Oltrepò Pavese – “Parole attorno alla Cantina di Canneto ne sono state fatte troppe e ora servono fatti”

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“Nel corso del Consiglio di Amministrazione tenutosi il 26 Agosto ultimo scorso sono stato nominato Presidente della Cantina di Canneto s.c.a. in sostituzione del dimissionario Gianni Rossi rivestendo già il ruolo di vice. Il CDA è stato – scrive in una nota stampa il presidente Giuseppe Papavero – oggetto di revisione in funzione delle dimissioni di altri due consiglieri e della necessità di ricomporre il numero di origine. Tale operazione porta ad implementare le forze con l’inserimento di alcuni soci che, oltre a parole e a proclami privi di concretezza stanno facendo di tutto per tenere accese le luci della Cantina. Negli ultimi giorni ho assistito a dichiarazioni, comunicate sia internamente che a mezzo stampa, del tutto difformi rispetto alla realtà dei fatti e che, sicuramente, non danno alcun apporto positivo ma servono esclusivamente a riempirsi la bocca del nulla creando ancora più tensioni tra i soci. I membri del nuovo CDA, a differenza di chi dimostra di avere un filo diretto con gli organi di stampa senza aver mai dato contributi concreti, stanno cercando di trovare soluzioni, ammesso che esistano, per mantenere in vita la Cantina dopo tutto ciò che ha subito negli anni senza cadere in facili e scontate accuse essendoci, per tali azioni, gli organi e gli enti competenti. Operare per il presente e per il futuro non significa cancellare il passato e, a tal proposito, nel rispetto della delibera assembleare del 21 Agosto 2021, saranno incaricati consulenti affinché venga fatta chiarezza in modo oggettivo e obbiettivo con ogni conseguente decisione in merito ad eventuali azioni di responsabilità da assumersi all’esito delle relazioni in sede di prossima assemblea dei soci. Ora dobbiamo lavorare tutti insieme senza lanciare messaggi pretestuosi e difformi dai veri accadimenti perché nessuno vuole porre la cantina nelle mani di privati ma solo continuare a valutare cooperazioni come già aperte e non perfezionatesi perché, in tali momenti, prive delle condizioni indispensabili. Tali contatti non sono falliti ma sono tuttora aperti e verranno riattivati nel caso vi siano gli estremi idonei a garantire e soddisfare entrambe le parti ma ora l’urgenza è data dalla vendemmia che potrà essere effettuata solo in conto lavorazione per soggetti terzi non essendoci, allo stato, la possibilità di operare in autonomi. Questa è la realtà e il sottoscritto, così come tutto il CDA, è a disposizione per confrontarsi con chiunque abbia soluzioni o semplici opportunità confidando nella concretezza delle stesse perché di parole attorno alla Cantina di Canneto ne sono state fatte troppe e ora servono solo ed esclusivamente fatti. Apprendo con piacere che CIA si preoccupi delle aziende piccole e medie perché troppe volte si dimentica che la Cantina è una cooperativa e, di conseguenza, è l’insieme di queste aziende e che salvare la Cantina o portarla su una strada che sia alternativa al fallimento o alla liquidazione coatta amministrativa significherà dare un aiuto vero ad un territorio che da troppo tempo si trova in palese difficoltà senza trovare la forza, e forse la volontà di uscirne. Noi ci siamo, ci abbiamo messo la faccia e parliamo con la nostra bocca e la nostra testa pertanto se associazioni, soci o enti hanno soluzioni concrete siamo a disposizione e, anzi, ci auguriamo che tali proposte vengano messe quanto prima sul tavolo della Cantina e non limitino a proclami o frasi fatte da dare in pasto alla stampa”

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