OLTREPÒ PAVESE – «LO SCENARIO POST-COVID RAPPRESENTA UN’IMPORTANTE OPPORTUNITÀ PER IL TURISMO RURALE»

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Negli scorsi mesi abbiamo parlato su questo giornale del Gal Oltrepò e della pioggia di contributi che si preparava ad invadere il nostro territorio. L’accoglienza dei soggetti potenzialmente interessati, finora, non è stata delle più calde; il piano infatti è stato redatto ormai qualche anno fa, e forse le esigenze del territorio, nel frattempo, sono cambiate. Anche per questo l’organizzazione ha lavorato e sta lavorando per modificare alcuni “parametri” e far sì che la sua offerta possa meglio incontrare la domanda, ossia le esigenze territoriali. Nel frattempo è arrivato il Covid-19 a rompere ulteriormente le uova nel paniere. Insomma: questa pioggia di soldi, così come era stata definita, finora è rimasta un po’ fra le nuvole. Ma c’è ancora tempo per recuperare. GAL Srl è stato creato il 29 settembre 2016. Dal novembre 2019 il nuovo presidente del GAL Srl è Bruno Tagliani, già sindaco di Brallo e past president della Comunità Montana, ente che ha indicato il suo nome. A completare il direttivo ci sono Silvia Stringa (nominativo indicato dalla Camera di commercio), Giuseppe Bedini (Provincia), Nicola Adavastro (presidente del GAL Srl dopo la costituzione e fin a novembre, indicato da Ubi banca), Roberto Giannini (Comuni Oltrepo orientale), Andrea Deglialberti (Comuni Oltrepo occidentale), Gianluca Marchesi (Coldiretti), Gianluca Bisio (Unione artigiani varzesi), Maria Teresa Barbieri (Confagricoltura), Davide Lanati (Cia) e Roberto Moroni (Auser). A loro il compito di completare l’attuazione del Piano.

Ecco qui di seguito le risposte che Tagliani ci ha fornito in relazione allo stato di avanzamento del Piano e, più in generale, agli obiettivi perseguiti e da perseguire ai fini del rilancio territoriale.

Partiamo dall’attualità. In questo momento si stanno ricevendo le domande di adesione al bando operazione 7.4.01, “Incentivi per lo sviluppo di servizi in favore della popolazione rurale”. La scadenza, inizialmente prevista per il 28 maggio, è stata posticipata al 28 luglio a causa dell’emergenza Covid-19. Quali sono gli obiettivi di questa misura e che tipi di interventi verranno finanziati?

«Questa operazione contribuisce ad un nuovo welfare agricolo che, oltre al tradizionale reinserimento di soggetti svantaggiati deve prevedere prestazioni per la quotidianità del cittadino: sono ammissibili investimenti finalizzati all’offerta di servizi in ambito sanitario, socio-assistenziale, culturale ed ambientale, volti ad assicurare un’adeguata qualità della vita alle popolazioni rurali, avviare e/o potenziare servizi di utilità sociale, sviluppare attività didattiche e culturali dirette alla divulgazione ed al passaggio generazionale del patrimonio storico e civile delle popolazioni rurali; implementare i servizi offerti al fine di trattenere sul territorio soprattutto i giovani ed incrementare nuove opportunità di occupazione. Considerando le difficoltà derivanti dall’emergenza sanitaria Covid 19 e le esigenze del territorio, in relazione ai cambiamenti provocati dalla pandemia, il Consiglio di Amministrazione GAL ha deliberato la proroga dei termini del Bando, poiché ha ritenuto che possa rappresentare un importante sostegno per la realizzazione e lo sviluppo di progetti legati alla sfera socio assistenziale di supporto alle famiglie, alle categorie più fragili e più in generale, in ambito sanitario e didattico-formativo.»

Quali interventi possono essere finanziati?

«Gli interventi ammessi a finanziamento sinteticamente possono riguardare ad esempio la realizzazione e/o il recupero di strutture e fabbricati, l’acquisto di strumentazione, impianti ed attrezzature anche di tipo informatico e sanitario, la realizzazione di siti multimediali e l’acquisto di mezzi di trasporto per servizi mirati agli obiettivi del Bando.»

Il bando attualmente in corso è l’ultimo di una lunga serie. Vogliamo ricordare quali sono stati gli interventi principali finanziati recentemente agli enti locali del nostro territorio?

«Nella precedente tranche di bandi, chiusi il 15 novembre 2019, sono stati finanziati progetti presentati da enti pubblici, privati e da singole aziende agricole. I principali investimenti riguardano interventi di tipo sovracomunale volti alla valorizzazione del turismo escursionistico, didattico ed enogastronomico, attenti alla sostenibilità ed all’accessibilità, compresa la realizzazione di portali che daranno una visione completa ed integrata dei servizi, offerti ai residenti ed ai turisti. Abbiamo sostenuto attività di informazione e promozione dei prodotti di qualità al fine di accrescere la conoscenza dei prodotti del nostro Oltrepò, sia nel consumatore europeo che italiano con l’obiettivo di trovare nuovi sbocchi commerciali per il brand “Made in Oltrepò”: ci tengo a sottolineare che sono stati finanziati anche interventi tesi a migliorare la produttività e la competitività delle nostre Aziende Agricole quale importante risorsa del nostro territorio; sono stati promossi altresì progetti per il miglioramento della viabilità ed accessibilità delle strade agro-silvo-pastorali di uso collettivo.»

Nonostante a finire in primo piano siano spesso e volentieri gli interventi realizzati dai comuni, Gal Srl opera per favorire anche tutti quei soggetti che possono concorrere ai fini stabiliti nel Piano di Sviluppo Locale (P.S.L.).  Operatori economici, associazioni di categoria, culturali, organizzazioni di vario stampo. Le storie di tutti questi soggetti spesso sono strettamente intrecciate. I rapporti fra le persone-chiave di questi soggetti, invero, sono strettamente intrecciati. Quanto questa trama di contatti si rivela importante per lo sviluppo dell’Oltrepò, oppure in che misura lo può frenare?

«La domanda mi offre lo spunto per illustrare un’altra peculiarità del nostro piano riferita ai processi di cooperazione e alla creazione di reti stabili. Il nostro Oltrepò storicamente ha sempre manifestato grandi difficoltà nell’attuare meccanismi di cooperazione tra i vari soggetti economici, e tra questi e le istituzioni del territorio. La creazione di un partenariato particolarmente rappresentativo e l’animazione territoriale svolta costantemente dal Gal contribuiscono alla definizione di un’autentica coalizione territoriale utile ad attivare nuovi programmi integrati, all’interno dei quali istituzione e soggetti economici e sociali si sostengono reciprocamente. L’attivazione di una più ampia rete regionale con altri Gal ha recentemente consentito alla nostra struttura di ottenere ulteriori importanti riconoscimenti.»

Concentriamoci su una categoria ben definita: gli operatori economici privati. Quali vantaggi hanno tratto o potranno trarre questi dall’azione di GAL Srl?

«Il nostro Piano si articola all’interno di un più ampio scenario definito dal Piano di sviluppo rurale regionale, pertanto attenzioni particolari sono rivolte alle aziende agricole che operano sul territorio dove, considerata l’impossibilità di praticare l’agricoltura su vasta scala, si cerca di stimolare la diversificazione economica e lo sviluppo sostenibile. Il sistema economico dell’area Leader è costituito da una rete di imprese di piccole dimensioni che rivestono un ruolo centrale nel perseguimento degli obiettivi di piano dove la ruralità è intesa non solo come attività agricola in senso stretto ma anche come presidio, tutela, salvaguardia del territorio, valorizzazione della biodiversità, attenzione alle produzioni tipiche di nicchia. Attraverso i bandi di prossima pubblicazione si potranno finanziare progetti capaci di aumentare la competitività delle aziende favorendo l’ammodernamento tecnologico e l’acquisto di attrezzature innovative, la realizzazione di opere di miglioramento fondiario, ristrutturazione di fabbricati agricoli al servizio dell’azienda agricola, il recupero di strutture e fabbricati da adibire alla ricettività minore, l’acquisizione di nuove competenze attraverso percorsi di formazione specifici. Agli operatori economici del settore sociale sono riservati gli interventi previsti nella misura welfare di cui abbiamo detto, per le imprese e le associazioni che operano nel settore turistico sono previste iniziative finalizzate alla creazione di infrastrutture su piccola scala integrate con percorsi escursionistici, servizi di piccola ricettività, point informativi e piattaforme informatiche per mettere in rete gli operatori con le strutture e i relativi servizi.»

La somma dei benefici realizzati a favore degli enti locali e dei soggetti privati coinvolti dovrebbe coincidere con una certa dimensione di crescita per l’intero territorio. Cosa sarà cambiato nell’Oltrepò al termine di questa tranche di finanziamenti e di azioni conseguenti?

«In termini di risultati dall’attuazione del PSL ci attendiamo una serie di risultati concreti quali lo sviluppo e il consolidamento delle filiere produttive locali (vino, salame di Varzi, frutta, miele, vacca varzese) che chiedono di essere riqualificate e accompagnate nei percorsi di commercializzazione attraverso processi di aggregazione in grado di creare solide reti commerciali per la distribuzione dei prodotti della filiera corta.»

Cosa ha cambiato il coronavirus in questo?

«Lo scenario post-covid rappresenta una nuova importante opportunità di sviluppo del turismo rurale, elemento economico trainante di tutti gli altri comparti produttivi. È un’occasione da cogliere attraverso la qualificazione dell’offerta turistica integrata, l’innalzamento della qualificazione degli operatori, maggiori e più incisive iniziative di promozione turistica. Attraverso il riconoscimento della risorsa bosco è possibile generare nuove forme di economia e sviluppare una nuova filiera agroforestale capace di produrre valore in campo energetico, turistico, didattico. Una corretta gestione forestale può ridurre il rischio di dissesto idrogeologico e permette di conservare il valore ambientale dell’area.»

Le azioni del GAL Srl avvengono nel solco di una storia ormai ventennale: quella di “Leader”, “Liaison Entre Actions pour le Development de L’Economie Rurale” (che in italiano significa “Collegamento tra azioni di sviluppo dell’economia rurale”). In pratica, il programma comunitario di sostegno allo sviluppo nei territori rurali, fra i quali l’Oltrepò Pavese. Vuole raccontarci brevemente quali sono i capisaldi metodologici di “Leader”?

«L’iniziativa Leader si può considerare la più innovativa esperienza promossa dalla Commissione Europea nell’ambito dei programmi di coesione territoriale. Riservato ai territori cosi detti svantaggiati si caratterizza per la sua specificità di esaltare la programmazione dal basso; grazie a questa nuova filosofia si incoraggiano più persone oltre gli amministratori eletti a partecipare e ad assumersi responsabilità nei processi decisionali che portano alla definizione di un Piano di sviluppo locale. I soggetti attuatori di queste politiche sono i Gruppi di Azione Locale che rappresentano un valore aggiunto alla governance territoriale in quanto espressione del partenariato locale, una equilibrata rappresentanza degli interessi economici, sociali e culturali dell’area. La filosofia di Leader si può definire come lo sviluppo della democrazia locale capace di coinvolgere tutti gli attori portatori di interesse della nostra comunità.»

Lei ha ricoperto ruoli di primo piano nella politica locale, come sindaco di Brallo, come consigliere provinciale, come assessore e presidente della Comunità Montana, come Presidente del GAL Alto Oltrepò e poi di GAL Srl. Dal suo punto di vista, che possiamo certamente definire “in prima linea”, come pensa che “Leader” abbia impattato sui nostri territori?

«Come spesso avviene nel caso di innovazioni importanti l’inizio dell’attività del nostro Gal nel lontano 1997 è stata vista come un’incognita di scarsa credibilità. Nonostante questo scetticismo inziale il Gal ha saputo confermarsi per tutte le tornate di programmazione comunitarie che si sono succedute fino ad oggi, un importante risultato del quale l’intero territorio può compiacersi. Grazie alla caratteristica di strumento di collegamento con altri programmi, l’approccio Leader ha consentito di attivare iniziative importanti sul tema del miglioramento della qualità della vita dei nostri concittadini, sostenendo la competitività economica, sociale e ambientale dell’area, stimolando l’identità locale e il senso di appartenenza, spostando l’attenzione sul tema dei rapporti tra aree rurali marginali e aree urbane. Una serie di risultati importanti, considerando che per sua stessa natura il programma sostiene solamente iniziative immateriali.»

Mi permetta anche una domanda piccante. Nel 2010 la Corte dei Conti europea evidenziò una “questione conflitto di interessi” nei Gruppi di Azione Locale. Anche per questo motivo Il tema del “conflitto di interessi” in riferimento allo sviluppo rurale e a Leader è stato approfondito in varie occasioni, anche con alcuni stimoli della Rete Rurale Nazionale. Devo dire che i GAL, e anche quello dell’Oltrepò Pavese, hanno preso più a cuore questi temi: effettuando qualche passo avanti sul tema della trasparenza, per esempio. Ma la strada mi sembra ancora lunga; e, diciamolo, un’atavica, italica burocrazia non facilita le cose. Qual è la sua analisi su questi temi?

«Il tema del conflitto di interessi è disciplinato dal regolamento interno adottato dal CDA del Gal; all’interno del documento sono indicate le situazioni di potenziale conflitto di interesse di tutti i soggetti che operano all’interno del Gal ossia i soci, i membri del CDA, il personale dipendente, i consulenti esterni. Nel caso i soggetti sopracitati presentassero interesse diretto o indiretto in un determinato progetto non possono partecipare a nessuna delle decisioni in merito al progetto stesso. Il regolamento disciplina inoltre i criteri per l’acquisizione di forniture di beni e servizi che vengono effettuati nel rispetto delle procedure ad evidenza pubblica tipiche della Pubblica Amministrazione. La trasparenza dell’attività amministrativa è assicurata mediante la pubblicazione nel sito istituzionale della società delle informazioni relative ai procedimenti amministrativi secondo criteri di facile accessibilità, completezza e semplicità di consultazione, nel rispetto delle disposizioni in materia di segreto d’ufficio e di protezione dei dati personali.»

Cosa sono i gal : I GAL (gruppi di azione locale) sono i soggetti deputati ad attuare i PSL (Piani di sviluppo locale), secondo la metodologia “LEADER” (“Liaison Entre Actions pour le Development de L’Economie Rurale”, in italiano: “Collegamento tra azioni di sviluppo dell’economia rurale”). Questi piani riguardano diversi territori rurali. E per questa ragione esistono diversi Gal: uno per ogni territorio interessato. In Lombardia, per esempio, esistono dodici Gal, ognuno con un proprio piano. Ogni territorio possiede una popolazione compresa fra 40mila e 150mila abitanti. Il minimo comun denominatore fra i vari Gal è rappresentato dall’obiettivo di intervenire sui fattori che ritardano lo sviluppo delle aree, la limitata diffusione di nuove tecnologie, l’invecchiamento della popolazione, l’esodo rurale. Come? Incentivando nuove attività e fonti di occupazione, per esempio. E prevedendo che le azioni concrete da svolgersi all’uopo vengano siano caratterizzate un lavoro di squadra, fra le organizzazioni del settore pubblico, privato e della società civile. Chi finanzia i Piani di Sviluppo Locale preparati dai GAL? La Regione, attraverso i Fondi Strutturali Europei. Il PSL relativo al nostro territorio, realizzato nel 2016, è stato denominato “S.T.A.R. Oltrepò” e si concentra su tre ambiti: Sviluppo e innovazione delle filiere e dei sistemi produttivi locali, Turismo sostenibile, Accesso ai servizi pubblici essenziali. “S.T.A.R.” è l’acronimo di “Sviluppo, Territorio, Ambiente, Ruralità”. A presentarlo, come soggetto capofila di un partenariato di ampio respiro, è stata la Fondazione per lo Sviluppo dell’Oltrepò Pavese. Il decreto del Dirigente di Unità Organizzativa (DDUO) della Direzione Generale Agricoltura della Regione Lombardia del 29 luglio 2016 – n. 7509 ha pubblicato la graduatoria dei piani di sviluppo locale (PSL) ammissibili, non ammissibili e ammessi a finanziamento da parte di Regione Lombardia. Il piano del Gal Oltrepò risultava essere finanziato per oltre sei milioni di euro. Come indicato dal DDUO, il partenariato, essendo stato ammesso al finanziamento, ha dovuto costituire una nuova società con personalità giuridica (GAL Srl), dotato di uno statuto in grado di garantire il corretto funzionamento del partenariato. In questa società gli enti locali non possono detenere, complessivamente, una quota superiore al 49%. Inoltre, gli amministratori comunali in carica non possono ricoprire cariche sociali.

di Pier Luigi Feltri