OLTREPÒ PAVESE – MONSIGNOR MARCO DANIELE LASCIA CASTEGGIO PER VOGHERA

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Venerdì, 1 gennaio 2021, finalmente fuori da un incubo. Per chi crede all’astrologia la congiunzione Giove Saturno in acquario porterà un anno di rinascita, di speranze e di cambiamenti, per tutti i segni dicono gli esperti. Chi invece crede nei valori cristiani che ci hanno insegato i nonni, il primo giorno dell’anno va a Messa.
L’austera figura di Mons. Marco Daniele di bianco vestito, si staglia sull’altare del Sacro Cuore di Casteggio. Lo guardo e penso che il Sacerdote, tra pochi giorni, lascerà Casteggio per la prestigiosa sede di Voghera, la più grande Città della Diocesi di Tortona. Felice per il riconoscimento ad un grande Pastore d’anime, ma triste perchè non sarà più a Casteggio.
Marco Daniele nasce a Tortona il 13 maggio 1969, ma Lui è di Viguzzolo, da Renzo, purtroppo deceduto nel 2006 e da Carla fiera di essere contadina d’origine e fiera del “mio don” come definisce il figlio a chi chiede di Lui. Un fratello più grande e una sorellina più piccola. Viene ordinato Sacerdote il 18 settembre del 1993.
Che disse mamma alla notizia della Sua vocazione? «Entrambi i genitori contentissimi, mamma “se è la strada che il Signore ha scelto, vedi di percorrerla bene”. Non ho avuto resistenze ma incoraggiamenti».
Dal 1993 al 2002 viene ordinato Viceparroco di Novi Ligure. Dal 2002 al 2007 con don Paolo Padrini, viene assegnato alle Parrocchie di Redavalle, Santa Giuletta, Pinarolo Po e Barbianello. Dal 2002 al 2014 occupa il prestigioso seggio di Rettore del Seminario interdiocesano di Alessandria comprendente le diocesi di Asti, Acqui Terme, Casale, Tortona e Alessandria.
Nel 2014 torna in Oltrepò con un preciso mandato di S.E. Mons. Vescovo Martino Canessa: accorpare le tre parrocchie di Casteggio, S.Cuore, S.Pietro e Mairano a quella di Oliva Gessi. Nasce la Comunità pastorale di San Luigi Versiglia. Nel secolo scorso la Diocesi di Tortona ha avuto due Santi: San Luigi Orione fondatore della Piccola opera della Provvidenza e San Luigi Versiglia da Oliva Gessi, martire in Cina.
A Casteggio l’allora don Marco si rimbocca le maniche, incrementa le attività esistenti di catechismo e grest estivo e promuove nuove iniziative quali la Caritas Parrocchiale, un sereno confronto sul grande tema della povertà ed i mezzi per farvi fronte. Non solo in termini materiali con aiuti, ma in termini spirituali con la creazione di un centro d’ascolto e, seguendo i dettami dello Statuto della Caritas, cercando di educare la comunità alla carità.
L’aspetto più visibile è la fornitura ai poveri del pane quotidiano. Pane del giorno prima ma, come diceva il grande giornalista Enzo Biagi, il pane di ieri è buono anche domani, pensando appunto alla carità. “Il Compito della Caritas non può essere la soluzione di tutti i problemi, però deve aiutare la comunità a crescere nell’essere realtà che vive la carità”. Altro fiore all’occhiello della missione pastorale di Mons. Daniele a Casteggio è la nascita di una Scola Cantorum diretta dal Maestro Giuseppe Ascagni, Sindaco di Oliva Gessi, con quasi 100 componenti. Non è un coro da concerti, ma un grande coro legato alla liturgia.
A proposito di Oliva Gessi e del suo Sindaco, Lei un giorno ha definito gli olivesi una “macchina da guerra” me lo conferma? «Non solo lo confermo, ma lo ribadisco: in qualsiasi occasione, per ogni avvenimento la comunità del piccolo comune si attiva coesa e disponibile. Nulla e nessuno li ferma. Sicuramente la figura del Santo, cui viene conservata l’abitazione, funge da collante materiale e spirituale. Nei momenti di allegria, nelle feste o nei momenti tristi la comunità è unita e partecipe».
Monsignore di una sua predica mi è rimasta impressa una frase: “Come diceva S.Paolo noi siamo i collaboratori della vostra gioia”. Lei concluse affermando che tutti noi dobbiamo essere testimoni del Vangelo della gioia. Mi perdoni, anche nel 2020? «Certo, anche nel tragico anno appena concluso. Di qualsiasi accadimento umano siamo portati a sottolineare la negatività ma, a ben vedere, nostro Signore ci riserva anche delle grazie. Le faccio un esempio: il primo gennaio del 1944, in pieno periodo di guerra, i nostri nonni si saranno fatti gli auguri, avranno sperato in mesi più belli nonostante la guerra? La risposta è sicuramente sì; confidavano nella pace, nel riscatto, nella speranza di giorni sereni. Un tragico anno come quello concluso ci ha insegato cose desuete, la solidarietà, il rispetto, un senso di comunità nonostante manchino alcuni aspetti essenziali quali un abbraccio, una stretta di mano, una paca sulla schiena. Un anno triste ci ha dato le sagge parole di Papa Francesco e a Casteggio, nel nostro piccolo, 18 battesimi».
Durante la visita pastorale di Monsignor Vittorio Viola nel 2018, lei mi invitò nella sala dell’oratorio del Pistornile con il neo eletto sindaco dei ragazzi della scuola media di Casteggio, il piccolo grande uomo che risponde al nome di Amedeo Signorini. Ricorda lo stupore del Vescovo e le sue parole di sincera ammirazione per il pargolo? «Ricordo benissimo l’avvenimento perchè ha stupito anche  me. Non preannunciai la visita e, quando lei entrò e avvicinò il Vescovo con il giovane Sindaco tra due ali festanti di ragazzi, mi rivolsi a S.E. per presentare l’ex Segretario Comunale che aveva curato per la Media di Casteggio un corso di Educazione Civica al termine del quale era stato eletto il giovane Sindaco Amedeo.
Il Vescovo in queste situazioni ha comportamenti eccezionali di umanità e di ascolto e, nel caso ricordato, dopo aver fatto alcune domande sul significato della carica e sui programmi del neo Sindaco, ottenuto risposte complete ed esaurienti con un eloquio degno di persona adulta e preparata, rimase realmente colpito dall’esposizione e dalla sicurezza del ragazzo.
Non era un comportamento di facciata tant’è che, in vostra assenza, ebbe a dirmi “ma da dove salta fuori questo piccolo fenomeno”?».
Monsignor Daniele sinora abbiamo parlato di passato, il Suo presente si chiama Voghera, il suo futuro chissà, non poniamo limiti alla Divina Provvidenza. «Arrivo in una realtà che conosco, perchè conosco e ringrazio i Sacerdoti che mi hanno preceduto. Da loro è stato impostato un cammino che è il mio cammino. Certamente la città più grande della Diocesi non è poca cosa, la vita di una simile realtà è sicuramente diversa dalla realtà di un paese più piccolo, diventa una sfida.
In questi tempi diventa una sfida che sono lieto ti raccogliere unitamente alla comunità tutta che mi saprà supportare. S.Paolo arriva a Corinto grande città portuale dell’antichità. Si smarrisce e si rivolge a Nostro Signore che con parole pacate gli dice “non ti preoccupare, qui ho un grande popolo”. A Voghera anch’io ho un grande popolo col quale camminerò in armonia. Senza nulla togliere alle realtà di questi ultimi anni, il Duomo, entrare nel grande Duomo di Voghera, provoca un certo timore reverenziale. Le mura consegnano una storia che proverò a scrivere in punta di piedi e con spirito di servizio per la comunità».
Lascio il piccolo ufficio di Mons. Marco convinto di aver intervistato una persona speciale prima ancora del Sacerdote che sa e vuole essere. Mi parlava di “macchine da guerra” durante l’intervista. Ecco, la sensazione che Lui e S.E. Vittorio Viola, siano le vere macchine da guerra, spirituali, culturali e teologiche della nostra amata Diocesi. Lo dico a Monsignore che scoppia in una fragorosa risata.

di Giuliano Cereghini

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