Oltrepò Pavese – Ritorno economico Sei Giorni di Enduro: Le opinioni di alcuni gestori di locali pubblici

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E alla fine la Six Days di Enduro, della quale tanto si è scritto e parlato negli ultimi mesi, si è regolarmente svolta sulle nostre colline. Sarebbe dunque questo il momento di trarre un bilancio della manifestazione. Non un bilancio sportivo, beninteso; anche se per dovere di cronaca dobbiamo riportare la vittoria azzurra e complimentarci con gli artefici del successo. Quel che dobbiamo chiederci – e che dovrebbero chiedersi le amministrazioni che hanno sostenuto il progetto – è: cosa resta sul territorio dopo che la manifestazione si è conclusa? Ha portato ricchezza? Visibilità? Se sì, solo entro gli stretti confini temporali della manifestazione, oppure anche sul medio/lungo periodo? Raccogliendo qualche chiacchiera fra i bar della Valle Staffora e sbirciando i profili social dei più noti “leoni da tastiera” si denota una notevole difformità di vedute. Perfino il numero certo importante dei partecipanti è oggetto di opinione. Abbiamo intervistato per capire quale fosse l’opinione generale e quali sono stati i punti di forza di questa manifestazione. Luca Bonazza, titolare del Covo28 Beestrò di Rivanazzano Terme, si dice soddisfatto dell’evento: «Ben vengano le manifestazioni, anche se in occasione della Sei Giorni abbiamo visto pochi visitatori, ci sono comunque stati diversi turisti stranieri che hanno pranzato o cenato presso di noi ma non in un numero tale da essere diverso rispetto ai soliti weekend, probabilmente il movimento maggiore si è visto in altri Comuni o sulle prove». Proseguiamo il nostro “giro” di consultazioni. Decisamente più “entusiasta” è il parere di Alessandro Zanirato della calzoleria Marcomini di Rivanazzano Terme, che oltre ad esercitare l’antica arte del calzolaio si è specializzato nel rivestimento di selle di moto: «Personalmente sono molto soddisfatto dell’evento che ha contribuito a far conoscere il nostro territorio, pensando a lungo termine e non solo al ritorno immediato credo che avremo benefici futuri a livello turistico ed economico». In effetti questa è la speranza di un po’ tutto il comparto; sarà interessante tornare ad approfondire questo tema fra qualche mese per verificare gli effetti a lungo termine. Spostandoci di qualche chilometro, a Salice Terme i commercianti si dicono soddisfatti, complice anche forse il fatto che Salice nel periodo estivo non “conta” problemi di affluenza. Per Fabio Dei, proprietario dello storico ristorante Guado, proprio per «l’offerta di locali e negozi variegata, per tutte le età e per tutte le tasche il nostro territorio è stato apprezzato anche se di certo con più strutture alberghiere a disposizione o con una maggiore capienza avremmo potuto ospitare più persone in maniera tale che i piloti e i loro team potessero restare a Salice per la notte invece di doversi spostare verso Milano». Liliana “Lilli” Malyavina titolare del Bar Lilli di via Marconi a Salice Terme ha risentito della posizione decentrata della sua attività, “lontana” dalla via principale e della movida del paese, con una riflessione in più: «Il mio bar come altre attività che non sono immediatamente visibili ad un visitatore avrebbe avuto un beneficio maggiore se ad esempio fossero stati proposti dei depliant illustrativi sul paese e su tutte le attività e i servizi offerti come avviene in molti paesi italiani ed esteri»Alberto Bricchetti, proprietario del ristorante pizzeria “Io e Vale” e de “La Quercia – Irish Pub” si dice soddisfatto sia dell’iniziativa che della gestione: «Abbiamo visto molti visitatori anche se principalmente di giorno perché la sera i team si spostavano in base a dove soggiornavano, dipende anche dal giorno: essendo affiatati arrivavano in gruppo. Comunque tutto molto positivo per il territorio»

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