OLTREPÒ PAVESE -“SBAGLIATA LA DATA NELLA LAPIDE A MONTÙ BECCARIA IN RICORDO DEL PROF. CARLO VERCESI” lettera al Direttore

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“Montù Beccaria ricorda un suo illustre personaggio, il prof. Carlo Vercesi, con due lapidi. Una recita: «In questa casa nacque Carlo Vercesi, [16 dicembre]1887-[gennaio] 1954, clinico insigne, rettore magnifico delle università di Sassari e Pavia, docente di ostetricia e ginecologia nelle cattedre universitarie di Sassari, Palermo, Pavia, Milano, maestro incomparabile, diede esempio sublime di dedizione al bene altrui, alla scienza, alla patria. L’Amministrazione comunale e discepoli del suo diletto paese natale posero».

Nell’altra è scritto: «In questo Teatro [Dardano] il 5 maggio 1956, presente Sua Ecc. Antonio Segni, eletto poi IV presidente della Repubblica, i professori Massazza e Ciferri commemoravano Carlo Vercesi, magnifico rettore, clinico ostetrico ginecologico, e Luigi Montemartini, senatore della Repubblica, botanico, fitopatologo, l’uno e l’altro orgoglio e vanto di Montù Beccaria».

Lo storico sassarese Salvatore Mura ha dedicato notevoli studi ad Antonio Segni, più volte ministro e Presidente del Consiglio e infine IV Presidente della Repubblica (maggio 1962-dicembre 1964). Nel volume “Antonio Segni-Diario 1956-1964” non c’è alcuna nota per tutto il 1962 (Segni, da soli 20 giorni Presidente della Repubblica, venne a Voghera per onorare le 63 vittime della gravissima sciagura ferroviaria in stazione del 31 maggio 1962).

Invece, in un appunto datato 5 maggio 1957, Segni registra un passaggio in Oltrepò: «Viaggio splendido per Piacenza lungo la costa della Corsica occidentale. A Montù [Beccaria] assisto allo scoprimento della lapide per Carlo Vercesi».  L’informazione diaristica di prima mano certifica che Segni non fu presente a Montù il 5 maggio 1956, come scritto nella lapide, ma un anno dopo.

Vercesi era legato alla moglie di Segni, Laura Carta Caprino, in quanto marito di una delle sorelle, Giovanna detta Vannina (Sassari 1901-1979). Da loro nacquero quattro figli.

In una pagina del volume “I grandi e i grossi” (1973), Italo Pietra racconta il rapimento nell’inverno 1944-’45 del prof. Vercesi da parte di un partigiano pavese in bicicletta che lo trasporta in montagna e lo consegna ai resistenti in Oltrepò. Pietra riferisce che Vercesi, ormai diventato amico dei partigiani, vantava la capacità del cognato avvocato “Tonino” di prevedere, mentre erano  in corso,  gli  sviluppi degli avvenimenti della seconda guerra mondiale (“L’aveva detto Tonino!”: questo il ritornello che era solito ripetere). Piccolo particolare: quel “Tonino” altri non era che il sassarese Antonio Segni, destinato a essere conosciuto a livello nazionale come politico di primo piano della DC e poi come IV Presidente della Repubblica.

Carlo Vercesi e Vannina Carta Caprino sono sepolti nel cimitero di Montù Beccaria.” Paolo Pulina, Santa Giuletta

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