OLTREPÒ PAVESE – TURISMO DI FERRAGOSTO OK. MA LA GENTE SPENDE MENO

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Ferragosto ha fatto sorridere gli operatori turistico-economici dell’Oltrepò Pavese, che da alcuni anni avevano dovuto accontentarsi di estati e giorni di Ferragosto sottotono. E invece, quest’anno, “complice” il Covid-19, le richieste di soggiorno, essenzialmente seconde case, nell’Oltrepò collinare sono state moltissime, ed il giorno di Ferragosto per bar, ristoranti, agriturismi e negozi, soprattutto quelli di genere alimentare, c’è stato il pieno.

Assodato –  perché confermato da quasi la totalità degli operatori turistico-economici –  che nelle colline dell’Oltrepò da giugno in avanti c’era e c’è tanta gente, molto di più rispetto agli anni scorsi, abbiamo effettuato un giro di telefonate a 30 gestori e titolari di ristoranti e agriturismi dell’Oltrepò collinare, per capire se a tanta gente è corrisposto un aumento proporzionale degli incassi.

La risposta, pressochè unanime, che può essere riassunta dalla dichiarazione di un ristoratore della valle Schizzola, è stata: “La crisi c’è e si sente, la gente, soprattutto pavesi e milanesi, ma anche molti liguri, non hanno rinunciato al pranzo ed alla cena di Ferragosto nelle nostre colline. Ma rispetto ad un anno fa i clienti si sono fatti sempre più attenti a quanto spendono, abbiamo visto una maggior attenzione al costo delle bevande, e molti invece di due bottiglie di vino ne hanno ordinata una soltanto”.

Un dettaglio tutt’altro che marginale che non sfugge neppure ai titolari degli agriturismi: “La gente c’è, in numero maggiore a quella dell’anno scorso, ma è vero che i nostri clienti a Ferragosto sono stati molto più attenti di prima a come spendere il proprio denaro. I nostri prezzi sono rimasti pressochè invariati, ma la spesa pro capite è diminuita”. Afferma il titolare di un agriturismo della Val Versa

In base alle 30 telefonate ad altrettanti ristoranti ed agriturismi da noi effettuate e che hanno coperto sia l’Oltrepò orientale che quello occidentale, risulta che: presenze di Ferragosto aumentate di un buon 40%, spesa media pro capite diminuita di un 15%. I clienti hanno economizzato con le bevande, ordinando meno bottiglie di vino o chiedendo il vino della casa, in aumento il consumo di birra, molti hanno rinunciato ad una portata.