OLTREPÒ PAVESE – CON IL MIELE DI ZAVATTARELLO L’OLTREPÒ RESPIRA ARIA CUBANA! ZAVA HONEY DAIQUIRI… di Emanuele Firpo

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Settimo appuntamento legato al magico mondo della miscelazione, al quale abbiniamo la naturalezza dei prodotti tipici firmati Oltrepò Pavese.

Il nostro è un territorio incontaminato, ricco di essenze arboree e floreali. La natura di Zavattarello è ideale per la produzione di MIELE e altri prodotti dell’alveare. Qui si producono principalmente miele di acacia, castagno, erba medica, millefiori, tarassaco, trifoglio, robinia e melata. Ottimo non solo per addolcire latte o tisane, ma anche degustato con i formaggi locali o spalmato sul pane. Zavattarello ha acquisito negli ultimi anni un primato nella produzione di miele di qualità, tanto da portare nel 2015 alla nascita dell’Associazione Apicoltori dell’Oltrepò Montano, con l’obiettivo di ottenere il marchio D.O.P. per il prodotto locale. Abbiamo per le mani un prodotto di altissima qualità, facciamone un ingrediente per il DAIQUIRI! Un drink nato dal mix di prodotti locali cubani che noi avvaloreremo con la dolcezza e l’esclusività del nostro frutto dell’alveare. Prima di procedere con la RICETTA dello ZAVA HONEY DAIQUIRI due parole su questo cocktail datato 1896. Pare sia stato inventato da due ingegneri minerari americani tali Cox e Pagliughi che lavoravano a Cuba. Un giorno imprecisato di quell’anno, erano in attesa di un grande capo in visita alla miniera di ferro e decisero, vista l’importanza dell’ospite, di servire un cocktail di benvenuto. Avendo solo del rum di qualità dubbia, non potevano servirlo liscio, a questo punto miscelarono dentro una boule le uniche cose che avevano, lo zucchero di canna, il succo di lime e del ghiaccio. Il cocktail piacque molto e quando si trattò di decidere il nome, la scelta ricadde su quello della magnifica spiaggia nelle vicinanze della miniera chiamata appunto Daiquiri. In realtà sembrerebbe che il drink fosse già stato sperimentato in precedenza da Cox, il quale si dilettava in esperimenti di miscelazione durante le sue ore libere per allietare le ore passate in compagnia dei suoi amici. Un giorno ricevette la visita di Pagliughi al quale fece assaggiare la sua mistura, che tanto successo aveva fra i suoi amici. Alla domanda di Pagliughi di come si chiamasse il drink, Cox rispose che tecnicamente era un rum sour, nome triste per così delizioso cocktail. Decisero quindi, di comune accordo di chiamarlo come la splendida spiaggia. Una ulteriore versione, datata 1898, la stessa del Cuba Libre, sostiene che l’inventore sia un marine americano che ordinò in un bar del rum con succo di lime per dissetarsi, non trovandolo di suo pieno gradimento chiese al barista di aggiungere dello zucchero, creando di fatto il mix che battezzò, Daiquiri, trovandosi il bar sulla spiaggia omonima.

Qualunque sia la paternità, il drink ebbe così successo che negli anni successivi l’ammiraglio Jonhson della Marina Militare Americana lo adottò come drink ufficiale, tanto che il lodge a Washington ha una targa al suo ingresso, a ricordare i due ingegneri, suffragando così la prima tesi. Anche Hemingway contribuì non poco al successo del drink bevendone svariati litri al bar “Floridita”. Storica la sua frase: “Mi Mojito alla Bodeguita, mi Daiquiri alla Floridita”.

Il grande scrittore fu un assiduo frequentatore dei bar di Cuba durante la stesura del “Il vecchio e il mare”, il libro capolavoro che gli diede fama e riconoscimenti, fra cui il Nobel per la letteratura.

Una variante molto gradita da Hemingway era il “Papa Doble” o “Hemingway Special”, ricetta molto in voga al Floridita. “Papa” era il soprannome con cui amava farsi chiamare lo scrittore, il cui spirito narcisistico era noto, mentre “doble” richiama le dosi del drink. Dalle fonti non si riesce a risalire se la ricetta sia stata inventata dallo scrittore o se sia stato il barman a “cucirgliela addosso” in base alle sue richieste. Infatti il grande scrittore, diabetico, ma soprattutto amante dei cocktail secchi, potrebbe aver chiesto al barman di non mettere del tutto lo sciroppo di zucchero. La cosa certa è che lo bevesse nella versione “doppia” con 6 cl di rum, 2 cl maraschino, 3 cl di lime e 3 di pompelmo.

Torniamo in Oltrepò e prepariamoci a respirare aria cubana sorseggiando il nostro Zava Honey Daiquiri. La ricetta che ho elaborato è così strutturata:

5 cl di rum cubano (consiglio un havana ambrato 3 anos)

2 cl di succo di limone non trattato

3 cl di ZAVA HONEY MIX (segue la ricetta)

Alcune gocce di Maraschino

Ricetta per lo Zava Honey Mix: l’honey mix non è altro che una miscela di acqua e miele. Il miele a contatto con altri ingredienti freddi non si scioglie, bisogna quindi trattarlo prima. Per prepararlo dovete versare in un contenitore il miele, aggiungere acqua tiepida o a temperatura ambiente, e miscelare con un cucchiaino finché questo non si sarà completamente sciolto. A questo punto potete travasare il preparato in una bottiglia e utilizzarlo. La proporzione da seguire è assolutamente personale. Se volete un honey mix meno dolce diluite maggiormente il miele, se lo volete più dolce aggiungete poca acqua. Io personalmente metto 60% miele e 40% acqua.

Preparazione: mettete in frigorifero una coppetta da cocktail o un calice da degustazione vino; il drink si serve senza ghiaccio ed è importante che il bicchiere sia bello freddo! Munitevi di un vasetto tipo Bormioli alto 13 cm con coperchio, colmatelo per tre quarti di ghiaccio ed inserite tutti gli ingredienti. Chiudete il vasetto ed agitate a due mani per circa 10 secondi [cantando Guantanamera a squarciagola ovviamente] e versate il tutto, tranne il ghiaccio, nel bicchiere precedentemente raffreddato. All’olfatto sentirete il profumo floreale del rum ambrato e del Maraschino, al palato la dolcezza e la morbidezza dello Zava Honey Mix vi lascerà un sublime piacere. Il drink ha una gradazione medio alta, lo consiglio, in un dopo cena, accompagnato da ciambelle tipiche dell’Oltrepò Pavese, i barsadè, la cui cottura avviene prima in acqua bollente e poi al forno, proprio perché era, ed è, un dolce che deve mantenersi a lungo. Consuma sempre i drink a stomaco pieno e non far mancare, di tanto in tanto, un sorso di acqua fresca.

DEGUSTARE UN COCKTAIL È UN PIACERE… SE TI PERDI CHE PIACERE È?!

DRINK RESPONSIBLY

di Emanuele Firpo