Oltrepò Pavese – Rally 4 Regioni: quella prima edizione di mezzo secolo fa…

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In occasione del cinquantennale della nascita, con l’organizzazione di Milano Rally Show, i prossimi 2 e 3 luglio, con partenza e arrivo a Salice Terme, si disputerà il Rally Internazionale Rally 4 Regioni storico, il quale avrà in coda il rally nazionale per auto moderne e le vetture storiche della regolarità Sport. Una gara nata mezzo secolo fa della quale i più giovani si chiederanno: come era quel rally che è stato una delle pietre miliari della storia del rallysmo? In quegli anni, era bellissimo vedere correre automobili in tutto e per tutto simili alle macchine di tutti i giorni, uguali a quelle, che i più grandi di moltissimi di voi o i vostri genitori, usavano per andare al lavoro o in gita alla domenica, impegnate ad arrampicarsi su strade impervie, ad attraversare guadi come fossero mezzi anfibi, percorrere vere maratone impegnandosi in evoluzioni che sfidavano le leggi della fisica e che strappavano applausi ed urla di gioia agli appassionati assiepati lungo il percorso di gara. I primi anni settanta, erano gli anni in cui ci si inventava piloti e preparatori. Si rubavano ore al sonno per approntare un’automobile acquistata con grandi sacrifici che ci avrebbe accompagnato sui percorsi dei rally più importanti, perché in quegli anni esistevano solo gare di un certo rilievo.

Per quella prima edizione, Siropietro Quaroni, Benedetto Pelliccioni, Rinaldo Brambilla e i loro stretti collaboratori, misero sulla carta un rally di ben 1.656 chilometri (divisi in due tappe) ricavati tra i più impegnativi asfalti e sterrati dell’Appennino lombardo, emiliano, ligure e piemontese. La prima tappa di 873 chilometri, con partenza da Pavia alle ore 16.00 del 3 giugno e arrivo a Salice Terme alle ore 09.30 del 4 giugno, la seconda tappa invece, di 783 chilometri, con partenza da Rivanazzano Terme alle ore 18.00 del 4 giugno e arrivo a Salice Terme alle ore 09.30 del 5 giugno. Un percorso che solo guardarlo sulla cartina spaventava. Nonostante ciò, nonostante si trattasse di una gara nuova, tutta da scoprire, nonostante i numerosi detrattori, All’Aci Pavia giunsero 79 domande d’adesione. La tassa d’iscrizione fu stabilita in 15 mila lire (circa 7,5 euro attuali) a equipaggio, ma calcolando il potere d’acquisto dell’epoca è quantificabile in circa 280 euro odierni. La gara, nonostante fosse al debutto, fu contraddistinta dalla validità quale quinta prova del Campionato Italiano Rally coefficiente 1,5. Assente il solo Munari per una indisposizione, tutti i migliori piloti italiani in lotta per il titolo tricolore, si diedero appuntamento a Pavia tra cui: Barbasio-Sodano HF Squadra Corse – Lancia HF; Trombotto-Enrico Tre Gazzelle Fiat 124 S; Ballestrieri-Bernacchini HF Squadra Corse Lancia HF; Ceccato-Eisendle Bassano Corse Fiat 124 S; Paganelli-Russo Tre Gazzelle Fiat 124 S ecc. La gara, oltretutto, fu onorata dalla presenza dello specialista finlandese Timo Lampinen in coppia con Davenport sulla Lancia Fulvia HF ufficiale, reduci dalla prova mondiale dell’Acropoli. Alle ore 16,01 di quel lontano 3 giugno 1971 si alzò il sipario sul primo atto di una storia fantastica, affascinante e coinvolgente di cui ancora oggi si parla: il Rally 4 Regioni.

La prima vettura che ebbe l’onore di scendere dalla pedana di partenza all’abbassarsi della bandiera tricolore sventolata dal primo cittadino di Pavia, Angelo Biancardi, fu la Fulvia HF ufficiale di Barbasio-Sodano con il n° 1 sulle portiere, seguiti a intervalli di un minuto l’un l’altro dai rimanenti equipaggi. La direzione presa dai concorrenti fu quella della “Bassa Pavese” a due passi dal grande fiume, il Po, che scorre pochi chilometri fuori Pavia, poco dopo aver inghiottito le acque del Ticino nel punto esatto della loro confluenza con i pioppi sullo sfondo in un continuo mutare di scena della macchia boschiva. Poi, finalmente l’Oltrepò Pavese è quell’angolo di Lombardia che si trova tra il Piemonte, l’Emilia e la Liguria ricco di bellezze. La Prima prova speciale fu quella di Gomo in cui le tre Lancia ufficiali andarono forte con Lampinen-Davenport, Ballestrieri-Bernacchini e Barbasio-Sodano nell’ordine e con Trombotto-Enrico che inserirono la loro Fiat 124 S tra le vetture della squadra HF, quindi Paganelli-Russo, Marzatico-Marzatico con la Porsche. Dopo le prove di Cerreto e Oramala si giunse alla micidiale Santa Barbara in cui il tempo migliore venne realizzato da Ballestrieri con 10” su Lampinen, 50” su Trombotto, 51” su Barbasio, quindi: Ceccato, Smania, Bisulli, Verini e Vanni Tacchini. Ballestrieri-Bernacchini si aggiudicarono anche le successive tre prove speciali. La prima tappa si chiuse con Ballestrieri-Bernacchini leader seguiti dai compagni di squadra Barbasio-Sodano, mentre a 1 minuto e 4 secondi vi era la terza Fulvia HF, quella di Lampinen-Davenport.

Il Rally 4 Regioni, che a detta di tutti, risultò uno dei migliori rally italiani, a quel punto sembrava non avere più alcuna avventura da raccontare, se non l’inaspettato sorpasso al vertice, infatti, all’arrivo furono solo 15 i secondi che divisero il vincitore Lampinen dal secondo arrivato Ballestrieri, considerato il vincitore morale della manifestazione in quanto, ordini di scuderia poco chiari e furbizie del navigatore Davenport fecero il resto. Infatti, nella seconda parte di gara, Davenport comunicò di proposito tempi inesatti e più alti di quelli realmente fatti registrare al vice ds Lancia, Daniele Audetto, che li comunicò a Ballestrieri e Bernacchini. I due dopo la prima tappa portata a termine con ben 1’04” di vantaggio, corsero la seconda di riserva visto che il ds Cesare Fiorio chiese ai propri piloti di gestire il mezzo meccanico vista la difficoltà della gara. Non così fecero Lampinen-Davenport che si scatenarono e rosicchiarono tutto il distacco che avevano. All’ultimo C.O. Cesare Fiorio, resosi conto della realtà, chiese a Ballestrieri e Barbasio (terzo) se fosse stato il caso di fermare Lampinen in maniera tale da portare ai primi 2 posti chi stava lottando per il campionato italiano, ma in modo molto onesto i due piloti rifiutano in nome della lealtà sportiva. «Ormai è andata così” – commentò Ballestrieri – “vinca pure lui… almeno non saremo tacciati di antisportività!». Fu così che l’equipaggio “straniero” si impossessò di una vittoria che sportivamente sarebbe stata dell’equipaggio italiano. Tra i pavesi, a brillare fu l’amazzone del controsterzo, la vogherese Enrica Vistarini navigata sulla Citroen DS21 dal Elio Raimondi giunti al 12° posto assoluto.

di Piero Ventura

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