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OLTREPÒ PAVESE – STRADELLA – ITALIA VIVA È APPRODATA A STRADELLA “MI SONO DIMESSO DAL PD, E PER IL QUALE SONO STATO ANCHE DIRIGENTE PROVINCIALE”

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Anche in Oltrepò si sono creati i primi gruppi afferenti a “Italia Viva”, il nuovo soggetto politico ispirato da Matteo Renzi. A Stradella fra i promotori c’è Lele Filipponi, amministratore di lungo corso della città e in passato membro del Partito Democratico. Filipponi ci ha spiegato questo momento di transizione.

Filipponi, per lei il recente è stato un periodo di cambiamenti.

«Dal 1° settembre mi sono dimesso dal PD, partito di cui facevo parte da quando era nato a Stradella, e per il quale sono stato anche dirigente provinciale, a Pavia.»

Ed è successivamente approdato nel nuovo soggetto renziano, Italia Viva. Quali le ragioni?

«Io sono sempre stato renziano, premetto. Abbiamo fondato il comitato a Stradella con l’obiettivo di creare un’alternativa che possa far avvicinare i giovani alla politica, che sappia come affrontare i problemi del territorio. Come quelli relativi a lavoro, sanità, logistica, agricoltura, trasporti e ambiente soprattutto. Temi che hanno causato tante criticità sul nostro territorio.»

Ed il PD questo non lo faceva?

«Il PD è un partito dove ho avuto modo di lavorare per tanti anni. È diventato scollegato, a mio parere, con le realtà territoriali; un po’ stagnante. Ma non voglio parlare del PD a cui auguro buon lavoro. La mia decisione è arrivata al di là delle scelte che ha intrapreso Renzi. Del resto il 1° settembre, quando sono uscito dal partito, ancora non avevo deciso di confluire in Italia Viva.»

Una nuova strada per lei, insomma, ci sarebbe stata al di là della novità renziana. Certo la sua è un’uscita di peso; non voglio fare una conta dei voti che lei porta in dote, ma quantomeno per la sua esperienza in comune che non inizia certo ieri…

«Sono stato Consigliere comunale, Capo di gabinetto del Sindaco, Consigliere delegato e poi Assessore alla sicurezza, ai trasporti, al turismo, alla Protezione Civile e alla Polizia Locale. Tutto il pacchetto sicurezza, insomma. Porto la mia esperienza a disposizione dei giovani.»

Parliamo allora delle sue idee a proposito di trasporti: la situazione dello stradellino.

«Ci sono delle grosse lacune. Viabilità, strade, problemi di trasporti, sia su gomma che su ferrovia… i giovani – ma non solo loro, tutti i pendolari – hanno veramente dei grossi disagi per raggiungere Pavia e Milano tutti i giorni, un problema che sussiste da tantissimi anni. Alcuni politici locali hanno provato a bussare alle porte che contano cercando di farsi valere… ma non abbiamo avuto molti esiti positivi. Quando ero assessore ai trasporti siamo andati da tutti: consiglieri provinciali, consiglieri regionali. Per cercare di far sì che si mettessero carrozze più idonee sui treni. Devo constatare che oggi i problemi sono ancora gli stessi di cinque anni fa.»

Poco fa ha marcato l’accento sulla questione ambientale. Vuole spiegarmi meglio?

«Ambiente, inquinamento, smog. Sono temi di cui dovremo parlare di più. Come dei problemi idrogeologici di questo territorio: abbiamo visto in queste settimane cosa è successo con il maltempo. Ringraziando il cielo tutto qui è andato tutto bene o quasi, ma i nostri terreni sono soggetti a smottamenti e non si può aspettare che succeda il peggio.»

Il comitato quando e come è stato costituito?

«Il comitato è stato costituito nei tempi necessari, quindi ai primi di ottobre. Un gruppo di ragazzi, e anche un buon gruppo di cittadini, che avevo coinvolto durante le ultime elezioni amministrative (poi perse), aveva l’esigenza, il desiderio, di fare qualcosa di nuovo. Così è nato il Comitato Stradella – Oltrepò orientale, comitato di azione civile locale “Ritorno al futuro”. E sono andato alla Leopolda.»

Come vi rapporterete da Stradella con i territori limitrofi? Immagino vi occuperete non solo della città ma anche dei paesi circostanti. E, già che parliamo di rapporti intercomunali, magari può dirmi se vi siete già incontrati con gli altri renziani dell’Oltrepò, a cominciare dai vogheresi, capitanati da Giacomo Lorenzo Botteri…

«A Zenevredo è nato un altro comitato, che raggruppa tutte le colline. Loro si occupano di Zenevredo, Montù Beccaria, San Damiano al Colle, Santa Maria delle Versa e tutta la Valle Versa. Tutta la zona della collina. Il comitato si chiama CAC – Democrazia Zenevredo. Però noi lavoriamo in simbiosi. Siamo uniti e operativi, c’è differenza anche rispetto ad altre volte in cui si interagiva con i territori circostanti all’interno del PD. Non c’è campanilismo. Lavoriamo tutti uniti. Ci siamo visti a Pavia per alcuni incontri con gli altri rappresentanti del territorio, per discutere dei progetti locali e a livello nazionale. Per me si è trattata di una bella esperienza. In questo partito ho visto ragazzi giovani e con voglia di fare. A cominciare dal gruppo della Leopolda. Quello che mi piace è il modo in cui si fa politica qui. Una politica nuova. Non si va a sbandierare o urlare in piazza, magari senza avere dietro i contenuti. Si fanno tavoli di lavoro con giovani che portano le loro idee. Questo è quello che mi interessa e che mi è piaciuto di quei 3 giorni a Firenze. Questo è lo spirito innovativo di questi comitati.»

Come pensate di farvi conoscere dai cittadini?

«Ci è stata assegnata dal Comune una bacheca a Stradella in Piazzale Trieste, dove saranno pubblicate le nostre iniziative. Una piccola cosa ma anche un bel punto di partenza in questa casa liberale, giovane, innovativa, riformista e garantista in cui io e Maurizio Visponetti ci stiamo impegnando. Andiamo avanti con le nostre idee e con i progetti che questo territorio necessita da tempo.»

La presenza di Visponetti nel movimento è certamente “di peso”. Ci saranno altri ingressi eccellenti?

«Anche lui è sempre stato renziano come me, e ha seguito Renzi nel nuovo soggetto. Devo assolutamente dire che La Torre – Alleanza Civica ha lavorato molto sui giovani; abbiamo lavorato tutti sui giovani, compreso Pier Giorgio Maggi. Abbiamo perso per una manciata di voti, anche se quei giovani ce l’hanno messa tutta. Alcuni di essi sono entrati in Italia Viva, e non si sarebbero riconosciuti, però, nel Partito Democratico. Per quanto riguarda Maurizio, il suo impegno mi ha fatto molto piacere. Ci siamo parlati – lui era uscito molto prima di me dal Partito Democratico – e abbiamo cercato di portare avanti questo progetto. »

E gli altri esponenti politici del territorio?

«Alla Leopolda mi sono visto con Emanuela Marchiafava, riferimento provinciale, e un gruppo di amici ed ex amministratori del nostro territorio e abbiamo ragionato. Quello che voglio dire è che questa esperienza a Firenze è stata bella per il concetto di fare una politica diversa. Partecipare a un tavolo di lavoro, costruire progetti intorno ai giovani, avere la possibilità di portare le proprie esigenze e idee… è un modo di fare contrapposto alla vecchia politica, ai personalismi. È giusto sia nata Italia Viva come è giusto che si creino uno spazio altri soggetti moderati, che possano contrastare il sovranismo di questi partiti che portano e trasmettono solamente odio e cattiveria. Speriamo che il nostro nuovo partito possa riuscire in questo compito.»

Una delle proposte del vostro movimento, a livello nazionale, è “Shock Italia”, ossia l’idea di replicare a livello nazionale il modello “Expo” per sbloccare 120 miliardi di lavori pubblici bloccati da anni. In zona ci sono esempi di opere che potrebbero essere interessate da questa proposta o dalle sue evoluzioni?

«Dobbiamo pensare e progettare il futuro dell’Oltrepò e pertanto ipotizzare nuove e moderne infrastrutture, pertanto il nuovo Ponte della Becca diventa improcrastinabile: c’è la necessità quanto prima del ponte sostitutivo che possa portare i pendolari a Pavia in breve tempo. Le persone impiegano almeno 50 minuti la mattina per arrivare a Pavia. Il sogno è quello di arrivare ad avere strade senza buchi, che creano problemi e disagi. Anche di sicurezza. Abbiamo visto quanti incidenti sono successi per questi eventi climatici a novembre, quando ci sono state più di 12 perturbazioni in un mese, una media di 3 volte a settimana.»

Il vostro prossimo obiettivo a Stradella?

«Se riuscissimo oltre alla bacheca ad avere anche una sede, sarebbe un’ottima cosa. Abbiamo già dei contatti. L’idea è quella di uno spazio che possa raggruppare tutti gli iscritti ed essere a disposizione in particolar modo dei giovani. Perché no, anche dei colleghi di Zenevredo, per essere ancora più uniti nei progetti che porteremo avanti. Non voglio essere campanilista, dobbiamo collaborare insieme per il nostro territorio. Collaborare con tutte le forze democratiche e progressiste per il rilancio del territorio.»

Come pensa che dovrebbe essere questa sede?

«Una sede che avrà sicuramente idee, tavoli di lavoro. Una sede dove la gente non venga a leggere manifesti… dovranno esserci riunioni, tavoli di lavoro dove le persone possano portare il loro contributo. Poi ci saranno corsi di politica. Gli iscritti verranno e porteranno le loro problematiche quotidiane. Non sarà una sede da avere giusto per tenere accesa la luce e appeso fuori il manifesto, ma un luogo di incontro aperto a tutti.»

Come ci si iscrive a Italia Viva?

«Abbiamo già messo sulla bacheca le istruzioni per iscriversi online. Una cosa molto importante che è uscita dai tavoli alla Leopolda è quella di non fare la classica tessera di partito, che spesso in alcuni vecchi partiti veniva anche elargita gratuitamente dal politico di turno per consolidare il proprio potere interno. Da noi sarà tutto svolto online. Si tratta di un atto più corretto, nel rispetto degli altri e di sé stessi.»

Italia Viva ha un proprio rappresentante nella compagine di governo: è il Ministro dell’Agricoltura, Teresa Bellanova. Non sarebbe male se lei o altro esponente governativo venisse a fare un giro in Oltrepò…

«L’idea c’è. A Milano abbiamo già contattato degli esponenti importanti, sicuramente l’idea insieme agli altri colleghi della provincia di Pavia è quella di portare qualcuno anche qui. Certo, il ministro Teresa Bellanova sarebbe la benvenuta nel nostro Oltrepò prevalentemente agricolo. Ci stiamo lavorando.»

  di Pier Luigi Feltri