OLTREPÒ PAVESE – PONTE BECCA: «NON RENDERE MEZZANINO UN PAESE FANTASMA»

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Il sindaco di Mezzanino, Adriano Piras ribadisce il suo impegno e quello di tutta l’amministrazione per la costruzione del Ponte: «Esattamente come il Comitato “Ponte della Becca”, non guardiamo colori o tifoserie politiche, ma i fatti e le persone». La frecciatina del sindaco strizza l’occhio al Movimento 5 Stelle ed in particolar modo all’onorevole Romaniello, che durante l’assemblea cittadina svoltasi il 27 giugno scorso, che aveva all’ordine del giorno l’obiettivo di informare la cittadinanza sullo stato attuale relativo alla progettazione del nuovo ponte, è intervenuto a gamba tesa criticando l’operato del Comitato accusandolo di parzialità politica. «Queste persone, ovvero i parlamentari del nostro territorio, dovrebbero unirsi e lavorare in un’unica direzione. Assieme al Comitato stiamo cercando in tutti i modi di accelerare la costruzione del ponte e di certo la confusione politica non è quello che ci aspettiamo e ci meritiamo». Nel frattempo un’altra “grana” si aggiunge alla storia infinita del ponte: code e disagi viabilistici che stanno mettendo a dura prova chi da quel ponte ci deve passare per forza.

Sindaco, facciamo un passo indietro all’assemblea cittadina del 27 giugno. Il “battibecco” politico è noto a tutti. La sua versione?

«Nell’assemblea cittadina, svoltasi il 27 giugno 2020 a Mezzanino, lo scopo era quello di sentire l’opinione dei vari imprenditori, agricoltori e cittadini di Albaredo, Campospinoso, Mezzanino e Linarolo sull’eventuale posizionamento del nuovo ponte. Tra il pubblico erano presenti Valentina Barzotti (deputato della Repubblica Italiana), Christian Romaniello (deputato della Repubblica Italiana) e Simone Verni (Consigliere Regionale della Lombardia), tutti del Movimento 5 Stelle, che non erano stati invitati, né dal sindaco di Mezzanino, né dal comitato del Ponte della Becca. Dopo gli interventi coerenti di Simone Verni e Valentina Barzotti ha preso la parola Cristian Romaniello, che ha incominciato a parlare inappropriatamente di Regione Lombardia, della Lega e dei nostri parlamentari del territorio, richiamando una precedente manifestazione svolta sul ponte della Becca nel dicembre scorso, uscendo completamente da quello per cui era stata convocata l’assemblea cittadina».

Si è sentito offeso dalle dichiarazioni dell’Onorevole Romaniello?

«Come sindaco di Mezzanino, mi sono sentito offeso dal comportamento del parlamentare e sono intervenuto spiegandogli che non era un comizio politico, bensì un’assemblea informativa. Il deputato si è difeso facendo intendere che si era sentito attaccato da uno striscione posto sul ponte della Becca l’anno precedente, come forma di protesta per un taglio di fondi destinati ad esso. All’ennesimo attacco ho spiegato al presidente Fabrizio Cavaldonati che ero stato invitato a questa assemblea a scopo informativo per la popolazione e non per un comizio del Movimento 5 Stelle. A quel punto solo l’intervento di un collega ha fermato la mia uscita dalla sala, insieme a me anche altri cittadini presenti all’assemblea si sono alzati e se ne sono andati via in segno di protesta verso il comportamento del deputato Romaniello».

Cosa vi aspettate dalla politica?

«Vorremmo avere certezze, come una definita roadmap della progettazione e della costruzione del ponte dopo lo studio di fattibilità di Regione Lombardia».

Ci eravamo lasciati qualche mese fa con delle ipotesi di tracciato dove la differenza sostanziale stava nel passaggio a monte o a valle del ponte attuale. I cittadini cosa ne pensano?

«Esistono due rimostranze – e come sindaco capisco entrambe le esigenze – sia dei cittadini residenti alla Busca, che vedrebbero passare una tangenziale di fianco al proprio cortile, sia delle imprese presenti sulla ex S.S. 617, che avrebbero un flusso di gente minore rispetto a oggi, o quasi pari a zero. Per non rendere Mezzanino un paese fantasma però, anche se entrambi andrebbero a discapito di una o dell’altra situazione, noi saremmo favorevoli ai tracciati A o B, pur avendo questi un costo più elevato».

A tal proposito, cosa è emerso nell’assemblea, al di là della bagarre politica?

«Abbiamo circa un 40% delle persone attivamente coinvolta al nuovo progetto inerente la costruzione del ponte. Questo 40% è per la maggior parte interessato al progetto presentato per la fattibilità a valle di Mezzanino: la linea maggiore è fatta da commercianti, trasportatori e pendolari. La rimanenza, che favorisce il progetto a monte, invece punta sull’impatto acustico, ambientale e paesaggistico. L’importante è che in base alla scelta che verrà fatta dalla Regione Lombardia, che “sponsorizza” i lavori, ci sia un piano B che possa portare, indipendentemente, alla riqualificazione e rivalutazione della stessa zona di Mezzanino, per esempio si potrebbe sfruttare la “chiusura” della strada per organizzare eventi singolari».

Code, disagi… che fare?

«Viste le numerose lamentele sulle code che si creano sul lato Mezzanino e a Linarolo, vorrei aggiungere delle informazioni a riguardo. Come sindaco sono a stretto contatto con l’architetto Del Gaudio, capocantiere, che mi tiene aggiornato sull’evoluzione dei lavori e sui miglioramenti, tra cui: l’assunzione di 2 operai per monitorare il traffico nelle ore di punta, l’acquisto di semafori intelligenti per regolare il traffico nelle ore in cui non sono presenti gli operai e lavori notturni, per cercare di terminare tutti i lavori nel minor tempo creando meno disagi. Spesso le code non sono dovute ai lavori in corso, ma ad incidenti quasi giornalieri di veicoli in prossimità e sul ponte; confido nel buon senso delle persone, per evitare ulteriore coda oltre quella che già c’è. E soprattutto chiedo di rispettare il personale addetto al traffico».

Ora anche i ciclisti in transito sul ponte hanno scatenato le ire dei social… Possono transitare? Avete pensato di limitare il loro passaggio?

«Per quanto concerne il passaggio dei ciclisti, purtroppo non è legislazione “attiva” da parte di qualsiasi amministrazione comunale sul tutto il territorio. Possono sicuramente creare disagi, ma la limitazione alla loro circolazione non è di mia competenza. Certo che l’educazione di molti (ciclisti e automobilisti) potrebbe portare a ridurre le incomprensioni che comunque si trovano in quasi tutto il territorio nazionale».

di Silvia Colombini