OLTREPÒ PAVESE – TRICOLORE PER LA RIVANAZZANESE SILVIA GALLOTTI

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La navigatrice rivanazzanese Silvia Gallotti ed il suo driver compago d’avventura in campo rallystico, il piacentino Andrea Mazzocchi, si sono cuciti sulla tuta lo scudetto tricolore del Campionato Italiano Rally Junior. Ciò è avvenuto sulla terra senese in cui i neo Campioni Italiani Rally Junior a bordo della Ford Fiesta Rally4 al termine di una performance di alto livello, disputata contro i bravi Mattia Vita, Giorgio Cogni ed Emanuele Rosso, hanno messo in bacheca un titolo prestigioso inseguito con determinazione. Andrea Mazzocchi e Silvia Gallotti sono quindi i nuovi campioni italiani junior!

Al rally Tuscan Rewind, il driver piacentino e la navigatrice pavese hanno dato l’ennesima prova di forza contro avversari davvero indomiti: primi di classe R2B e di categoria, suggellando così, una stagione ottima chiusa con 85,5 punti. Tra gioia e ampi sorrisi si raccolgono le prime dichiarazioni: «Siamo al settimo cielo: è una gioia indescrivibile – hanno affermato i due a fine gara – perché questo era il nostro obiettivo fin da quando abbiamo iniziato a correre assieme alla fine del 2016. Ora però sarebbe un errore accontentarsi perché il bello viene adesso: il 2021 sarà sicuramente tosto e per tanto non consideriamo questo successo un traguardo bensì una tappa. Ora però… andiamo a festeggiare!».

Oltrepadana Doc, Silvia Gallotti, appassionata da sempre, ha debuttato nei rally nel 2001, ha all’attivo oltre 130 gare in cui ha accumulato 3 vittorie assolute, 6 nel CIR Junior, 27 vittorie di classe, 25 secondi posti e 27 terzi posti e tantissimi piazzamenti nella top five. Ha letto le note ad un considerevole numero di piloti, da Fabrizio Soncin a Daniele Rampoldi, da Paolo Callegari a Paolo Rossi passando poi con Pierluigi Sangermani, Federico Poggi, Roberto Ottolini, Davide Vitali, Andrea “Tigo” Salviotti con il quale ha disputato 34 gare e ancora Massimo Muscia, “Asia”, Giorgio Gramegna, Paolo Rocchi, Giacomo Scattolon, Moreno Mazzocchi, Alessandro Zerbini, Giuseppe Bevacqua, Giorgio Cogni, Lisa Meggiarin con la quale si è aggiudicata il Trofeo A112 Abarth e Andrea Mazzocchi. è stata sul sedile di destra di parecchie vetture quali: Renault Clio, Mg Rover, Opel, Peugeot 206 S1.6, Honda Civic, Subaru 555, Renault Clio S1.6, Peugeot 306, Twingo RS, Citroen Saxo, Peugeot S2.0, Autobianchi A112, Renault Clio R3, Fiat 600 Sporting, Fiat 600 Kit car, Peugeot 106, Panda Kit car, Citroen C2, Fiat Punto Super 1.6 e Peugeot 208 R2. Come lo scorso anno il Tuscan Rewind, tranne che per il CIR Junior, è stato l’ultimo appuntamento stagionale del rallysmo tricolore assoluto, decisivo per indicare i vincitori della stagione per quanto riguarda il Campionato Italiano Rally e per l’assegnazione del Campionato Italiano Rally Terra. Due serie combattute che, sui nobili sterrati intorno a Montalcino, hanno vissuto un’intensa battaglia finale. A vincere il titolo assoluto è stato Andrea Crugnola, in coppia con Pietro Elia Ometto, sulla Citroen C3 R5 della FPF Sport Spa, a lungo anche al comando della gara e poi superato nel finale a titolo acquisito, da Marco Bulacia.

ASSOLUTA TUSCAN REWIND

1. Bulacia Wilkinson-M. Der Ohannesian (Skoda Fabia R5) in 55.02’4; 2. Crugnola-Ometto (Citroen C3 R5) a 13.5; 3. Battistolli-Scattolin (Skoda Fabia R5 Evo) a 42.9; 4. Franceschi- Haut Labourdette (Skoda Fabia R5) a 49.2; 5. Costenaro- Bardini (Skoda Fabia Evo) a 55.9; 6. Cairoli-Tomasi (Hyundai i20 R5) a 1’20.1; 7. Oldrati- De Guio (Skoda Fabia R5) a 1’31.0; 8. Lindholm- Korhonen (Skoda Fabia R5) a 1’36.4; 9. Signor- Pezzoli (Volkswagen Polo R5) a 1’47.0; 10. Taddei-Gaspari (Hyundai i20 R5) a 1’51.4, mentre il vogherese Giacomo Scattolon navigato da Mauro Marchionni, ha sfiorato la top ten assoluta con un buon undicesimo posto.

Per quanto riguarda invece il Campionato Italiano Rally Terra il titolo tricolore scavalca l’oceano e finisce in Bolivia terra natia del bravissimo Marco Bulacia Wilkinson, in gara in coppia con Marcelo Der Ohannesian, su Skoda Fabia R5.

Il sudamericano, venti anni compiuti a settembre ed un futuro a grandissimi livelli già assicurato, ha da tempo gli sterrati italiani come patria adottiva, riuscendo sempre a realizzare prove assolutamente straordinarie come qui dove ha ottenuto il primo posto nell’assoluta ed il titolo terra. Detto del titolo Junior andato a Silvia Gallotti e Andrea Mazzocchi, tassello finale di una brillante stagione, ricordiamo che l’undicesima edizione della gara senese, oltre ad assegnare due dei titoli più ambiti ha deciso anche quello del Due Ruote Motrici, andato a Paolo Andreucci, sempre coadiuvato da Anna Andreussi sulla nuova Peugeot 208 Rally4.

In questa categoria l’argento è andato allo stradellino Davide Nicelli In gara con Alessandro Mattioda a bordo della Peugeot 208 R2 del team MM Motorsport: «Siamo molto contenti per il secondo posto nel 2RM ottenuto alle spalle di un pilota pluri titolato quale Paolo Andreucci – ha detto Nicelli – Onestamente di più non si poteva fare anche perché Paolo disponeva della nuova Peugeot 208 Rally4. Abbiamo un po’ di rammarico per il secondo posto nel trofeo marca, sfuggitoci per poco più di 3”. Lo abbiamo sfiorato già nella passata edizione, purtroppo lo abbiamo solo accarezzato anche quest’anno.

Voglio complimentarmi con il vincitore Lucchesi. è stata nel complesso una stagione positiva nonostante i condizionamenti. Direi che va bene così, perché abbiamo dimostrato di essere veloci sia su asfalto che su terra. Doveroso per me ringraziare il team MM Motorsport, che mi ha sempre messo a disposizione una vettura veloce e competitiva, gestendomi sempre nel migliore dei modi; il navigatore Alessandro Mattioda; gli sponsor che mi hanno sostenuto; i tifosi veri che mi seguono ovunque e mio padre, la persona più importante al mio fianco, che mi consiglia. Se sono qui oggi a correre come un semiprofessionista nel massimo campionato rallistico italiano lo devo a lui. Mi spiace perché volevo dedicare la vittoria a Nicola, il patron della scuderia Maranello Corse, venuto a mancare da poco. Gli dedico i due secondi posti. Adesso mi rilasso e penserò al 2021».

di Piero Ventura

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