OLTREPÒ PAVESE – RALLY ANNULLATO, DOPPIA DELUSIONE PER “TIGO” SALVIOTTI

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L’attesissimo Rally di Sanremo, nelle settimane scorse, è stato annullato. In conseguenza della fortissima perturbazione abbattuta sul Ponente Ligure e sulla Costa Azzurra che ha messo a dura prova la popolazione e le infrastrutture, compreso lo stato delle strade che i rallysti avrebbero dovuto percorrere, le autorità hanno revocato dell’autorizzazione allo svolgimento della gara, il che ha portato alla cancellazione del 67° Rally di Sanremo, valido per la quinta prova del Campionato Italiano Rally e anche per le serie tricolore Asfalto, Due Ruote Motrici, Junior; per la Coppa Rally di Zona (Seconda Zona) e per la Suzuki Rally Cup. L’ufficialità è
arrivata sabato mattina. Venerdì era saltato lo shakedown per l’allerta meteo, ma nella notte i temporali che si sono abbattuti soprattutto nella provincia di Imperia – con centinaia di alberi caduti, strade interrotte e carreggiate franate – hanno portato gli organizzatori ad annullare l’evento. Oltre al dispiacere per la grave situazione venutasi a creare nel Ponente Ligure, c’è anche tanta amarezza nei piloti che già avevano effettuato la trasferta con i costi che ne conseguono e che già si trovavano in loco al momento
dell’annullamento della gara.
Un annullamento che ha ovviamente creato una comprensibile malumore nei concorrenti i quali, però, subito si sono resi conto
della gravità del momento, condividendo appieno il provvedimento e rendendosi solidali con la popolazione.
Parecchi i pavesi che sarebbero scesi in lizza tra cui Matteo e Claudia Musti, Giacomo Scattolon, Silvia Gallotti, Giambattista
Tambussi ed Emilio Partelli, Davide Nicelli e Andrea “Tigo” Salviotti affiancato da Susy Ghisoni. Per questi ultimi la delusione è stata doppia, perché il Rally di Sanremo, era per loro il debutto in una gara dal grande blasone e valida per il Campionato Italiano Rally. «Mi dispiace tanto, erano anni che volevo partecipare a questa gara – ha detto Salviotti – ma purtroppo sappiamo tutti cosa è successo e in quelle circostanze non si poteva correre..».
di Piero Ventura