Oltrepò Pavese – Fondatore dell’associazione “Varzi Viva”, Di Tomaso era e rimane uno dei PR della Valle Staffora

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Le sue fotografie raccontano l’Oltrepò, lui, Antonio Di Tomaso, fondatore ed ex presidente dell’associazione “Varzi viva”, oggi si gode la pensione e si dedica alla sua pagina facebook dove le sue fotografie di scorci di Oltrepò riscuotono un gran successo. Arrivato a Varzi nel 1963 all’età di 22 anni dalla Basilicata insieme ai genitori, si innamorò della Valle Staffora tanto da impegnarsi in ogni modo possibile per farla conoscere, questo suo impegno e costanza gli è valsa la Benemerenza Civica per il suo grande impegno nell’attività di valorizzazione del patrimonio culturale della Valle Staffora conferitagli nel 2009 dal Comune di Varzi.

Di Tomaso lei è arrivato in Lombardia in età praticamente adulta, è stato difficile iniziare qui una nuova vita? «No, perché mi sono subito innamorato di questi posti meravigliosi. La Valle Staffora è diventata praticamente la mia terra, tanto che ho cominciato subito a fotografare tutto ciò che c’era di bello cercando di diffondere il più possibile la ricchezza naturale di questa zona».

Come ha potuto utilizzare le sue bellissime fotografie? «Per promuovere la conoscenza dell’Oltrepò Pavese. Ero addetto all’ufficio tecnico del Comune di Santa Margherita di Staffora, avevo fotografato tutte le frazioni del territorio comunale ed  erano così belle che gli altri consiglieri decisero di stamparle ed esporle in sala consiliare creando una mostra che tuttora si può ammirare a Casanova Staffora».

Lei non è mai stato un fotografo di professione ma si può definire un talento naturale. Dotato di grande passione come tale non è mai passato inosservato. Quali altre opportunità ha avuto per condividere le sue opere? «Nel 1982 a Varzi, i frati della Pieve dei Cappuccini, volendo inaugurare un monumento in memoria di San Francesco, decisero per l’occasione di organizzare una mostra fotografica. Fui invitato ad esporre le mie opere insieme ad altri amici fotografi della zona e della Comunità Montana».

Quale fu il risultato? «Un enorme successo e così decidemmo di dare vita ad un circolo fotografico, Artecol (arte ecologia). Ogni anno organizzavamo  una mostra e un concorso fotografico e la manifestazione andò avanti per sette anni con buoni risultati».

In seguito fondò l’associazione culturale “Varzi Viva”, come ebbe l’idea? «L’idea nacque osservando il mercatino dell’antiquariato che si svolgeva a Varzi e tutto ciò che accadeva intorno. I tanti oggetti testimonianze del passato e la gente che li cercava, vuoi perché legati ad un ricordo affettivo, vuoi perché insoliti, carini e originali, diventarono soggetti di una ricerca sul patrimonio da ricuperare e salvaguardare. Ritengo tutto questo fondamentale per raccontare le tradizioni e la storia di un popolo che non devono essere mai dimenticate».

L’associazione fu accolta con interesse in paese? «Abbiamo avuto ottocento adesioni, una bella risposta di pubblico. Ci occupavamo di tutto, teatro, cinema, mostre di pittura, visite guidate, insomma tutto ciò che poteva essere interessante per il nostro territorio. Avevamo visitatori dall’Università di Pavia e abbiamo ricevuto anche i ragazzi dell’Erasmus. Alla fine si può dire che abbiamo svolto la funzione di pubbliche relazioni. Nel 1994 non c’era internet e noi avevamo tantissime informazioni utili da trasmettere al pubblico. Comunque siamo stati tra i primi ad avere un sito internet nella provincia di Pavia, addirittura in quattro lingue, suscitando lo stupore di Regione Lombardia».

Nel 2009 il Comune di Varzi le ha conferito l’attestato di Benemerenza Civica per il suo grande impegno nell’attività di valorizzazione del patrimonio culturale della Valle Staffora, nel 2011 il Comune di Val di Nizza le ha assegnato la Medaglia d Oro raffigurante lo stemma dei Malaspina, per la conoscenza divulgata del Castello di Oramala. Oggi che è in pensione non possiamo credere che dopo tanto lavoro possa stare senza pensare a qualcosa di bello da creare… di che cosa si occupa? «Mi occupo della mia pagina facebook e di fotografia, come sempre. Gli amici spesso mi chiedono consigli in merito ai loro impegni nelle varie associazioni e mi fa molto piacere. È un po’come essere dietro alle quinte senza espormi sul palcoscenico. È bene che vadano avanti i giovani magari supportati dai consigli da parte di chi ha maggiore esperienza. Certamente un fattore determinante è la costanza, che, talvolta viene a mancare. La gente si perde per strada dopo l’entusiasmo iniziale, occorre un dialogo e un rapporto basato sulla franchezza e scevro di campanilismo».

di Stefania Marchetti

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