OLTREPÒ PAVESE – TRASPORTO PUBBLICO: «SONO ANNI CHE IL TERRITORIO VIVE UNA SITUAZIONE COMPLICATA»

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In questo momento storico i comuni dell’Oltrepò orientale, molto più rispetto al passato, sembrano aver trovato una certa intesa. A renderlo evidente sono taluni obiettivi condivisi dalle varie amministrazioni, e le strategie utilizzate per portarli a termine. Caratterizzate da un respiro ampio, e trasversale alle varie bandiere politiche che sventolano sugli uffici dei sindaci coinvolti. I quali sono magari anche molto distanti sul piano della politica nazionale, eppure accomunati dal desiderio di considerarsi parte integrante e attiva di un territorio ben più ampio degli stretti confini comunali. Speriamo che questa “luna di miele” duri per parecchio tempo.

Il Comune di Broni non si tira indietro quando c’è da fare da capofila per queste istanze di interesse collettivo, e il sindaco Antonio Riviezzi è in prima linea, con i suoi colleghi, per realizzare vari fini di interesse generale. Uno dei temi “caldi” di queste settimane è quello relativo ai trasporti pubblici. Un sistema malato da diverso tempo, aggravatosi con la pandemia e ormai prossimo al disastro. Un collasso “con” il Covid o “per” il Covid? Sarebbe bello andare a ritroso nel tempo fino a trovare il momento in cui si è rotto il primo ingranaggio. Ma non c’è tempo, perché settembre si avvicina e con esso il bisogno di un sistema di trasporti capace di funzionare a pieno regime. Almeno sulla carta.

Sindaco Riviezzi, non manca molto alla ripresa delle scuole e, con puntualità svizzera, potrebbero ripresentarsi i consueti disagi che studenti e lavoratori affrontano a causa dei problemi del trasporto pubblico. Come giudica la situazione in vista di settembre? «Con tanta preoccupazione. Se le cose dovessero restare come si presentano in questo momento, una vasta porzione di territorio sarebbe in seria difficoltà. Per questo ho di recente affrontato la questione con il gruppo di amministratori dell’Oltrepò orientale che, da ormai due anni a questa parte, si occupa di monitorare i disservizi del trasporto pubblico locale. I motivi di apprensione sono tanti e non riguardano solo il traffico su rotaia. Da ultimo, infatti, anche le linee di autobus presentano numerose criticità, dovute alla scelta del gestore di tagliare alcune tratte per sostituirle con il “servizio a chiamata”. Una modalità che ha i suoi limiti, anche dovuti alle caratteristiche demografiche di diversi centri della nostra zona: si pensi, ad esempio, a una persona anziana da sempre abituata a prendere l’autobus senza dover prenotare in anticipo la corsa. Sono ormai anni che il territorio vive una situazione complicata dal punto di vista del trasporto pubblico locale. Esistono poche aree con una domanda sufficiente a coprire i costi del trasporto, per la maggior parte si tratta di domanda debole e non sistematica. L’organizzazione del servizio di trasporto necessita di essere integrata dal punto di vista degli orari, delle corse, delle vetture e del personale. Anche piccole modifiche in realtà richiedono una revisione completa di tutto il sistema. Una delle difficoltà maggiori per chi utilizza il trasporto pubblico consiste spesso nel doversi misurare con un sistema complicato e non sempre adeguatamente integrato. L’introduzione di un maggior livello di coordinamento e la semplificazione del sistema di trasporto rappresentano uno dei modi più efficaci per rispondere alle esigenze del cittadino viaggiatore. I servizi di trasporto pubblico vengono utilizzati soprattutto nell’ambito del trasporto studentesco e lavorativo, dove viene percepita una problematica relativa alla carenza di collegamenti dal punto di vista di passaggi orari. Il trasporto è un settore problematico anche per gli anziani, in quanto non hanno la possibilità di usufruire dei centri diurni in mancanza di servizi in grado di portarli a destinazione. Lo stesso dicasi per i day-hospital o i viaggi verso le Aziende sanitarie e i servizi sociali in generale. Molto spesso questa problematica viene risolta con l’utilizzo dei mezzi privati di volontari, purtroppo non sempre sufficienti.  Stesse problematiche per quanto riguarda il trasporto delle persone con disabilità fisiche, che richiedono servizi specifici non sempre soddisfatti dall’offerta territoriale presente».

Quali soluzioni propone? Farete “massa critica” per convincere chi di dovere ad andare incontro alle esigenze del territorio? «Lo scopo delle riunioni che convochiamo periodicamente qui a Broni è proprio questo: unire le voci per dare più forza alle nostre istanze. In passato ci siamo mossi per instaurare un dialogo con la Regione Lombardia e tenere la Prefettura al corrente dei problemi affrontati dai pendolari. Ora, dopo la pausa dettata dall’emergenza sanitaria, siamo intenzionati a riprendere il percorso comune a difesa della qualità di vita sul territorio. La tematica del trasporto su gomma rientra a pieno titolo in questo discorso: come Comune di Broni stiamo coordinando la raccolta delle segnalazioni di disservizio da parte degli altri centri della zona, insieme alle amministrazioni di Stradella, Bressana Bottarone, Canneto Pavese e Santa Maria della Versa. Ci siamo dati l’obiettivo di compilare un report da consegnare, come da specifica richiesta, all’Agenzia del trasporto pubblico locale».

E poi c’è il tema delle linee ferroviarie… «Certamente, all’uscita dal lockdown lo scenario non è migliorato. Anzi, i lavori sulla linea ferroviaria Stradella-Pavia, che fino alla fine dell’estate interesseranno il tratto compreso tra Stradella e Bressana Bottarone, sono un ulteriore motivo di preoccupazione. Se a questo uniamo le giuste misure di distanziamento sociale oggi in vigore e i problemi che, da anni, interessano le nostre linee, l’orizzonte si fa tutt’altro che sereno. Durante l’ultima riunione degli amministratori dell’Oltrepò orientale, che si è tenuta alcune settimane fa – e alla quale hanno partecipato i Comini Bressana Bottarone, Stradella, Portalbera, Campospinoso, Santa Maria della Versa, Mezzanino, Cigognola, Redavalle, Volpara, Albaredo Arnaboldi, Arena Po, Mornico Losana, Santa Giuletta, Cava Manara, Barbianello, Montù Beccaria, Pietra de Giorgi, Canneto Pavese, Castana, Montescano, Casanova Lonati,San Martino Siccomario, Golferenzo, Cervesina, Pancarana, Robecco Pavese, Verretto, Pinarolo Po e Castelletto di Branduzzo – abbiamo concordato il proposito di chiedere al nuovo Prefetto di Pavia, la dottoressa Rosalba Scialla, la convocazione di un tavolo tecnico con tutte le parti in causa: Rfi, Trenord, Autoguidovie, Agenzia del trasporto pubblico locale e amministrazioni comunali. Richiesta che abbiamo inoltrato allegando la relazione sui disservizi già sottoposta, durante l’incontro del novembre 2019, all’attenzione del precedente Prefetto».

Sindaco, prima parlava di qualità della vita. La battaglia che sta conducendo insieme agli altri amministratori quali obiettivi si pone? Guarda a un panorama più ampio di quello del trasporto pubblico? «Come abbiamo indicato nella relazione sui disservizi, La Provincia di Pavia è situata appunto in una situazione di snodo tra quattro grandi Regioni, ed è attraversata  importanti corridoi nazionali ed internazionali di trasporto ferroviario e stradale. Una posizione invidiabile accompagnata da una qualità ambientale, paesistica e culturale che si è sostanzialmente mantenuta nel tempo, nonostante l’elevato impegno di suolo che negli ultimi tre decenni ha interessato anche questi territori, come quelli del resto della Lombardia. La provincia di Pavia può essere quindi considerata come nodo strategico e incontro di diversi i paesaggi geografici: area metropolitana, pianura irrigua, grandi fiumi, zone collinari e vallive, montagne degli Appennini. Nelle varie riunione è emerso che siamo tutti allineati sulla stessa lunghezza d’onda, vale a dire: scongiurare l’impoverimento demografico della zona, un fenomeno che purtroppo assume connotati sempre più allarmanti. E su tutto puntiamo a trattenere i giovani, favorendo la creazione di quelle opportunità con cui davvero, non solo per esercizio di retorica, le nuove leve possono garantire un futuro a questo territorio. È chiaro che in contesto così sensibile i collegamenti con le città svolgono un ruolo cruciale. Strade e mezzi pubblici adeguati alle necessità della popolazione sono ovviamente fondamentali per assicurare ai cittadini residenti una buon livello di servizi, e quindi un buon tenore di vita. Personalmente, poi, credo molto nell’unità di intenti tra pubbliche amministrazioni, anche perché i punti critici in questione non riguardano questo o quell’altro Comune, ma il bacino geografico nel suo complesso. Ecco perché, due anni fa, mi sono fatto promotore delle riunioni fra gli amministratori locali».

di Silvia Colombini