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OLTREPÒ PAVESE – RIVANAZZANO TERME – «IL MONDIALE DI ENDURO? A RIVANAZZANO GRAZIE ANCHE A QUALCHE AMMINISTRATORE»

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«Rivanazzano Terme non sarebbe quella che è oggi se non fosse nata la Fiera d’aprile del 2003». Il consigliere comunale con delega alle manifestazioni Elisa Randi analizza il processo di rinascita della piccola cittadina termale, una delle più “vive” in Oltrepò, e spiega come l’amministrazione si sta preparando ad accogliere la Sei Giorni di Enduro 2020, il campionato mondiale per moto che alla fine di agosto avrà proprio a Rivanazzano il suo quartier generale.

Randi in che modo la vostra squadra si sta preparando ad accogliere questo evento ?

«Collaborando in ogni modo, come stiamo facendo ormai da due anni (da prima che fosse stata presa ogni decisione sull’assegnazione). Nel momento in cui stileremo il calendario degli eventi terremo conto di questa manifestazione per offrire opportunità di divertimento a chi arriverà nel nostro paese».

Il Comune ha avuto parte attiva nel portare qui la manifestazione?

«Diciamo che se è arrivato qui è anche grazie all’intuizione e ai suggerimenti partiti da qualche componente del nostro motoclub e grazie all’aiuto di qualche amministratore comunale».

Quali crede siano i benefici per Rivanazzano Terme nell’ospitare una gara così importante?   

«è una grossa opportunità, il nome del nostro paese è già arrivato ovunque. I benefici in termine di afflusso di persone saranno per tutto il territorio. Le manifestazioni motoristiche in genere portano vitalità e gente. In questo caso si tratta addirittura di un mondiale».

Voi il pieno di gente lo fate però anche con le “ordinarie” manifestazioni. Tutti contenti a Rivanazzano Terme oppure avete ricevuto critiche o consigli per migliorarle da parte di qualche cittadino o commerciante?

«Sono giornate di festa,  soprattutto se aiutate dal bel tempo, abbiamo visto quest’anno alla festa d’autunno in una splendida giornata di sole, che portano un importante indotto alle attività e questo è sotto gli occhi di tutti. l’obbiettivo è di animare la città e tenere vive le numerose botteghe e il commercio. Certo questo non toglie che si possa sempre far meglio per cui siamo sempre aperti all’ascolto di proposte e suggerimenti»,

Tra le tante manifestazioni qual è o quali sono quelle che certamente riproporrete anche negli anni futuri?

«Sicuramente riproporremo le manifestazioni storiche: fiera d’aprile, fiera d’autunno, infiorata, festa andalusa, festa del paese e la manifestazione che ineguagliabile lo è diventata al primo tentativo nel 2018: “La notte delle Streghe” nel borgo di Nazzano, ormai diventato uno dei principale eventi rivanazzanesi».

“Funzionano” maggiormente a livello di pubblico gli eventi organizzati al Parco Brugnatelli o quelli in centro paese?

«Ogni tipo di manifestazione richiama gente. Le serate danzanti estive trovano nel nostro parco un eccezionale ed unico punto di riferimento e in genere richiamano gente per più serate durante i weekend estivi. Nel caso delle fiere arriva in un giorno un alto numero di persone in paese con le positive conseguenze per il commercio. Tutti questi tipi di eventi sono utili ed importantissimi per il paese».

Qualcuno ha mosso critiche inerenti al fatto che ci sia un eccessivo utilizzo di plastica durante le manifestazioni. Cosa si sente di rispondere, ha qualche novità in merito?           

«Credo che l’utilizzo che si fa della plastica a Rivanazzano Terme durante le feste sia nella norma ed uguale a quello che accade nelle altre località. La gestione del parco Brugnatelli, quindi della ristorazione nel corso delle serate estive viene solitamente affidata alla proloco o ad altre associazioni. La cosa che chiediamo loro è il rispetto delle leggi e per chi organizza manifestazioni gli adempimenti legislativi sono tanti. Non abbiamo mai avuto problemi in tal senso. Possiamo certamente solo ringraziare l’impegno di tutti i volontari che prestano il loro tempo e la loro fatica».

Da qualche tempo avete coinvolto il borgo di Nazzano nella realizzazione dell’evento  “La notte delle Streghe”. Pensa che possa essere location ideale anche per altri eventi? 

«Quando due anni fa abbiamo pensato di portare nel borgo questo evento, non tutti pensavano ad un così grande successo. Il prossimo 20 giugno ci sarà  la terza edizione delle notte delle streghe. è stato sicuramente un brillante connubio tra  una location unica ed un’idea di manifestazione che si e’ rivelata vincente, manifestazione che personalmente ho voluto ed in cui ho creduto fin dal primo momento, un’alchimia speciale  che possiede il borgo di Nazzano. è nostra intenzione sicuramente inserire in questo splendido contesto altri eventi in futuro».

A livello di manifestazioni e di attrattività Rivanazzano Terme ha superato oggettivamente e di gran lunga Salice Terme. Come si è arrivati a suo giudizio a questo risultato?

«Rivanazzano Terme ha sempre avuto una storia diversa da Salice Terme, nè migliore nè peggiore, semplicemente diversa. Salice Terme (per altro comune di Rivanazzano per il 40%) mantiene una grande attrattività, legata principalmente al divertimento notturno. Lo stesso Parco di Salice, attualmente curato e mantenuto dal Comune di Godiasco, rimane un punto di riferimento per tutto il territorio. Attrattività  che è di tipo diverso da quella propriamente rivanazzanese, ma che con questa si può integrare. Per quanto riguarda il percorso che ha portato Rivanazzano a crescere, voglio ricordare che la storia moderna delle manifestazioni in paese nasce nel 2003, con la creazione dell’associazione “Occasioni di festa”. Rivanazzano Terme non sarebbe oggi quella che è se nel 2003 non fosse stata ideata la fiera d’aprile. Manifestazione che negli anni ha raggiunto vertici di un’importanza sovraterritoriale. Non bisogna poi dimenticare il rilancio del Paese durante l’amministrazione Ferrari e le molte iniziative intraprese in quegli anni mettendo a disposizione delle associazioni che, come la proloco, hanno dato tantissimo al paese, una serie di strutture che hanno favorito la crescita degli eventi. La messa a nuovo del parco Brugnatelli e dei giardini Mezzacane, arricchito dal  parco giochi, hanno creato allora le basi per i successi delle manifestazioni».

Rivanazzano è una città che “parla” anche andaluso grazie al gemellaggio con  il comune di Los Palacios Y Villafranca (Sevilla – Spagna), per il quale lei condivide la delega con il vice sindaco Romano Ferrari. Che iniziative avete messo in atto nel 2019 per sostenerlo?     

«Negli ultimi anni abbiamo puntato molto sugli eventi legati alla festa andalusa, principalmente sul cibo e sugli spettacoli equestri. Al parco in quelle serate si sono esibiti dei grandi cavalieri. Certo abbiamo la fortuna di avere come concittadino il grande Maestro Roberto Bruno. Lo spettacolo che ci ha donato insieme agli altri non si vede da molte parti, né tutti i giorni».

Una delle peculiarità del gemellaggio è certamente conoscere e far conoscere i propri prodotti. Le tipicità locali, come ad esempio i “malfatti”, hanno riscosso successo? C’è stato anche un seguito commerciale?

«Nel nostro caso la lontananza non facilita scambi commerciali, soprattutto di prodotti deperibili. Puntiamo di più su scambi culturali».

  di Silvia Colombini