OLTREPÒ PAVESE – CITY ANGELS: LA PRIMA SEDE DELL’OLTREPÒ È NATA A VOGHERA

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I City Angels sono una associazione Onlus tutta italiana, nata a Milano ad opera di Mario Furlan. Il 29 febbraio scorso si sono presentati alla città di Voghera insieme all’associazione C.H.I.A.R.A. tramite una conferenza. Gli sviluppi sono stati positivi: è stata creata la sede City Angels di Voghera, la ventiduesima in Italia, e la prima in Oltrepò e nella provincia di Pavia. Ce ne parla il suo coordinatore, che nelle vesti di Angelo, per motivi di sicurezza, preferisce farsi chiamare con lo pseudonimo “GG”.

Qual è la sede attuale dei City Angels di Voghera e quanti membri conta al momento?

«Il Dopo Lavoro Ferroviario ci ha messo gentilmente a disposizione un locale. Più che una sede per ora è un pied-à-terre che utilizziamo anche per stipare tutti i materiali che ci servono per far fronte ai nostri interventi sul territorio. Per ora siamo in sette: io, che sono coordinatore, tre ausiliari e tre Angeli, cioè membri effettivi dell’associazione».

Qual è il vostro ruolo nella comunità?

«Interveniamo in tutta la città con opere di assistenza e solidarietà, concentrandoci nei luoghi più fragili, dove è maggiormente necessaria un’opera di salvaguardia. Preciso che noi non sostituiamo in alcun modo le forze dell’ordine; i nostri sono interventi che qualunque buon cittadino potrebbe e dovrebbe fare – noi siamo solo facilitati dal fatto di essere organizzati in un’associazione. La formula che governa il nostro agire è “sicurezza e aiuto dei più deboli” e svolgiamo un’attività di supporto solidale. Siamo in contatto con il Commissariato, che ha tutti i nominativi dei membri City Angels Voghera e ci ha dato pieno appoggio qualora dovessimo segnalare una situazione critica. Abbiamo effettuato una prima ricognizione insieme al responsabile della POLFER di Voghera, che ci ha segnalato i siti ai quali c’è da prestare maggior attenzione, vale a dire la stazione e il transito stazione-Esselunga».

“Sicurezza e aiuto dei più deboli”: chi sono, con precisione, i “più deboli” che l’associazione City Angels si impegna ad assistere?

«Tutte le categorie sociali; chiunque si trovi in difficoltà o abbia bisogno di un primo soccorso; forniamo assistenza a chiunque: anziani, disabili, tossicodipendenti – anche se, in quest’ultimo caso, è fondamentale la collaborazione dell’assistito, data la situazione delicata in cui si trova; distribuiamo cibi o vestiti in caso di necessità; aiutiamo animali feriti che si trovano per strada. L’unico caso in cui interveniamo direttamente (ma anche questo può farlo qualunque cittadino), per poi contattare quanto prima le forze dell’ordine di riferimento, è se ci troviamo di fronte ad un’aggressione».

Qualche esempio del vostro intervento sul territorio?

«Recentemente, nella prima settimana di luglio, abbiamo procurato a una ragazza che dorme sulle carrozze dismesse, le lenzuola per coprire il materasso e i vestiti che ci aveva chiesto. A brevissimo interverremo a supportare, in termini di beni di prima necessità, un pensionato le cui finanze non gli consentono più di arrivare a fine mese. Ci rechiamo spesso con intenzione deterrente nella zona autoporto-Esselunga, poiché alcune persone percepiscono un certo disagio nell’attraversarla; questo disagio sarebbe dovuto ad alcuni individui che sostano nelle vicinanze e creano una certa tensione. Nel presidiare la zona, cerchiamo di parlare con questi soggetti. Dal momento che, personalmente, gestisco bene diverse lingue – Inglese, Francese, Arabo, cerco di instaurare un dialogo propedeutico alla creazione di un rapporto pacifico».

L’associazione è famosa anche per la tecnica di autodifesa denominata “Wilding” e ideata dal fondatore stesso. I City Angels di Voghera sono già abilitati a questa tecnica?

«No, non ancora, soprattutto per la questione Covid, poiché essendo una tecnica di difesa personale, durante le dimostrazioni e il training, il contatto fisico sarebbe necessario e inevitabile. Per il momento quest’aspetto è sospeso».

A proposito di Covid: avete avuto la sfortuna di nascere in concomitanza con lo scoppio della pandemia. Come vi siete organizzati in questo periodo?

«Le riporto l’esempio dei City Angels di Bergamo, che sono stati coinvolti in prima linea. Si sono resi disponibili a sostituire personale di altri enti benefici che, purtroppo, per aver contratto il virus, non hanno potuto proseguire il volontariato e, nonostante la situazione, ogni giorno si sono recati dove vi fosse necessità per fornire il loro supporto. Ci tengo ad essere testimone del loro intervento perché hanno fatto davvero un lavoro grandioso. Qui, a Voghera, al momento dello scoppio della pandemia eravamo in pochi e ancora agli inizi, quindi ci siamo soffermati sull’organizzazione della sede e, una volta pronta, ci siamo resi operativi nel rispetto delle norme sanitarie – che, ovviamente, manteniamo ancora adesso».

Inoltre, siete facilmente distinguibili per la vostra divisa: ha una funzione particolare?

«Il numero di persone della squadra e la divisa sono fondamentali perché agiscono da deterrente per l’eventuale microcriminalità che può interessare determinate zone. L’uniforme, in particolare, ricorda nell’aspetto quelle militari – ma il nostro approccio è totalmente diverso: aperto, accogliente e umanitario. La dobbiamo indossare obbligatoriamente perché è un elemento che va a rendere ancor più compatto il gruppo e ci rende facilmente riconoscibili, sia da chi avesse bisogno di aiuto, sia dai malintenzionati».

Una persona, per diventare “Angelo”, deve avere requisiti particolari?

«è fondamentale che non sia un guerrafondaio, che sia predisposto ad agire con intento solidale e che sia pronto a dialogare con chiunque, indipendentemente dal credo religioso, dall’etnia, dallo schieramento politico, dal sesso. è necessario inoltre aver raggiunto la maggiore età ed è richiesto uno stato di buona salute. Una volta accertati questi requisiti, il candidato si iscrive all’associazione City Angels Italia e comincia come ausiliario. In questo primo periodo si fa esperienza uscendo sul territorio con la propria squadra, nel pieno rispetto delle regole dettate dallo statuto dell’associazione, ed è fondamentale per rendersi conto se il volontariato presso i City Angels sia adatto a noi e viceversa.

Nel caso la risposta sia affermativa, seguono un corso di venti ore (o, in alternativa, un weekend di full immersion) e un esame. Dopo averlo passato, il volontario è diventato un Angelo a tutti gli effetti; da lì può decidere se rimanere tale, oppure crescere diventando vice caposquadra, caposquadra e così via. è necessario verificare l’idoneità di una persona a far parte della nostra associazione, perché qualunque tipo di volontariato è utile e qualunque intento solidale è più che nobile, ma i City Angels devono assumersi grosse responsabilità, tra cui la tutela dei singoli membri e della squadra anche in situazioni critiche».

Ci sono ulteriori metodi con cui è possibile supportarvi?

«Il canale primario attraverso cui sosteniamo il nostro operato sono le donazioni, quindi un contributo è sempre ben accetto; nel caso in cui si volesse effettuare una donazione tramite il 5 per Mille, essa verrà gestita dalla sede madre. Tuttavia abbiamo già preso i contatti con alcune associazioni benefiche locali, come l’associazione Chiara o mense per i bisognosi, e alcuni negozi di abbigliamento che hanno promesso di fornirci i capi invenduti in modo tale da distribuirli a chi ne avesse necessità. Perciò ringraziamo infinitamente anche chiunque avesse un’attività e volesse collaborare con noi. A settembre apriremo la pagina Facebook ufficiale della sede City Angels Voghera. Per il momento, è possibile contattarci telefonicamente o via mail».

                                    di Cecilia Bardoni