresentante designato. Il termine per il conferimento della delega di cui all’art. 135-undecies, comma 1, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, è fissato al secondo giorno precedente la data di prima convocazione dell’assemblea.
“Quindi – spiega il presidente Andrea Giorgi – a norma di legge il termine ultimo entro cui conferire delega al rappresentante designato è 2 giorni “di mercato” (riferimento alle società quotate) prima della data di prima convocazione dell’assemblea, quindi nel nostro caso il 3 novembre appunto. La norma, e la dottrina che illustra l’istituto, evidenzia con chiarezza che l’assemblea resta convocata nonostante sia utilizzato lo strumento del rappresentante designato e quindi,  i termini di legge e statutari per la convocazione dell’assemblea devono essere verificati rispetto la data dell’assemblea e non rispetto la diversa data ultima per il conferimento di delega e istruzioni di voto al rappresentante designato. Nel caso di specie l’assemblea del 6/7 novembre è stata convocata nei termini di legge/statutari”.
I vertici della cantina rimarcano che è stata data la massima informazione a tutti i soci circa l’avvenuto cambio di modalità di partecipazione all’assemblea. L’apertura del termine per il conferimento di delega e istruzioni di voto il 1 novembre è stata pensata proprio per agevolare al massimo i soci nell’organizzazione dei propri spostamenti (teoricamente la cooperativa avrebbe anche potuto consentire i voti nella sola giornata del 3 novembre).
“Peraltro i soci sono stati contattati individualmente via sms, c’è stata pubblicazione sul quotidiano locale dell’avviso di integrazione, c’è stato invio via PEC delle istruzioni di voto e diritto di ricevere via PEC bozza del bilancio, peraltro da tempo disponibile anche in sede,  ed è stata comunicata anche la lista dei candidati – spiega il presidente Giorgi – Mi pare che l’informativa preventiva sia stata realizzata. Siamo tutti convinti che  un’informativa preventiva così diffusa non si sarebbe mai realizzata nel caso di convocazione dell’assemblea in presenza fisica”.
Il presidente Giorgi commenta le dichiarazioni della lista “Facciamo il cambiamento”.  “La contestazione degli avversari – spiega Andrea Giorgi – di non aver avuto tempo per fare campagna elettorale è pretestuosa: peraltro il termine di 10 giorni ante assemblea richiesto per la presentazione della candidatura non mi pare vada letto a loro svantaggio. Mi pare che sia invece una tutela per la cooperativa che ha tempo di verificare la regolarità formale delle candidature. Né mi pare siano previsti sistemi di pubblicazione delle liste prima dell’assemblea (nel senso che nel caso di assemblea in presenza fisica i candidati vengono resi ufficialmente noti il giorno dell’assemblea)”.
Da ultimo. Il DPCM 24 ottobre 2020 ha espressamente disposto la sospensione “degli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto” nonché “la sospensione dei convegni, i congressi e gli altri eventi, ad eccezione di quelli che si svolgono con modalità a distanza”. Poiché l’assemblea dei soci di TDO, visti gli elevati numeri, avrebbe inevitabilmente generato un assembramento e dal momento che sono venuti meno i parametri che consentivano l’organizzazione di eventi al chiuso implicanti assembramento , c’era il fondato sospetto che il DPCM 24 ottobre avesse, nei fatti, escluso la possibilità di assemblee societaria in presenza fisica con elevato numero di partecipanti. “Alla luce di tutto quanto sopra – conclude senza mezzi termini il presidente Giorgi – l’operato della cantina è legittimo”.

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