OLTREPÒ PAVESE – DA FEGO A BRALELLO LUNGO IL SENTIERO DEI BRIGANTI

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Sono 215 i sentieri dell’Oltrepò Pavese che il sito della Comunità Montana dell’Alto Oltrepò descrive, e se da un lato la Via del Sale, la Via degli Abati e il Cammino di San Colombano sono tra gli itinerari più conosciuti, accanto si sviluppano decine di percorsi meno noti con svariate centinaia di Km di sentieri percorribili a piedi, in bici o a cavallo. Con l’introduzione dell’App “I Sentieri dell’Oltrepò Pavese”, inoltre è possibile orientarsi con facilità anche lungo quei percorsi sprovvisti di segnaletica. La mappa interattiva consente, infatti, di visualizzare la propria posizione sul percorso tramite il GPS del dispositivo e la App funziona anche senza connessione internet

Questo mese il nostro consiglio è IL SENTIERO DEI BRIGANTI, in alta Valle Staffora, che parte dal piccolo paese di Fego, frazione di Santa Margherita Staffora, e arriva in località Bralello, frazione di Brallo di Pregola. è un percorso affascinante di circa 4,5 km con un dislivello di  circa 450 m che costeggia il rio Montagnola, affluente di destra del Torrente Staffora.

Si parte dal centro abitato di Fego e in pochi minuti, attraverso un sentiero tra boschi di faggi e carpini, si arriva in una radura alla “Grotta dei briganti” dove si trovano due enormi massi di granito appoggiati tra di loro a formare una piccola grotta che, si narra, nei tempi passati sia stata il rifugio segreto di gruppi di briganti che assalivano la carovana o il viandante di passaggio. La grotta forma un camino naturale, è comoda, asciutta, con l’entrata nascosta dai cespugli di maggiociondolo. Probabilmente in tempi remoti questa radura con i due grandi massi era un luogo di culto, visto che ancora oggi il fascino delle grandi pietre che si levano contro il sole colpisce chiunque si trovi a passare da queste parti. Durante il percorso si guada più volte il Montagnola e si arriva dopo circa mezz’ora al Molino dei Cognassi.

Il molino era un luogo di incontri, dove persone di diversi paesi portavano a macinare i prodotti del raccolto nei campi e si ritrovavano a concludere vendite di attrezzi e pezzi di terra. Questo molino dei Cognassi che si trova fra le frazioni di Valformosa e Bralello era una struttura in pietra a vista con una cascina e una stalla, con davanti un grande prato. La caratteristica ruota molto stretta e alta quasi dieci metri è  ancora oggi ben visibile e girava grazie alla spinta dell’acqua del Fosso del Freddo che nasce a Cima Colletta, per poi confluire nel Fosso Montagnola e quindi sfociare, nel Torrente Staffora vicino a Fego. In questo molino si macinavano grano, mais e castagne provenienti delle frazioni vicine come Valformosa, Barostro, Bocco, Cencerate, Casale Staffora, Feligara, Casone, Somegli, Corbesassi, Brallo e anche Dezza, in provincia di Piacenza.

Il molino è rimasto in funzione fino al 1960 quando il primo molino a cilindri è stato costruito a Brallo di Pregola. Da qui il sentiero prosegue in salita nel bosco di faggi fino al “bosco dei giganti”, un bosco di castagni secolari che precede l’arrivo alla frazione di Bralello. Si percorre infine un tratto asfaltato fino al cartello che segnala l’arrivo al Passo del Brallo, poco distante dal sentiero numero 101 che conduce verso il Monte Lesima.

Il sentiero dei Briganti è indicato al bivio con la frazione Fego da un cartello e proseguendo nel percorso bisogna seguire i segni bianco e rosso.

Si può ritornare percorrendo a ritroso lo stesso sentiero e , arrivati nell’abitato di Fego, si può visitare la caratteristica chiesetta e il “fontanone”, una volta utilizzato come lavatoio dalle donne del paese, dove ci si può dissetare con la freschissima acqua.

di Gabriella Draghi