OLTREPÒ PAVESE – LE FORZE DELL’ORDINE DOVREBBERO OFFENDERSI

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Come la pallina di neve che partendo dalla vetta si trasforma in valanga quando arriva a valle, così in Oltrepò – già da alcuni anni – ma con la pandemia ancora di più, il “Pissi Bau Bau”, il pettegolezzo o il gossip che dir si voglia, si è sempre di più trasformato in delazione. Sempre più spesso, sugli organi di stampa e sui canali social, si leggono accuse nei più svariati campi, fatte in maniera molto spesso anonima, ma in molti casi anche palese, di “onesti e bravi” cittadini che sollecitano le Forze dell’Ordine a multare le auto in sosta vietata – tanto per citare un esempio – e non perché diano fastidio o ingombrino un passaggio, ma per il solo fatto di essere in sosta vietata e pertanto “fuori legge”. Tanti insistono chiedendo pene esemplari per chi butta – magari perché soprappensiero – un pezzo di carta a terra, oppure denunciano con tanto di servizio fotografico allegato, chi appoggia in maniera più o meno educata e tante volte motivata (magari il cassonetto è pieno), il proprio sacco della spazzatura a lato di un cassonetto e non dentro, ma poco importa, importa che si sia individuato il “fuori legge”. Non si tratta di senso civico né di educazione, né di forte senso della legalità, perché l’Italia e l’Oltrepò che ne fa parte alla grande, almeno come usi e costumi, è un paese fondato sull’illegalità e nessuno può dichiararsi di essere o essere stato nel pieno rispetto delle leggi e su nessuna questione. Anche i più integerrimi – e molti di loro li conosco personalmente – che ora sono i paladini della legalità o meglio della delazione, prima in gioventù ma anche dopo, ne hanno combinate di cotte e di crude, un po’ come tutti. C’è chi ha avuto esperienze con sostanze stupefacenti, c’è chi ha avuto “appoggi” per ottenere agevolazioni lavorative, posti di lavoro per loro stessi o per parenti ed amici, c’è chi ha perso il posto fisso, magari anche in banca, perché palesemente fannullone… e ci fermiamo qui, alla parola fannullone. C’è poi chi nel mondo dell’agricoltura o del vino, che oggi si erge a paladino della legalità o meglio ancora della delazione, che come i loro padri, con il vino hanno fatto e fanno… di tutto, anche i più illeciti cocktails e altri ancora, non capaci di miscelare cocktails, vendevano uva sulla carta a chi i cocktails li sapeva fare. Tantissimi sono gli esempi. Addirittura in Oltrepò, sì proprio in Oltrepò, dove come già detto, ma ribadisco, nessuno è “vergine”, sono nate pagine social che invitano alla segnalazione di illeciti, addirittura è stato organizzato un concorso fotografico per chi fotografa le illegalità, patrocinato o ospitato da associazioni che hanno dei nomi bellissimi in difesa della sostenibilità ambientale. Un concorso con una pagina social dove vengono pubblicate le fotografie di chi, forse – a meno che gli amministratori di tale pagina non siano un Tribunale e loro stessi dei Giudici – ha commesso delle presunte illegalità o meglio delle piccole illegalità. Piccole? Perché le grosse illegalità commesse con i soldi pubblici, quelle no, non vanno fotografate. Un conto è prendersela con uno che butta una sigaretta a terra o fa un parcheggio in sosta vietata, altro conto è prendersela pubblicandone la foto, con chi, utilizzando denaro pubblico commette grandi illegalità. Penso che questa corsa alla denuncia, questa voglia di delazione nei confronti di chi entra in un bar a prendere un caffè e rimane con la mascherina abbassata più del dovuto – tanto per citare un altro esempio figlio dei tempi contemporanei – non c’entri nulla con il desiderio legittimo e diffuso di bloccare la pandemia in corso, è invece un problema psicologico di delazione e di interpretare la denuncia come rivalsa, rivincita e vendetta per le infinite e spesso evidenti frustrazioni a cui questi “cittadini modello” molto probabilmente sono sottoposti da tutta la vita. Purtroppo la voglia di pervasiva intolleranza e di delazione avviene anche ad opera delle Istituzioni pubbliche, anche dei Comuni. Ci sono Comuni che pubblicano sulle loro pagine istituzionali e di servizio pubblico, fotografie di autovetture ben riconoscibili – trattandosi a volte di piccoli Comuni, anche se la targa è stata oscurata sappiamo più o meno tutti che macchina ha il nostro vicino di casa, e mettono alla gogna come se la sentenza fosse già stata pronunciata un cittadino, che certamente o probabilmente ha sbagliato nel mettere il proprio sacchetto della spazzatura dentro al bidone sbagliato o fuori dal bidone… Comuni che mettono alla gogna un cittadino… Niente …..fa già piangere così la cosa. Molti amministratori pubblici, anche se non tutti fortunatamente, invitano e credo per voglia di visibilità, a denunciare comportamenti illeciti anche dei vicini di casa con la “foglia di fico” del fatto che non si comportano in genere da “buoni cittadini”. Nulla di nuovo, la storia insegna che i Nazisti avevano la Gestapo che sfruttava i delatori, la Repubblica Democratica Tedesca aveva la Stasi dove 1 cittadino su 10 era un collaboratore e delatore e la Russia aveva il KGB che funzionava allo stesso modo. Ma quelli erano regimi totalitari. Oggi con gli stessi sistemi i politici nostrani pretendono di dare lezioni di democrazia, anzi fanno di più: con innumerevoli norme a tutela di corporazioni, associazioni e chi ne ha più ne metta, consentono la proliferazione di denunce più o meno pubbliche o anonime. L’intolleranza e la delazione viene così legalizzata, la delazione è oramai così radicata in nome dell’ordine e della legalità che se ne frega di sbattere cittadini in prima pagina o sulle pagine social dedicate, anche se poi chi è sbattuto ed insultato risulta innocente o ha giustificazioni ritenute valide da chi deve giudicare per quanto fatto. Trovo questo comportamento soprattutto offensivo nei confronti delle Forze dell’Ordine e delle loro capacità investigative, perché la continua delazione vuole sopperire, evidentemente, alla capacità di prevenzione e di azione che è nei compiti e nelle professionalità proprie delle Forze dell’Ordine. L’assioma è semplice: denunciamo noi chiedendo pene esemplari. Sulle pene esemplari vale la pena di aprire una parentesi: cosa s’intende per pena esemplare? Le pene sono stabilite nella legge e solo chi non crede nelle leggi vigenti chiede pene esemplari. Tornando alla Forze dell’Ordine, io se fossi in loro mi sentirei offeso: i delatori denunciano, tirano fuori i problemi perché convinti che a parte loro, nessun altro sarà in grado di farlo, neppure le Forze dell’Ordine. Ribadisco: in Oltrepò questo sistema di delazione funziona solo però per i piccoli casi di illegalità: sosta vietata, un sacco della spazzatura fuori posto, una moto in un prato, una bicicletta attaccata ad un palo… Cose così… Perchè sulle grandi illegalità, sui grandi reati, nessuno dice nulla e perché? Perchè magari chi ha commesso il grande reato è il politico di turno che ti ha trovato il posto sicuro, sia per te, che per tua figlia e perché no anche per il fidanzato di tua figlia. Il ricorso alla sorveglianza tra cittadini sta creando un pericoloso precedente che porterà ad una deriva autoritaria come illustri filosofi hanno ben evidenziato nella storia ed anche attualmente. È veramente preoccupante che i politici oltrepadani non cerchino di bloccare questa reazione impulsiva, isterica e a tratti fanatica che sta colpendo una terra, l’Oltrepò, che comunque ha sempre avuto cittadini di buon senso. Sarebbe bello che gli amministratori pubblici bloccassero questa deriva a tratti paternalistica, a tratti fanatica che porterà alla cieca obbedienza e che scivolerà verso uno Stato autoritario. In Inghilterra questo fenomeno delatorio è scoppiato, come molti altri fenomeni, prima rispetto all’Italia ed anche là le forze politiche in un primo momento hanno appoggiato o tollerato questo atteggiamento. Dopo qualche anno però, per prime le Forze di Polizia inglesi sono intervenute per dire stop al fenomeno perché le denunce e soprattutto le delazioni così numerose e nella maggior parte dei casi infondate stavano inficiando il loro lavoro. E non diciamo che chi non posta le fotografie sui social della macchina in divieto di sosta può essere accusato di omertà, l’omertà è tutt’altra cosa, è una regola della malavita organizzata che obbliga al silenzio sull’autore di un delitto o sulle circostanze di esso. Omertà è soprattutto solidarietà interessata tra i membri di uno stesso gruppo e ceto sociale che coprono le colpe altrui per salvaguardare i propri interessi onde evitare di essere coinvolti in indagini spiacevoli o pericolose. Nessuno è perfetto e nessuno può vantarsi di non aver mai infranto la legge, magari qualcuno può vantarsi di non essere mai stato beccato, ma almeno tutti, almeno una volta nella vita ci siamo fermati davanti al giornalaio con le 4 frecce e a motore acceso – tanto per citare un esempio di piccola illegalità. Ecco sarebbe opportuno – se si ha proprio voglia di legge che è cosa diversa dalla giustizia – che questi integerrimi cittadini non si comportassero da delatori e soprattutto se proprio si sentono integerrimi lo potrebbero fare nei confronti dei “membri” magari potenti ai quali si è chiesto un favore, di uno stesso gruppo e ceto sociale che coprono le colpe altrui per salvaguardare i propri interessi o evitare di essere coinvolte in indagini spiacevoli o pericolose, ecco lo facciano in questi casi… se proprio vogliono . Spero solo che in Oltrepò quegli amministratori che tollerano certi comportamenti, li stronchino pubblicamente, così come dovrebbero fare le Forze dell’Ordine, tutte. Questa continua delazione prima o poi porterà all’esasperazione e l’esasperazione porterà a sua volta a gesti inconsulti da parte di chi subisce la delazione. Perché poi ognuno, magari esasperato, si comporterà in base alla propria convinzione di giustizia, infischiandosene delle leggi. È successo dappertutto e la storia insegna, dove ci sono stati sistemi fondati sulla delazione.

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