Oltrepò Pavese – È “andata come doveva andare” Massimo Caputi si è aggiudicato per 1 milione 575mila euro le Terme di Salice

898

Nessun colpo di scena, è “andata come doveva andare”, Massimo Caputi, presidente di Fedeterme si è aggiudicato – in data odierna –  per 1 milione 575mila euro quel che rimane delle Terme di Salice. Era ampiamente prevedibile che Massimo Caputi, dopo essersi aggiudicato l’asta, il mese scorso, del Nuovo Hotel Terme per un importo di 932mila euro, volesse acquistare anche le Terme.  Si era partiti nel 2019 da 4.975.000,00 euro e dopo 4 aste andate deserte, come da noi preannunciato, in base alle informazioni in nostro possesso, dopo l’acquisizione del Nuovo Hotel Terme, Massimo Caputi ed il gruppo da lui guidato ha partecipato, unico partecipante, all’asta per aggiudicarsi il complesso termale  avente ad oggetto sia l’attività di valorizzazione e sfruttamento delle acque termali e dei  fanghi a scopo curativo e servizi connessi, sia attività ricreative di bar e discoteca, attualmente in affitto a terzi. Il Complesso Aziendale posto in vendita include le concessioni minerarie necessarie per l’estrazione delle acque, nonché tutti i beni mobili, autorizzazioni, licenze, marchi e un rilevante patrimonio immobiliare, che comprende lo Stabilimento termale, il Caffè Bagni, il Grand Hotel Terme, il secolare Parco di Salice, la discoteca Club House, la piscina Lido, il dancing “La Buca”, il Boccio, il Naki Beach,  cascina Galbicella e la Chiesa di S. Maria Nascente.

Un’ acquisizione valutata in ogni minimo dettaglio, ci hanno confermato professionisti romani informati dei fatti in “orbita”  Federterme da noi contattati nelle settimane scorse,  soprattutto perché ad oggi esistono una serie di vincoli che “pesano” sulle Terme di Salice e inevitabilmente dunque sulla nuova proprietà: i contratti in essere con i gestori delle varie attività ubicate all’interno del Parco che scadranno solamente tra alcuni anni, gli affitti che alcune di queste attività versano al Comune di Godiasco e non alla proprietà Terme di Salice e infine il vincolo a favore del comune di Godiasco Salice Terme della servitù perpetua di uso pubblico del Parco.  Vincoli “pesanti” che hanno comportato una riflessione e che si vanno a sommare alla necessità, se il nuovo proprietario lo riterrà conveniente, di dover ristrutturare per poter mettere in funzione non solo le Terme, ma anche il Nuovo Hotel Terme ed il Grand Hotel Terme. Un impegno economico importante che farebbe “tremare i polsi” alla stragrande maggioranze delle aziende ma che non impensierisce, purchè i conti poi tornino,  Feidos ed al suo partner York Capital, ai quali certamente le risorse ben superiori non mancano.

Una soluzione a tutte queste problematiche è già stata ampiamente valutata dagli uffici legali di Caputi e c’è la convinzione che sia ben chiara la strategia che la nuova proprietà metterà in atto per far in modo che le Terme di Salice ritornino in possesso – come era fino a pochi anni fa del resto –  del Parco e di tutte le attività all’interno dello stesso per poi decidere come, quando e a chi darle in gestione o in affitto e soprattutto deciderne – essendone i proprietari – il valore commerciale.

Negli ambienti termali romani, abitualmente ben informati, ricordiamo a tal proposito che Federterme ha il suo quartier generale proprio a Roma, si dice – e questo già nelle scorse settimane – che alla base dell’operazione Terme di Salice ci sia già un indirizzo strategico che il gruppo guidato da Caputi, potrà se lo riterrà opportuno dare alle Terme, al Nuovo Hotel Terme, al Grand Hotel Terme ed a tutte le attività all’interno del Parco. Starebbe valutando un investimento di media portata sul Nuovo Hotel Terme per trasformarlo in un hotel a tre/quattro stelle, indirizzato ad una clientela di età sufficientemente avanzata, della media borghesia e che possa soggiornare, in ambiente termale, nella struttura anche per lunghi periodi. Per quanto riguarda il Grand Hotel Terme sembrerebbe anche in questo caso esserci una possibile svolta con una ristrutturazione, con una clientela di riferimento con un alto potere d’acquisto e di fascia di età medio-alta, offrendo una serie di servizi termali e di hotellerie a quattro/cinque stelle. Il Grand Hotel Terme potrebbe anche –  almeno in parte –  essere dedicato anche ad una clientela più giovane che anche per brevi periodi vorrà trascorrere in un ambiente termale, più indirizzato al benessere, qualche giorno di relax.

Un gruppo di investitori come quello guidato da Caputi avrà certamente un piano industriale sufficientemente chiaro e definito relativo alle Terme di Salice ed alle sue strutture e proprietà, a questo proposito val la pena ricordare che Caputi ha acquisito anche le Terme di Saturnia e le Terme di Chianciano, anche se in entrambi i casi di nuovi investimenti o cambiamenti strategici, forse anche a causa della pandemia Covid, per ora non se ne sono visti. A Salice oltre ai problemi legati alla pandemia, ci sono sul tavolo anche altri problemi: risolvere la questione dei contratti in essere con i vari gestori delle attività poste nel Parco, la questione degli affitti versati al Comune e la servitù perpetua di uso pubblico del Parco. Tutti problemi da noi ben evidenziati negli ultimi anni e nei mesi scorsi e che puntualmente e logicamente ora si presentano … e sono da risolvere.  

Come auspicabile e logico aspettarsi non ci sarà nessun “muro contro muro”, tutti, cittadini e commercianti salicesi confidano che venga trovata una soluzione che possa significare il rilancio delle Terme di Salice, un rilancio che potrebbe influire sul futuro indirizzo turistico della località. Se le Terme così come si dice negli ambienti romani, dovessero prestare più attenzione ad una clientela di età medio alta, vorrebbe significare che anche la movida che ha caratterizzato Salice in questi anni, potrebbe scemare lasciando posto a nuove attività particolarmente attente ad una clientela meno giovane, anche se Salice Terme è per ora la prova che giovani e non giovani possono coesistere entrambi con le loro esigenze: ricordiamo infatti che a Salice oltre ai tanti locali modaioli e meta dei giovani e di chi ha voglia di divertirsi, esistono anche tre importanti strutture sanitarie, Villa Esperia, il Don Gnocchi ed il Sorbo Rosso e strutture che ospitano anziani e diverse Case Famiglia.

Ma chi è Massimo Caputi, il nuovo proprietario delle Terme di Salice? Massimo Caputi nato a Chieti nel 1952,  si è laureato in Ingegneria Civile, è considerato uno dei punti di riferimento del settore termale, tant’è che nel dicembre 2019 è stato nominato Presidente di  Federterme, associazione  fondata nel 1919 ed unica organizzazione italiana rappresentativa delle Aziende termali del nostro Paese, che vi aderiscono per la quasi totalità. Caputi inoltre è  presidente e socio di riferimento di Feidos, la società di investimento che con un’operazione da 40 milioni ha acquisito, insieme a York Capital, le Terme di Saturnia Spa & Golf Resort, nel settembre del 2017, inoltre nel febbraio scorso ha acquisito  il 47% di Terme di Chianciano Spa, avvenuta per una cifra simbolica considerato che il patrimonio netto di Terme di Chianciano è negativo e prelude a un piano di ristrutturazione del debito: 5,5 milioni nei confronti delle banche, di cui 4 milioni verso Mps confluiti nel pacchetto ceduto nei mesi scorsi a Amco, la società di recupero crediti deteriorati del ministero dell’Economia.  York Capital è un fondo speculativo statunitense fondato all’inizio degli anni ’90. Il fondo appartiene per il 30% a Credit Suisse, che ne ha rilevato le quote nel 2010 per 425 milioni di dollari, ed è in possesso di un capitale stimato di circa 20,5 miliardi di dollari. Il fondo è basato negli USA, a New York, ma possiede sedi anche a Londra e Hong Kong. L’attività italiana di York Capital non si esaurisce con l’interesse per il termalismo, dove si è assicurato le Terme di Saturnia e le Terme di Chianciano, ma ha acquisito immobili a Como, alcuni complessi a Genova e il progetto di riqualificazione immobiliare del complesso di Porta Vittoria a Milano. Inoltre, York Capital è stato in passato il maggiore singolo investitore di Monte dei Paschi, con una quota del 4,7% poi venduta nel novembre 2014. Il nome York Capital è stato associato anche al Palermo Calcio ed alla Sampdoria. Caputi Attualmente è vicepresidente di Assoimmobiliare, l’associazione dell’industria immobiliare italiana aderente a Confindustria. Un nome di grande prestigio nel settore del termalismo e non solo, il suo curriculum è degno di nota: da maggio 2013 ad ottobre 2015 è stato Vice Presidente Esecutivo con delega allo Sviluppo di Prelios (la ex Pirelli Real Estate) e ha contribuito al suo processo di risanamento. Nel corso del biennio in Prelios, Caputi, riesce a riportare la fiducia di Investitori, Partner e Clienti con progetti di finanza immobiliare come la partnership con Fortress per l’acquisizione della Unicredit Credit Management Bank (UCCMB) e il relativo portafoglio di crediti bancari in sofferenza. Dal 2000 al 2007 Caputi è Amministratore Delegato di FIMIT SGR, la Società di Gestione del Risparmio su iniziativa di Medio Credito Centrale (MCC). Nel 2008 Caputi ritorna in FIMIT SGR come Azionista e Amministratore Delegato sino al 2011, anno in cui gestisce la fusione per incorporazione di First Atlantic Real Estate, controllata dal Gruppo De Agostini, in FIMIT SGR e da cui nasce IDeA FIMIT SGR, la società leader nel mercato dei fondi immobiliari in Italia. In IDeA FIMIT Massimo Caputi ricopre il ruolo di Consigliere Delegato con delega allo Sviluppo per il mercato italiano sino ad aprile 2012 quando esercita il suo diritto di put cedendo la sua quota della società, rilevando pochi mesi dopo la partecipazione in Prelios. Dal 2002 al 2005 è stato Amministratore Delegato di Sviluppo Italia (oggi Invitalia), l’agenzia governativa nata per promuovere gli investimenti esteri in Italia. Dal 1998 al 2002 è stato Amministratore Delegato di Grandi Stazioni, la società che gestisce le principali stazioni italiane controllata dalle Ferrovie dello Stato Italiane, sviluppando anche la riqualificazione di Termini per il Giubileo 2000. ltre ai ruoli gestionali, Massimo Caputi, è stato membro del Consiglio di Amministrazione di primarie società ed istituzioni italiane quali: ACEA, Banca Monte dei Paschi di Siena, Monte Paschi Asset Management SGR, MPS Capital Services, Banca Antonveneta, Linificio e Canapificio Nazionale.  

Articolo precedenteOltrepò Pavese – Fondatore dell’associazione “Varzi Viva”, Di Tomaso era e rimane uno dei PR della Valle Staffora
Articolo successivoOltrepò Pavese – Medaglie per i volontari e benefattori di V.O.S. Voghera Oltrepo Solidale e raccolta cibo per famiglie bisognose