Oltrepò Pavese – Sei Giorni Internazionale Enduro: È stata una bella avventura… 3 domande ai 3 fratelli Buscone

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Tutti conoscono l’enduro, forse una delle discipline più “dure” del motorsport a due ruote, un combinato di resistenza fisica, velocità e concentrazione, dove il mezzo meccanico conta, ma conta moltissimo anche il pilota e quindi l’abilità di guida è determinante per raggiungere il risultato finale. Ad un mese dal termine dell’Olimpiade della moto –  così è conosciuta la “Sei Giorni Internazionale –  abbiamo voluto porre tre domande ai tre fratelli Buscone, Riccardo, Paolo e Francesco, che proprio durante questa importante manifestazione hanno coronato tre sogni, partecipare alla gara, parteciparvi insieme e fondare il loro team. 
Cos’è stata per te la sei giorni?
Riccardo: «Un sogno».
Paolo: «Spettacolo».
Francesco: «Una favola».
Il momento più difficile di tutta la Sei giorni?
Riccardo: «Venerdì sera quando tutto stava finendo. Avrei voluto continuare questa bella “sofferenza”».
Paolo: «I controlli orari e i trasferimenti da Casanova di Staffora a Varzi e da Varzi a Ponte Nizza. Avevo i crampi agli avambracci! Ed era solo lunedì».
Francesco: «Nella terza speciale del lunedì, quella di Casa Ponte, ho fatto una brutta caduta, fortunatamente senza conseguenze fisiche, la moto però ha subito danni che poi sono riuscito a riparare, ma per qualche minuto ho pensato che la mia gara fosse finita lì».
Il momento più bello di tutta la sei giorni?
Riccardo: «Venerdì, quando ho capito che ce l’avevamo fatta tutti e 3».
Paolo: «I primi giri della manches di cross quando sono partito in testa e mi sono trovato di fianco mio fratello».
Francesco: «Senza dubbio sabato, nella manche finale di cross, quando io e mio fratello Paolo ci siamo trovati in testa al gruppo al primo giro, con gli spettatori e lo speaker ad incitarci, quello è stato sicuramente un momento magico che non dimenticherò mai».

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