Oltrepò Pavese – Sei Giorni Enduro: 70mila euro per i sentieri della Comunità Montana

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Sport e turismo, un binomio spesso inscindibile sempre più forte in quasi tutto il mondo, che genera flussi economici, diretti e indiretti,  non solo durante lo svolgimento dell’evento stesso, ma potenzialmente 365 giorni l’anno. La Sei Giorni Internazionale di Enduro – ISDE 2021, svoltasi in Oltrepò Pavese ha creato aspettative turistico-economiche, “vivaci dibattiti” e prese di posizione molte decise tra chi era pro e chi era contro la manifestazione ed altre più “cerchiobottiste”. Per comprendere se la manifestazione ha rispettato le attese, almeno della politica o perlomeno di una parte di essa, ne abbiamo parlato con il presidente della Comunità Montana Oltrepò Pavese  nonché sindaco di Varzi, Giovanni Palli, che segue lo sport con passione e quando gli impegni professionali e politici lo permettono lo pratica.

Palli si è conclusa la tanto attesa e discussa Sei Giorni di Enduro. Un commento a caldo sulla manifestazione? «Il Mondiale di Enduro ISDE 2021 che ha visto la nazionale italiana trionfare è stato sicuramente un momento importante ed ha rappresentato l’occasione per rilanciare alcune sfide rimaste per troppo tempo  sottotraccia come quella della sostenibilità ambientale e del rispetto delle normative, ma anche della capacità oggettiva di alcune infrastrutture importanti dell’Oltrepò Pavese, come quella dell’Aeroporto di  Rivanazzano (Paddock dell’ISDE 2021), di ospitare manifestazioni ed iniziative di respiro internazionale». 

Affluenza di pubblico: a suo giudizio in un numero secondo le attese o in numero inferiore? Questo dato divide oggi l’opinione pubblica… «Il balletto dei numeri non mi ha mai affezionato particolarmente e, come detto in apertura, credo che le sfide di questa manifestazione fossero certamente da ricercare nella costruzione di un lavoro articolato nel pieno rispetto delle disposizioni regionali in materia. Nonostante ciò, il flusso di appassionati e curiosi è stato costante nel corso di tutta la settimana».

Come presidente della Comunità Montana ha certamente il “polso” sovracomunale delle opinioni dei ristoratori e dei commercianti della vallata. Sono soddisfatti del ritorno economico legato all’evento? «Le ricadute di una manifestazione internazionale devono essere analizzate sia sul breve periodo sia sul medio periodo, ad ogni modo il flusso di persone sul territorio ha dato un ritorno economico importante,  come naturale, nelle aree nevralgiche della manifestazione e penso al sold out di Salice Terme, ma anche l’importante attività messa in campo da ristoratori e commercianti nei punti nevralgici della manifestazione.  Un impegno che, non solo nei giorni di stretto svolgimento della manifestazione in Valle Staffora, ha portato frutti e riconoscibilità delle peculiarità ed eccellenze del territorio».

Il mondo della politica a parte il Comune di Pavia ed il Comune di Rivanazzano Terme nei suoi esponenti, ha tenuto un profilo basso, complice forse anche il periodo vacanziero ma pochissime sono state le apparizioni pubbliche dei politici oltrepadani. Scelta a suo giudizio tattica e d’immagine per non urtare la sensibilità di quella parte di elettori contrari all’enduro o un chiaro segnale che questo tipo di manifestazione che turismo lento non è, non è gradita in Oltrepò? «Le attività di promozione, anche territoriale, della manifestazione sportiva hanno avuto un’evoluzione molto repentina, dopo fasi incerte e con cambiamenti continui, soltanto nelle ultime settimane con un  susseguirsi di eventi ed iniziative pubbliche. La necessità degli organizzatori di sviluppare le diverse attività promozionali in poco tempo, proprio a causa di una fase incerta nei mesi precedenti, ha reso difficile  conciliare un’ampia e attiva partecipazione dei rappresentanti istituzionali, e forse più in generale della cittadinanza attiva, con un’organizzazione molto rapida e chirurgica. Sicuramente, d’altra parte, la  congiuntura della manifestazione in piena estate nonché un procedimento autorizzatorio aperto fino a pochi giorni prima hanno sicuramente contribuito a prestare maggior attenzione alle cose concrete (lavori, tutela  del territorio, ordine pubblico, coinvolgimento dei commercianti e ristoratori, etc.) piuttosto che alla  necessità di “far presenza”».

Grande dibattito sui social, alimentato da una cerchia ristretta ma molto attiva di persone, si è scatenato sui permessi accordati per il passaggio delle moto e sul ripristino dei sentieri e dei luoghi attraversati dalla gara. La manifestazione si è fatta, pertanto i permessi va da sè che siano stati ottenuti tutti. Per il ripristino  quali garanzie sono state richieste? «Il Mondiale di Enduro ISDE 2021 deve rappresentare l’occasione per rilanciare alcune questioni rimaste per troppo tempo sottotraccia come quella della sostenibilità ambientale e del rispetto delle normative. Proprio la realizzazione, certamente complessa e proceduralizzata, di una manifestazione di interesse internazionale deve essere l’occasione per avere il coraggio di aprire il  vaso di pandora della pratica fuorilegge del transito di mezzi motorizzati sui sentieri ed in aree protette. La Comunità Montana dell’Oltrepò Pavese proprio per valorizzare la propria rete sentieristica da troppo tempo sotto attacco di pratiche fuori legge, e risanare la cartellonistica troppe volte danneggiata da inciviltà e atti vandalici, ha costruito un Memorandum d’intesa, coperto da garanzie economiche e legali, ove gli organizzatori di ISDE 2021 si impegnano a conferire un investimento economico (per un valore stimato tra 60mila ed i 70mila Euro) funzionale a valorizzare la rete sentieristica della Comunità Montana dell’Oltrepò Pavese sia attraverso opere di manutenzione straordinaria sia attraverso recupero ed aggiornamento dei cartelli sui sentieri. Un memorandum che, non interessa le opere di ripristino e manutenzione della viabilità  agrosilvopastorale poiché già coperte da garanzia fideiussoria per un importo prossimo a 100mila Euro, rappresenta un importante punto di partenza ed una innovazione nel dialogo interistituzionale che ha trovato la disponibilità di Moto Club ed associazioni ambientaliste nella condivisione di criticità oggettive, priorità di intervento e prospettive di risoluzione. Ristabilire, con un primo memorandum, la nostra rete sentieristica specie nelle aree maggiormente esposte ad un  uso improprio da parte di chi transita con mezzi motorizzati ci è sembrata la priorità numero 1. Siamo prossimi alla conclusione della priorità numero 2 ovvero l’approvazione del regolamento  sperimentale per il transito di mezzi motorizzati a fini turistici che interessa un anello di circa 80KM, interamente ricompreso su viabilità ordinaria e viabilità agro-silvo-pastorale, che ha visto la validazione delle associazioni ambientaliste e Moto Club interessati nonché il coinvolgimento attivo delle amministrazioni comunali. L’iniziativa, ancorché sperimentale, permetterà di mettere a disposizione un percorso consigliato su viabilità esistente con alcune peculiarità come una tariffa  per sviluppare le attività di manutenzione e ripristino ed il coinvolgimento delle strutture ricettive  in prossimità nonché un monitoraggio degli accessi e delle ricadute ambientali. Un lavoro importante, chiaramente di matrice sperimentale, reso possibile dalla strenua e serrata collaborazione di tutte le parti coinvolte».

È balzato agli occhi di tutti che gli organizzatori hanno dedicato la quasi totalità delle loro energie ed attenzioni esclusivamente alla parte organizzativa e sportiva mentre poco o nulla si è fatto per pubblicizzare e promuovere l’evento nel territorio. Cosa si poteva o doveva fare di più o di diverso? «Il fattore tempo, certamente legato anche all’incertezza della pandemia ed alle molteplici complessità che  un evento di tale tipologia porta con sè, è stato un fattore “mancante” per poter, se possibile, far di più e  meglio in modo più ampio e coinvolgente. L’organizzazione, l’attività tecnica così come gli aspetti prettamente sportivi sono stati a mio avviso impeccabili, tanto da meritare il plauso da parte di atleti e  federazioni, ma il fattore tempo ha influito fortemente sulle attività “centrali per essere veramente  generative come promozione, coinvolgimento e partecipazione». 

I social e i media sono stati teatro di forti discussioni sul fatto che questo tipo di manifestazioni siano positive oppure no per l’immagine turistica dell’Oltrepò e sul fatto che possano portare visibilità e turismo nelle nostre valli, contrapponendole al turismo lento. Molti dicono che c’è posto per tutti, ma un indirizzo strategico e non “cerchiobottista” la politica oltrepadana nel prossimo futuro lo dovrà pur dare. «L’Oltrepò Pavese è un territorio da scoprire e naturalmente vocato ad un turismo lento e ad un’articolazione sostenibile, nei confronti della natura e dell’uomo, di tale offerta turistica. In questa direzione stiamo  camminando sia in chiave strategica sia con le strutture ricettive che, talvolta accompagnate dalla Comunità Montana, stanno sviluppando dei processi di conversione o potenziamento dell’offerta turistica in  chiave sportiva e/o slow. Altresì, la normativa regionale permette lo svolgimento, a determinate condizioni  che ho brevemente citato nelle precedenti risposte, di manifestazioni sportive come è stata la International Six Days Enduro 2021. La nostra prospettiva di lavoro, naturalmente vocato a sviluppare un turismo lento  nell’Appennino Lombardo, deve essere quella di costruire “ponti” e non ergere muri affrontando problemi  annosi ed opportunità in modo proattivo e dialogante con tutti i soggetti interessati. Un approccio che è esattamente quello portando avanti nella costruzione di una sperimentazione di un percorso per le moto Enduro nel rispetto della normativa vigente e tutelando il nostro territorio».

La Sei Giorni alla fine è stata una grande opportunità ben gestita o in parte sprecata? «Sicuramente l’ennesimo successo per l’Italia dello sport che in questo 2021 continua ad inanellare successi sia sotto il profilo sportivo che sotto il profilo organizzativo e tecnico».

di Silvia Colombini

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