Oltrepò Pavese – Varzi – Giuliana ed Elena, le due amiche che hanno “gallinizzato” l’Oltrepò

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Sono il fenomeno del momento: galline di pezza colorate, allegre, simpatiche e un po’ insolenti. Realizzate con materiale di riciclo e cucite a mano, inizialmente dedicate alle persone che vivono in Valle Staffora, con nomi rigorosamente in dialetto varzese, oggi “Ar galèn ad Vors”, messe in bella mostra nelle vetrine di alcune delle attività di Varzi e dei paesi vicini, portate nei furgoni di panettieri itineranti, sulle scrivanie di sindaci, nei camion dei vigili del fuoco e in bicicletta al Giro d’Italia, sono diventate uno strumento originale per far conoscere Varzi e l’Oltrepò. Le foto scattate vicino agli angoli più suggestivi di Varzi e poi pubblicate, hanno ricevuto moltissime visualizzazioni, tant’è che si parla di “gallinizzazione” dell’Oltrepò, termine che Giuliana ed Elena, coloro che le galline le hanno inventate, hanno coniato. Ma chi sono Giuliana Bianchi ed Elena Bortolotti  le due varzesi che loro malgrado “sono inciampate” in un successo così inaspettato?

Giuliana ed Elena. Raccontateci un po’ di voi, prima di essere “quelle der Galen ed Vors” chi siete, cosa fate nella vita e come è nata la vostra amicizia? «Siamo amiche da tantissimo tempo, non ci siamo sempre frequentate, ma da quando abbiamo lavorato assieme negli ultimi anni la nostra amicizia è tornata “attiva”. Durante la nostra vita abbiamo fatto tanti lavori, ma purtroppo ora siamo a casa, disoccupate».

Come è nata l’idea e perché proprio l’utilizzo delle galline? «L’idea delle galline è nata per caso, amiamo gli animali e le galline sono simpaticissime, utili e perchè no, belle… non è vero come diceva una canzone di Cochi e Renato che “la gallina non è un animale intelligente…”. Proviamo noi a fare le uova…!. Le nostre galline sono piramidali, colorate, insolenti, con gambette lunghe e magre; a volte ci chiedono a cosa servono… Beh “servono” a strappare un sorriso, a mettere colore in giornate tristi e in questi periodi è merce rara».

Da quanto tempo, prima di raggiungere questa notorietà, avete lavorato al progetto? è nato tutto un po’ per caso come spesso capita o è stato un progetto pensato e studiato? «Non siamo partite da un progetto, è nato tutto per caso a inizio anno… sono piaciute subito soprattutto quelle “personalizzate” crediamo per il senso di appartenenza al territorio, infatti le nostre pagine social presentano le galline con una frase in varzese a volte incomprensibile per i non residenti (tradotte scrupolosamente da due signore grandi conoscitrici della lingua varzese che sono state, loro malgrado coinvolte!); secondo noi le persone si sono sentite parte di una comunità, si sono sentite osservate, studiate nelle loro caratteristiche fisiche, nelle loro professioni, nelle loro passioni o cariche sociali».

Come avviene e con che tempi la realizzazione di quelle che sono ormai diventate le mascotte di Varzi? «I tempi di realizzazione sono solitamente intorno alla settimana, dipende dalla ricerca di stoffe e materiali. Solitamente è tutta roba di riciclo, bottoni, passamaneria, ciondoli, vecchi ritagli di stoffe trovate nei cassetti… qualche massaia ci ha rifornito di materiale che ha accumulato negli anni a cui è stata data una seconda vita».

Vi siete fatte conoscere ed apprezzare non solo in quel di Varzi, ma in tutto l’Oltrepò. Come è avvenuta questa notorietà e soprattutto ve lo aspettavate? «La notorietà è venuta tramite il passaparola: varzesi che regalano ad amici, parenti, colleghi fuori Varzi le galline, hanno fatto sì che er galèn arrivassero un po’ in  tutto l’Oltrepò, amiche “speciali” ci hanno spinto con i loro amici, i vari commercianti hanno messo la loro gallina in vetrina e le pagine social hanno fatto il resto… mai avremmo pensato ad una cosa simile. Un ringraziamento doveroso a tutti i cittadini che hanno ordinato e voluto la loro gallina».

Il vostro è un lavoro a tutti gli effetti o rimane un piacevole passatempo? «Purtroppo tutto ciò non ci consente di campare e quindi, a malincuore, questo rimarrà un piacevole hobby».

Dove si possono acquistare e a che prezzo? «Le galline si possono ordinare tramite contatto sulle pagine social  facebook/instagram  er galen ed Vors oppure alla mail giulianaelena304@gmail.com. I prezzi sono davvero contenuti, vanno dai 6 euro ai 15».

Le vostre galline piacciono, c’è anche chi, ad esempio ve le ha commissionate per festeggiare particolari ricorrenze. Quali sono le galline più stravaganti che vi sono state chieste? «Abbiamo confezionato galline che sono state usate come bomboniere per diverse cerimonie religiose (comunioni, battesimi, matrimoni) e anche per eventi tipo festa di laurea con confetti rossi, come segnaposti per cene aziendali, come “numeratavoli” in ristoranti, come accessori per borse da bimbe in abbinamento a bouquet di fiori e come accompagnamento ad un anello di fidanzamento! Insomma non c’è limite alla forza delle nostre galline!».

Dalla gallina interista donata al sindaco Palli, a quelle realizzate per il Giro d’Italia, passando per la gallina dei vigili del fuoco. dove vedremo le prossime galline? «Sapere che il sindaco Palli è il nostro primo fan ci riempie d’orgoglio e certamente non lo avremmo mai pensato. Tra le nostre creazioni più originali una coppia di sposini, una gallina giramondo che è stata fotografata ovunque in Sicilia, soprattutto nei ristoranti, poi abbiamo “gallinizzato” tutti gli impiegati della Comunità Montana, tanti pizzaioli, panettieri, dottori, parrucchieri, avvocati, contadini, ballerine, ciclisti, musicisti, tifosi di varie squadre, baristi, gattare, cowboys  …. e poi, per ultime sono nate le Stafforelle, le gallinette summer edition in bikini, infradito ed occhiali da sole che si rilassano prendendo il sole e facendo bagni in Staffora! Oggi stiamo lavorando per creare una vera e propria mascotte del nostro paese che riprenda le caratteristiche del territorio, ci sarà anche in versione calamita in modo da poter essere regalata anche dai turisti che vengono in visita qui e si chiamerà Salamina. Indovinate un po’perché?».

Solo galline o la vostra produzione comprende anche altre tipologie di manufatto? «Per ora ci siamo limitate alle galline, facciamo anche altri manufatti ma al di fuori del progetto galline di Varzi».

Il vostro legame con Varzi è innegabile raccontatecelo un po’, a modo vostro «Siamo innegabilmente legate ed innamorate di Varzi che è il paese più bello del mondo! Ci piacerebbe molto vedere tornare Varzi agli antichi splendori, siamo fiduciose in una ripresa dopo il periodo covid…Tanta gente sta tornando ad aprire le seconde case, a popolare paesini, a vivere le nostre colline… la greenway è un buon vettore per far conoscere l’alto Oltrepò per quello che è; un ottimo connubio tra ambiente, cultura, buon cibo e tradizioni».

Il vostro è un modo originale per far parlare di Varzi. A voi che avete avuto l’idea chiedo cosa ci vorrebbe in quel di Varzi che oggi non c’è e che potrebbe seguendo il vostro esempio portare un po’ di notorietà? «Se le galline anche in piccola parte hanno contribuito a far parlare di Varzi , noi ne siamo felici. Sveliamo anche una piccola curiosità, un’emittente televisiva ci ha intervistate chiedendoci come delle galline di pezza possano far parlare di sé così tanto, abbiamo spiegato che siamo galline di montagna, tenaci, che si rialzano quando cadono. Siamo in un cuneo tra 4 Regioni, abbiamo assorbito un po’ da tutte: l’amore per la tavola, il carattere burbero, l’ingegno e l’essere arcigni… A voi lettori decidere a che regioni assegnare le varie caratteristiche!».

Idee e progetti futuri?

«Idee e progetti a parte quelli già citati per ora non li sveliamo… in autunno si vedrà».

di Silvia Colombini

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