OLTREPÒ PAVESE – ELETTA GILDA FUGAZZA: LA PRIMA PRESIDENTE DONNA NELLA STORIA DEL CONSORZIO TUTELA VINI OLTREPÒ PAVESE. GATTI MESSO ALLA PORTA PER «INCONCLUDENZA», «LENTEZZA» E «INCAPACITÀ DI CONDIVIDERE»

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Da giugno 2018 al 28 maggio 2020: non è durata nemmeno 2 anni la presidenza del Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese di Luigi Gatti, il super manager, sfiduciato ieri sera dal consiglio di amministrazione dopo le tensioni con Terre d’Oltrepò e non solo. La settimana scorsa Gatti aveva dichiarato alla stampa: «Basta polemiche, siamo seri». E i consiglieri di amministrazione, al termine di una seduta svoltasi senza neppure la sua presenza causa precedenti impegni, si sono espressi a larga maggioranza a favore di una mozione di sfiducia posta in votazione come un apparente fuori programma. Nonostante le rosee dichiarazioni reiterate nell’ultimo anno, i proclami degli ultimi mesi e la vicinanza di Ersaf e Regione Lombardia che hanno accompagnato Gatti passo passo, garantendogli ampia copertura anche sulla scelta del direttore Carlo Veronese, l’ente consortile a maggioranza ha consegnato il foglio di via al presidente in carica. Nel momento più difficile della storia per il mondo del vino locale, colpito stavolta non dagli scandali ma dagli effetti del Covid-19 e dalla serrata dei pubblici esercizi, non ci si aspettavano altre turbolenze. I consiglieri si dovevano tra l’altro esprimere sulle richieste di FIVI, Federazione italiana viticoltori indipendenti, in vista della prossima vendemmia: in particolare sul no all’arricchimento e sull’invocata riduzione delle rese.

Invece è arrivato un vero colpo di scena, dopo che nei giorni scorsi l’ormai ex presidente aveva richiamato alla massima unità. Ironia della sorte, fatte rientrare alcune delle aziende fuoriuscite, è stato Gatti a essere messo alla porta per «inconcludenza», «lentezza» e «incapacità di condividere». I consiglieri ieri in riunione al Centro Riccagioia di Torrazza Coste, sede operativa del consorzio, erano chiamati ad approvare il bilancio ma c’è stato un fuori programma. Gatti aveva risposto alle parole di fuoco rivolte sui giornali al suo indirizzo da parte del presidente di Terre d’Oltrepò e La Versa, Andrea Giorgi, spiegando che visti i toni si augurava un ripensamento. Alla fine lui non ha rimesso il mandato, come gli era di fatto stato richiesto attraverso le pagine dei giornali, ma ci ha pensato il suo stesso consiglio d’amministrazione a fare la sua mossa che, evidentemente, era già stata pianificata da tempo. Infatti ieri sera, contestualmente all’approvazione della sfiducia a Gatti, i consiglieri hanno anche nominato un nuovo presidente individuato in Gilda Fugazza, titolare dell’azienda Mondonico di San Damiano al Colle, la prima presidente donna nella storia del Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese. Toccherà a lei guidare l’ente consortile verso il rinnovamento, con il nuovo statuto e tutti i problemi ancora sul tavolo dopo gli scandali e il deprezzamento di uve e vini, con terreni che in Oltrepò valgono una miseria nonostante il potenziale produttivo della zona e la sua storia vitivinicola. 

Chi è Gilda Fugazza? E’ la titolare di un’azienda storica di cui si è sempre parlato poco ma la cui storia testimonia un grande impegno. La Tenuta Mondonico si trova nella parte orientale dell’Oltrepò Pavese, nella stessa San Damiano al Colle in cui ha sede l’azienda dello storico vice presidente del Consorzio, Pier Paolo Vanzini. L’azienda vitivinicola Mondonico, già aderente al Distretto del Vino di Qualità, si trova a 200 metri d’altitudine e si estende per oltre 100 ettari in corpo unico, intorno alla cantina che domina la collina. I vigneti sono coltivati con le tradizionali varietà locali: Bonarda, Barbera, Pinot nero e Pinot grigio. Dopo l’acquisto dell’azienda nel 1946, la famiglia ha progressivamente acquistato terreni limitrofi e ampliato la cantina negli anni ‘60. A partire dagli anni ’90, sono stati reimpiantati tutti i vigneti con la selezione di nuovi cloni oltre che attraverso il passaggio a nuove tecniche produttive e si è proceduto con l’allestimento in cantina di nuovi fermentini e macchinari. Quella di Mondonico è la storia di viticoltori da cinque generazioni. 

Ora spetta a Gilda Fugazza imprimere quella svolta che, a detta del consiglio d’amministrazione in carica del Consorzio, Gatti non è stato capace d’imprimere al di là delle parole.

di Giuseppe De Bellis