OLTREPÒ PAVESE – QUESTO NUOVO SCANDALO DEL VINO, PIACCIA O NON PIACCIA, NON È E NON SARÀ L’ULTIMO IN OLTREPÒ

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È successo di nuovo e tanti di primo acchito hanno manifestato un’indignata sorpresa. Nei giorni successivi è iniziata a circolare, tra la gente, sui giornali e sui social la frase: “Sì… ma lo sapevano tutti!”. Una frase che esprime una situazione che ad onor del vero era palese, perché nei bar e tra le strade delle nostre colline tanti, pressoché tutti, lo dicevano già da prima, da anni, e lo ribadiscono ora. Se dice il vero la locuzione latina “Vox populi, vox Dei” (“Voce del popolo, voce di Dio”) forse anche a quello che dice la gente un po’ di credito bisogna darlo, a maggior ragione se sono viticoltori o addetti ai lavori.

Là dove si produce la prima risorsa economica dell’Oltrepò, il vino, da sempre si vocifera di queste piccole o grandi truffe o degli “arrangiamenti” che, lo sanno anche i sassi, da molto tempo e da molti vengono utilizzati come escamotage. Ecco, “da tanto e da molti”… perché senza troppi giri di parole, questo modus operandi non è cosa nuova.

Ora molti – non tutti perché comunque vale sempre il detto “tengo famiglia”- chiedono “pene esemplari”. Si tratta però di un’espressione abusata e con poco senso: ci sono delle leggi, (la giustizia è cosa diversa dalla Legge, ma questo è un altro discorso) ed in base a queste leggi i malcapitati arrestati ed indagati, se saranno ritenuti colpevoli, saranno condannati in base alle leggi, ma in modo equo e non “esemplare”!

Dico “malcapitati” perché alcuni di questi mi sono anche simpatici, anche se negli anni e mesi scorsi bollavano come sciocchezze quanto Il Periodico diceva, forse perché leggendo gli articoli si sentivano toccati (ed alla luce dei fatti magari anche giustamente). Non avendo poi tendenze forcaiolo-giustizialiste, aggiungo che questi “malcapitati” non sono i soli e se gli organi di giustizia faranno il loro dovere non saranno neppure gli ultimi a “malcapitare”.

Non devo difenderli io, ripeto che mi sono anche simpatici, ma mi chiedo se sono davvero i soli presunti colpevoli o se invece ad altri viticoltori, cantine, commercianti ed imbottigliatori è fino ad oggi andata bene.

Vi riporto per intero le parole che l’ex Ministro dell’Agricoltura e attuale parlamentare Gianmarco Centinaio ha rivolto all’assessore regionale all’agricoltura Fabio Rolfi in occasione della conferenza svoltasi a Riccagioia ultimamente, dopo l’ennesimo scandalo vino: «Non era scontato il fatto che un Assessore regionale spendesse così tanto tempo ed impegno e ci mettesse la faccia per un territorio che non ha dimostrato, ahimè negli anni, di voler cambiare le cose e non ha dimostrato di voler andare in quella direzione in cui alcuni imprenditori, e sottolineo alcuni, vogliono andare e perché sottolineo alcuni? Perché quando si parla di qualità non è tutto l’Oltrepò che vuole parlare di qualità, perché se così fosse non ci sarebbe in COOP oggi, una bottiglia di Bonarda in vendita ad 1,85 euro, perché avere una bottiglia di Bonarda ad 1,85 euro vuol dire, e voi lo sapete meglio di me che siete del settore ed io no, come mi diceva un noto imprenditore dell’Oltrepò pavese che io non capisco un cazzo di vino, vuol dire che d’ora in avanti le bottiglie di Bonarda in giro non verranno considerate prodotto qualità, che sarà difficile vendere il Bonarda di qualità, che sarà difficile se non praticamente impossibile visto e considerato come sta andando il mercato a livello internazionale e a livello italiano, scalare questa situazione il più velocemente possibile. E’ necessario che si cominci a parlare realmente di qualità e quindi si cominci a dare voce a quei pochi imprenditori e sottolineo la parola imprenditori dell’Oltrepò, che hanno voglia di parlare di qualità.

Parlare di qualità vuol dire cambiare i disciplinari, perché con i disciplinari che ci sono in questo momento, e lo sapete benissimo tutti, non si può parlare di qualità, vuol dire finalmente smetterla di avere a che fare con i “furfanti” perché non è mettendo la testa sotto la sabbia e non parlandone e facendo finta di niente che l’Oltrepò va avanti ed io sono contento che il Consorzio abbia chiesto i danni a chi di dovere, ma dovrebbe farlo tutto l’Oltrepò e dovrebbero farlo anche tutti i sindaci del territorio.

Qui hanno e stanno massacrando il territorio. Non è solo una questione di social, ma quando accendi la televisione e ti fanno vedere gli elicotteri della Polizia sopra il nostro territorio non ti fanno vedere una cosa bella, e quando io passo una settimana in Emilia Romagna e parlo con i viticoltori, i ristoratori, gli albergatori, e dico loro da dove arrivo… non c’è una risposta, ma c’è un sorrisino…. vista la situazione.

Non va a male la reputazione di Gianmarco Centinaio, ma va a male la reputazione dell’intero territorio, e va male la reputazione di un territorio che vuole investire sul turismo, sull’enoturismo e sulla valorizzazione perché chi sta vincendo questa sfida sono quei territori che hanno fatto del prodotto e del territorio un punto di forza, ma se noi non lo facciamo e andiamo avanti a mettere la testa sotto la sabbia, vorrà dire che aspetteremo altri 4 anni… Se non ricordo male risale a poco più di 4 anni fa l’altra vicenda… (riferimento allo scandalo di Terre d’Oltrepò ndr) e tra 4 anni avremo il prossimo… e speriamo non prima…

Allora cominciamo a tagliare con queste persone, cominciano a non fornire le uve a queste persone, perché si sa chi fa cosa in questo territorio, lo sanno tutti, lo sanno anche le vostre uve chi fa cosa in questo territorio… se siamo in grado di aiutare chi fa produzione di qualità, allora a quel punto, benissimo, chi fa produzione di qualità si porta dietro anche gli altri se no, in caso contrario, andiamo a fondo tutti e va a fondo tutta la Provincia, perché quando si parla di Oltrepò Pavese non si parla di Oltrepò Mantovano!

Voi avete una responsabilità cari signori, sulle vostre spalle oltre che dell’Oltrepò Pavese dell’intera provincia e se ci sono gli elicotteri sopra l’Oltrepò Pavese, ci sono su tutto il territorio della Provincia di Pavia. Chi fa il mascalzone deve pagare, per tutto il resto disponibile a valorizzare, promuovere ad aiutare, attraverso i contatti che abbiamo anche con esportatori ed importatori che arrivano da altri paesi».

Le parole dell’Ex Ministro sono forti e chiare, oggi qualcuno dirà che le ha sempre dette, ma onestamente io personalmente in questa forma e con questa chiarezza non le ho mai sentite… ma andiamo oltre, meglio tardi che mai… Ciò che dice Centinaio al di là di ogni colore politico è cosa giusta e di buonsenso, quando risponde a coloro che in modo stupefacente danno la colpa ai giornali, alle televisioni e ai social che parlano male del nostro Oltrepò. ribadendo che la colpa è dei fatti incresciosi che avvengono e non dei media che riportano il fatto o dei social dove il fatto viene commentato, l’ex Ministro dice una cosa ovvia: è ovvio che la colpa non è di chi riporta la notizia di reato ma di chi lo commette, come è ovvio che nascondere la polvere sotto il tappeto o mettere la testa nella sabbia non è una buona strategia.

Centinaio sostiene un’altra cosa ovvia: che le rese per ettaro devono essere abbassate perché altrimenti una parte del vino sarà sempre fatto solo di carta e qui… dovrebbe intervenire il Consorzio … vedremo se, come ed in che tempi interverrà.

Il nuovo direttore Carlo Veronese a me personalmente fa tenerezza: il suo è un compito arduo, è passato dall’essere direttore del Consorzio del Lugana DOC al Consorzio Tutela Vini dell’Oltrepò Pavese, che è un po’ come passare dalla guida di una Fiat 500 Abarth a quella di un camion rimorchio.

Ne sarà capace? Forse sì o forse no, solo il tempo darà la risposta, perché è certo che le due situazioni sono ben diverse. Dove lavorava prima il vino da promuovere era uno, il Consorzio formato da produttori con le idee chiare sempre uniti per perseguire un obiettivo comune e gli ettari di vigneto 2.500. In Oltrepò i produttori sono molti di più, gli ettari sono 13.500, le tipologie di vino un’enormità e gli interessi oltre ad essere di più sono anche diversi tra di loro. Insomma il suo compito non sarà una passeggiata, ma chi l’ha “messo lì” evidentemente lo ritiene persona adatta a svolgere tale compito. Per inciso, chi lo ha messo lì non sembra essere l’Assemblea del Consorzio dopo l’azzeramento della governance e le regole di voto riscritte, come in realtà sarebbe stato logico… ma al di là di chi ce lo abbia messo, speriamo ce la faccia. Non lo spero io ma lo spera l’intero Oltrepò.

Capiamo il “sangue amaro” che si sta facendo in questo giorni, non è mai bello essere criticati, neanche sui social, ma certamente dopo le sue prime “incazzosette” risposte sui social e le prime “incazzosette” prese di posizione verso giornali che, dando spazio a tutte le opinioni in una delle pagine hanno criticato il suo operato, ci auguriamo sappia in futuro accettare gli elogi ed anche le critiche. Magari consigliato anche da chi di professione fa l’addetta stampa e che, balzellon balzelloni, è balzata al Consorzio. Certo, sempre che l’addetta stampa in questione sia in grado di tenere con i media un rapporto costruttivo e di dialogare con tutte le testate, non solo con quelle che stendono tappeti rossi. Sì, perché ci sono anche quelle che esprimono critiche:  esistono anche quei media che per par condicio pubblicano le opinioni di tutti i colori, perché mettere i tappeti di tutti i colori vuol dire dare spazio a tutte le opinioni anche se tutte le opinioni sono opinabili. Ci sono stampa e ufficio stampa, anche se ultimamente in Oltrepò Pavese la differenza tra i due non è più chiarissima e così ben distinta…

Il buon Veronese ha un compito difficile, è evidente, ecco perché mi fa tenerezza. Nel mazzo di carte del vino dell’Oltrepò ci sono alcuni “jolly”, lui ne ha già estratti alcuni e qualcuno certamente sbagliato. Se è amante della musica risenta la strofa di una canzone di Baglioni: “Strada facendo vedrai… perché domani sia migliore, perché domani tu”.  A proposito di jolly sbagliati, che dire della sua affermazione sull’idea, poi più o meno spiegata, di non fare più promozione come Consorzio ai vini oltrepadani nel canale della grande distribuzione organizzata (spesso abbreviata GDO), che rappresenta circa l’80% del mercato in bottiglia del vino oltrepadano?

Che dire? nulla… poi sui social ha cercato di spiegarla… ecco: spiegarla. Ma Veronese, così come i “malcapitati”, a me è anche simpatico: il suo compito è arduo in Oltrepò e, ripeto, mi fa tenerezza anche quando pesca i jolly sbagliati. Ritornando alle parole di Centinaio quando dice “iniziamo a tagliare queste persone” riferendosi a chi mette in atto azioni illecite nel mondo del vino oltrepadano, mi sento di dire che la sua è un’opinione ovvia e semplicistica: perché è l’occasione che fa l’uomo ladro e l’occasione la offrono in primis le regole e la prima regola nuova dovrebbe essere  abbassare e di molto le rese per ettaro, soprattutto dell’IGT. Due anni fa lo si fece, poi qualcuno volle fermare i nuovi disciplinari già approvati e ripensarci, forse più per avere mani libere ancora, ancora e ancora…

Ripensandoci senza decidere, ci si è caduti ancora. Fa più freddo del novembre 2014 e non finirà. Questo nuovo scandalo del vino, piaccia o non piaccia, non è e non sarà l’ultimo in Oltrepò.