OLTREPÒ PAVESE – “RIESLING ROAD” E “BONARDA ROAD” ALLA SCOPERTA DELL’OLTREPÒ ORIENTALE

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Un passato da meccanico per ciclisti professionisti, un presente e futuro che guarda di nuovo al mondo delle due ruote e nel mezzo un’attività imprenditoriale. Abbiamo chiesto a Mimmo Distasi di raccontarci la sua storia.

Mimmo, partiamo dal passato più recente. Di che cosa si è occupato ultimamente? «Ho aperto tanti anni fa un’area di servizio con rifornimento carburante a Broni. Ma con il passare del tempo la voglia di tornare al mondo delle due ruote si è fatta risentire… io correvo in bici e facevo il meccanico in quel settore fino a che non sono nati i miei figli, poi avevo dovuto lasciare perché ero spesso in giro. Quel mondo però mi è rimasto dentro».

Quindi cosa ha deciso di fare? «Tornare a fare quello che mi piace! è una scommessa in pratica. Quest’anno, quasi per gioco, ho deciso di far qualcosa per il mio Oltrepò, per far conoscere questo territorio e ho abbinato la mia passione per il ciclismo: l’arrivo delle e-bike, le biciclette elettriche mi è sembrato un giusto compromesso, perché si da la possibilità a tutti di salire e scendere per le nostre colline».

Quali sono stati i primi passi? «Ho acquistato 25 biciclette e ho aperto una nuova postazione per il noleggio. Il lockdown sicuramente ha scombinato tutti i piani e quindi ho aspettato giugno per ripartire con questa attività. Ho organizzato qualche tour per il nostro territorio a chi me lo chiedeva, qualche weekend di gruppo e pian pianino è arrivata parecchia gente. Nonostante non abbia ancora una adeguata struttura, perché ho ancora anche l’attività del distributore e gestire due lavori non è semplice, cerco di barcamenarmi al meglio».

Un primo riscontro? «Nonostante i tre mesi di fermo, direi buono, la soddisfazione più grossa è noleggiare le bici alle persone e vedere quanto apprezzano il territorio. Ho fatto molti noleggi anche a bronesi che magari non conoscono a pieno la nostra zona e così hanno visto le bellezze che ci sono qui intorno. Per me è un motivo d’orgoglio. E poi, oltre agli italiani, ci sono stati anche un bel po’ di stranieri e tutti hanno apprezzato».

Secondo lei in che condizioni riversa il nostro territorio? Si “vende” bene? «Non è valorizzato nel modo giusto e forse non siamo ancora strutturati per esserlo. Ci sono zone meno belle delle nostre che però hanno strutture ricettive più all’avanguardia: questa magari è una nostra pecca, insieme alla mentalità che forse qui è un po’ indietro. Dobbiamo migliorare, sapendo che ci vuole tempo per farlo».

Sta lavorando bene anche in questo mese di settembre? «Sì, nel weekend aspetto un gruppo di milanesi per il sabato, saranno in 23! E per la domenica ne avrò altri 14».

Il massimo che può fare sono quindi 25 persone? «In realtà anche qualcuna in più se c’è richiesta. Fortunatamente ho conosciuto una persona che fa il mio stesso lavoro a Costavescovato, nel tortonese e ci aiutiamo a vicenda. Vogliamo poter accontentare tutti».

Le richieste quindi sono sempre tante… «Sì, davvero. E sto lavorando bene anche con i b&b del territorio: ho deciso di intraprendere questa collaborazione e sta procedendo in modo positivo. Loro mi chiamano quando hanno qualche cliente che vuole noleggiare le e-bike e io gliele porto».

I suoi tour come si svolgono? «Un ritrovo in una struttura della zona, che può essere una cantina o un agriturismo: si parte e si crea un tour, scelto anche in base alle caratteristiche tecniche delle persone che vengono. Non tutti, infatti, hanno magari le abilità per percorrere strade sterrate e in quel caso si sceglie qualcosa di diverso. La valutazione prima della partenza è fondamentale. Si fa poi un giro panoramico per le nostre colline: si può percorrere, ad esempio, la ‘Riesling Road’, che va da Mornico a Pietra de Giorgi, oppure la ‘Bonarda Road’ che arriva fino a Rovescala. Dopo cerchiamo un’azienda di eccellenza del territorio, dove poter fare una sosta e una degustazione a seconda di dove ci troviamo. Ci inventiamo, insomma, qualcosa per far scoprire l’Oltrepò!».

Il nostro territorio, quindi, piace… «Mi creda: decisamente sì! Tutte le volte ho riscontri molto positivi. E credo molto in questo mio progetto per rilanciare e far scoprire le nostre zone. Io poi do anche assistenza continua durante i tour. Non si sa mai: ci può essere qualche rottura o qualche problema e voglio poter risolvere il prima possibile il disagio del cliente».

Ci sono incentivi per le e-bike? «Si dicono sempre tante parole, ma i fatti sono ben pochi. Per le attività private non c’è nulla, esce solamente qualche bando ogni tanto per i Comuni o per la Comunità Montana»

Adesso siamo ancora nella bella stagione… ma con il freddo come farà? «Ne approfitterò per vendere le bici che ho attualmente e fare un parco nuovo con e-bike ancora più innovative e all’avanguardia. E poi farò una piccola officina per riparazioni varie: lascerò il distributore per dedicarmi solo al mondo delle bici. è la mia scommessa, come dicevo prima: dopo 18 anni con l’attività del distributore, gli stimoli sono venuti a mancare e mi ci voleva qualcosa di nuovo: sono una persona che ha sempre bisogno di un po’ di adrenalina e questo nuovo progetto me la può dare. E poi voglio che questo territorio prenda davvero vita. Io sono nato qui, ho corso in bici per 40 anni qui e voglio che le potenzialità dell’Oltrepò vengano finalmente fuori».

di Elisa Ajelli