OLTREPÒ PAVESE – SCUOLE: CIRCA 400 DOCENTI E COLLABORATORI HANNO FATTO RICHIESTA DI VISITA MEDICA

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L’inizio delle scuole, se da una parte è un dato certo che il 14 settembre la campanella suonerà per tutti gli istituti scolastici dell’Oltrepò, dall’altra di certo c’è ben poco. Quasi tutte le scuole dell’Oltrepò partiranno garantendo la didattica in presenza – fanno eccezione tre istituti di Voghera, il liceo Classico  ed il liceo Scientifico che garantiscono il 90% di studenti in presenza con un’alternanza delle classi 3 e 4 e dell’Istituto Gallini che ne garantisce l’85%  –   e questo è stato possibile grazie al lavoro dei dirigenti che hanno trovato nuovi spazi da poter adibire ad aule, ad esempio i laboratori, al fine di poter ripartire in totale sicurezza.

Rimane l’incognita di come saranno composte le classi e come si svolgeranno le lezioni oltre al problema trasporti e, l’ultimo emerso, del personale didattico. Sul personale didattico, ha suscitato scalpore la notizia che in tutta la provincia di Pavia circa 400 tra docenti e collaboratori scolastici – bidelli – abbiamo fatto richiesta di visita medica per accertare il loro stato di salute, se compatibile con la ripresa dell’attività scolastica e pertanto ad un maggior rischio di contagio. Si tratta di over 55,  che per età rientrano nella categoria delle “persone fragili” in caso di contagio.

Giusto? Sbagliato? Probabilmente di tutto un po’, ma sta di fatto che la legge prevede che il docente o il collaboratore scolastico, viste le proprie condizioni di salute e l’età, può contattare il proprio medico di base e richiedere una vista medica che attesterà la sua idoneità all’attività lavorativa, di contro potrebbe consentire al dipendente di lavorare, ma con ulteriori dispositivi anti Covid oppure può assegnarli un periodo di malattia.  Previsti ovviamente controlli da parte dell’Ats che accerterà la veridicità dello stato di salute e sanzioni per i “falsi” malati  evitando che “i furbetti” prendano il sopravvento. Rimane forte il rischio che i nostri ragazzi al rientro, non troveranno in cattedra il loro insegnante ma un supplente e con la mancanza di bidelli, tante altre attività connesse alla scuola potrebbero essere a rischio.

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