Oltrepò Pavese – Case in vendita o in affitto, «Salice Terme vive ancora del nome e della fama degli anni d’oro»

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Dalla primavera scorsa si è paventata la possibilità, o meglio la speranza, che questa emergenza sanitaria potesse creare una sorta di seconda occasione per il mercato immobiliare dell’Oltrepò Pavese: un treno da prendere al volo, sfruttando la grande offerta di immobili disabitati o inutilizzati disseminati su tutto il territorio. Una “carta degli imprevisti” che potrebbe dare anche una seconda possibilità alla cittadina di Salice Terme, nobile decaduta che da una quindicina d’anni soffre della carenza di servizi causata dal fallimento dei noti stabilimenti termali. Proprio in questi giorni si sono verificati due eventi che potrebbero ulteriormente facilitarne il rilancio immobiliare: l’inaugurazione della tratta finale della ciclabile Voghera-Varzi, ma soprattutto l’acquisizione all’asta del Nuovo Hotel Terme e delle Terme di Salice da parte del patron delle Terme di Saturnia e Chianciano. Una ventata di speranza che riguarderà gli stabilimenti termali e i numerosissimi immobili ad esso collegati. Per quanto riguarda il settore immobiliare, abbiamo intervistato Alberto Dieci, titolare dell’omonimo studio immobiliare, che da quasi trent’anni si occupa di questo settore, chiedendogli un’analisi del mercato attuale e una previsione sugli scenari futuri.

Alberto, com’è l’andamento del mercato immobiliare a Salice Terme? «Da alcuni anni anche il mercato degli affitti ha subito un forte arresto, influenzato soprattutto dal fallimento delle Terme. Non essendoci più questo servizio è venuto meno anche l’interesse di chi soggiornava per i classici quindici giorni di cure termali. La crisi turistica è anche tangibile osservando i vari hotel di Salice attualmente chiusi. Ma nell’ultimo periodo la situazione, soprattutto riguardo gli affitti, sembra in fase di miglioramento».

Negli anni d’oro Salice Terme registrava valutazioni molto elevate. Oggi la situazione sembra essere notevolmente differente… «Fortunatamente io non ho mai smesso di lavorare, soprattutto con le vendite, che è il mercato che crea più indotto per questo tipo attività. I prezzi sono assolutamente bassi, ma non mi sento di dare un giudizio né positivo, né negativo. Il mercato funziona, nonostante l’interessamento sia molto inferiore rispetto ad alcuni anni fa. L’ultimo “periodo d’oro” di Salice Terme si è verificato tra il 2005 e il 2006, quando si riuscivano a vendere portici e fienili, allo stato di ruderi da ristrutturare, a cifre pari a centinaia di migliaia di euro: c’era una domanda talmente forte che tutto andava bene. C’è comunque da ammettere che quella era “una bolla”, le cifre erano troppo elevate e discostate da quelle di mercato».

Quindi su quali cifre al metro quadro si è stabilizzato il mercato immobiliare di Salice? «Questa è una domanda a cui è molto difficile rispondere con precisione. Utilizzando la banca dati dell’Agenzia delle Entrate è possibile valutare un valore medio per ogni singolo immobile, attraverso i valori OMI. Va sottolineato che attualmente non rispecchiano assolutamente il valore reale dell’andamento del mercato, non tengono conto di vari fattori che al momento riguardano Salice. Oggi un appartamento può valere 700\800 euro al metro quadro, quando nuovo, quindici\venti anni fa, poteva valerne duemila: e oggi il nuovo, a Salice Terme, non esiste. Quindi tra i singoli prezzi c’è un divario quasi incolmabile. Un prezzo di mercato vero e proprio non esiste: ad ogni singolo immobile viene applicato un parametro per potergli attribuire un valore».

Qual è la tipologia di acquirenti\affittuari che oggi si trasferiscono a Salice Terme? Si tratta di giovani o anziani? «La zona vive ancora del nome e della fama creatosi negli anni d’oro, nonostante oggi ci siano quasi solamente attività serali. Sceglie Salice chi vuole venire a Salice, non perché c’è una proposta turistica o ci sono determinati servizi. La maggior parte dei giovani che conoscono il paese per la vita notturna, non hanno ancora le possibilità economiche per poter investire. Viviamo ancora sugli allori dei bei tempi che furono, per questo l’età di chi è interessato a trasferirsi a Salice è medio-alta, nonostante i servizi offerti non sia più gli stessi».

Si cerca di investire ancora sulla seconda casa oppure c’è chi tende a trasferirsi in pianta stabile? «Il mercato ormai è orientato quasi esclusivamente per l’acquisto della prima casa, ma a livello nazionale. Chi si trasferisce a Salice lo fa acquistando quelle che erano le seconde, o terze, case delle famiglie benestanti del vogherese e del milanese. Questo gli permette di essere residente e di poter vivere in una località turistica, che in un futuro avrà certamente ancora tanto da offrire».

Nella vicina Rivanazzano, invece, la situazione è diversa? Sebbene siano due comuni confinanti c’è una diversità di domanda? «Su Rivanazzano il discorso è diverso. Innanzitutto, la differenza è territoriale: non dimentichiamoci che Rivanazzano è attraversata da una statale, e ha un’estensione che arriva a prendersi una fetta di Salice. Poi bisogna considerare che si tratta di un paese con una matrice più residenziale, adatto alle famiglie che vi si vogliono trasferire».

Parlando più in generale, in Oltrepò Pavese, come sta andando il mercato? Il tanto sperato “boom” di richieste causate dalla pandemia si è verificato? «Non mi sento di parlare dell’Oltrepò Pavese in generale, dato che il mio mercato è principalmente concentrato in questa zona. Posso solo dire che nel periodo del primo lockdown sono stato tartassato di telefonate di persone che cercavano soluzioni in affitto. Le case degli anni ’70 e ’80, sia di Salice che di tutto l’Oltrepò, sono tornate in auge e riaperte sia dai proprietari, che hanno deciso di lasciare la prima casa in città trasferendosi provvisoriamente in collina, sia da nuovi affittuari, che hanno scelto di trasferirsi per un breve periodo pagando affitti non indifferenti. Sebbene non sia stato un bel periodo, è stato bello rivedere queste case piene di vita».

Teme che questa sia un’ennesima “bolla” destinata a scoppiare appena sarà finita l’emergenza sanitaria? «No, nella maniera più assoluta. Soprattutto a Salice viste le ultime notizie».

Per l’appunto, l’acquisto all’asta delle Terme del Nuovo Hotel Terme da parte del patron delle Terme di Saturnia e Chianciano lo vede come un segnale di ripartenza? «Sono di natura un’ottimista: ritengo che l’acquisizione delle Terme e del Nuovo Hotel Terme da parte di questo investitore sia un’ottima notizia. Si tratta di un gruppo che certamente ha le risorse economiche e le capacità manageriali per poter rilanciare questa attività. A Salice ormai siamo abituati a dare spazio agli entusiasmi quando si parla dell’acquisizione delle Terme, soprattutto dopo le ultime gestioni disastrose: quindi, in quest’occasione dobbiamo cercare di essere positivi. Spero che una prossima riapertura delle Terme possa riportare a Salice quella clientela ormai scomparsa, non più quella del “mordi e fuggi”, orientata solo a frequentare la località per il gelato, la pizza o l’aperitivo».

Da poco è stata completata la tratta della ciclabile che fa tappa a Salice e mette in collegamento Voghera con Varzi. Secondo lei, questa nuova “attrazione” riuscirà, magari solo in parte, a fare da volano per il rilancio del turismo nella vallata? «La greenway, a mio avviso, è una trovata molto apprezzata e apprezzabile. Soprattutto in chiave di una riqualificazione del territorio stesso, dotandolo di una struttura in auge ormai ovunque. La vedo come una cosa certamente positiva, anche se non è ovviamente possibile valutarne il ritorno turistico nel breve termine. È un valore aggiunto per il territorio, dotandolo di un ammodernamento che sembra quasi capitare a cappello con l’operazione delle Terme. Speriamo bene».

di Manuele Riccardi

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