OLTREPÒ PAVESE –VARZI – TESTIMONI DI GEOVA: «DA 30 ANNI LA NOSTRA COMUNITÀ A VARZI»

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Spesso ritenuta una setta da chi non ne fa parte, quella dei Testimoni di Geova è una comunità presente anche nel territorio d’Oltrepò, dove vanta una congregazione che conta circa un centinaio di fedeli. Tutti ne abbiamo sentito parlare, quasi tutti li abbiamo trovati alla nostra porta almeno una volta. Pochi però sanno in che cosa realmente consista la loro religione. Il punto attorno a cui ruota il credo dei testimoni di Geova è il Giorno del Giudizio Universale. I testimoni di Geova credono che alla venuta del Giorno del Giudizio Dio giudicherà i vivi e i morti, eliminando gli effetti della ribellione originale di Adamo ed Eva e creando un nuovo paradiso in cui i buoni potranno vivere in comunione con il Signore. I testimoni di Geova nel mondo sono 8,3 milioni. Sono conosciuti in tutto il mondo e anche nella nostra nazione si distinguono per la loro opera di istruzione biblica svolta di casa in casa. La loro opera è svolta anche nelle carceri, riconoscendo che i testimoni rendono un importante servizio alla  collettività le autorità dell’ Istituto penitenziario di Bollate comune situato a 15km a nord di Milano hanno assegnato ai Testimoni di Geova un ampio locale da usare come luogo di culto o Sala del Regno. Negli ultimi tredici anni i testimoni di Geova hanno avuto il permesso di offrire corsi biblici gratuiti ai detenuti con risultati positivi in termini di recupero. 

Anche a Varzi c è una piccola comunità, ce ne parla il testimone Leonardo Guaraglia.

Da quanto esiste la congregazione di Varzi?

«Da oltre trent’anni abbiamo la nostra Sala del Regno in paese. Prima ci riunivamo a Voghera e Tortona. La nostra opera consiste nell’incoraggiare le persone a conoscere il proposito di Dio, il cui nome è Geova, attraverso la Bibbia, e lo scopo per cui Gesù ha dato la sua vita per il genere umano ci rivolgiamo a persone di ogni estrazione sociale».

Quando predicate vi capita di incontrare delle realtà talvolta complicate e in quei casi vi limitate solo alla religione o fate fronte al caso umano?

«Dove occorre facciamo fronte offrendo il nostro aiuto pratico inoltre le nostre pubblicazioni trattano temi riguardanti tutti i campi della vita quotidiana come affrontare una malattia, lo stress, il dare il meglio a scuola e come avere una famiglia felice ecc. Dove c’è la volontà da parte di chi ci ascolta offriamo l’opportunità di studiare gratuitamente la Bibbia con noi».

La commemorazione della morte di Gesù è considerata un evento fondamentale dai Testimoni di Geova e dai loro simpatizzanti. 20 milioni di persone hanno accettato l’invito in tutto il mondo nel 2019. Cosa si prospetta per quest’anno nella piccola realtà di Varzi?

«La nostra piccola realtà non raggiunge il centinaio ma ci sentiamo comunque partecipi di questo evento straordinario».

Siete ben accolti dalle persone a Varzi?

«Certo e poi questo è un evento che richiama l’attenzione anche di chi di solito mostra poco interesse. Il sacrificio di Gesù e il suo ricordo è un momento che porta molti a riflettere sul presente e futuro».

 

Dal punto di vista economico come vi gestite? Siete mai stati in difficoltà?

«Ci finanziamo da soli e con le contribuzioni volontarie teniamo la nostra Sala pulita e svolgiamo piccole manutenzioni rispettando le normative vigenti in materia di salute e sicurezza. Sinceramente non siamo mai stati in difficoltà».

Signor Guaraglia, lei come è diventato Testimone di Geova?

«Grazie a qualcuno che ha suonato alla mia porta mi sono incuriosito e ho deciso di conoscere meglio la Bibbia con i Testimoni. Prima non l’avevo mai studiata così bene quindi la mia fede è maturata fino al punto che ho deciso di battezzarmi nel 2004 e mia moglie è Testimone come me».

Come è composta la vostra comunità?

«Seguendo il modello dei cristiani del primo secolo i Testimoni non sono divisi in clero o laicato, tutti i membri battezzati sono ministri ordinati e prendono parte all’opera di predicazione. Siamo organizzati in piccole comunità dette congregazioni composte da un centinaio di persone. In ogni congregazione ci sono uomini maturi in senso spirituale che servono in qualità di “anziani” senza ricevere alcuna retribuzione, sposati o no».

I Testimoni di Geova obbligano i loro figli a seguire la loro religione?

«No, perché ognuno deve decidere personalmente se e come adorare Dio. I Testimoni insegnano ai loro figli quello che pensano possa aiutarli nella vita a livello pratico morale e religioso. Quando cresceranno i figli faranno la loro scelta se seguire o no la stessa fede dei genitori».

Perché il vostro luogo di culto si chiama Sala del Regno?

«Per varie ragioni, primo perché si tratta di una sala e ci raduniamo per adorare Geova il Dio della Bibbia e per rendergli testimonianza come dice Salmo 83:18 e poi per imparare da quello che dice Gesù a proposito del regno di Dio».

Quante volte vi incontrate a Varzi e cosa fate?

«Abbiamo due riunioni settimanali al giovedì e alla domenica lo facciamo con cantici e preghiere sul modello dei primi cristiani quindi lettura e spiegazioni della Bibbia. Quello che facciamo qui viene fatto allo stesso modo nelle oltre 110.000 congregazioni sparse in tutto il mondo».

Quindi andrete ancora a suonare i campanelli di casa in casa?

«Certo. Gesù disse ai suoi seguaci “fate discepoli di persone di tutte le nazioni”, noi seguiamo il comando dato ai primi cristiani e riscontriamo che il porta a porta è un buon metodo e anche nella nostra zona e dintorni riscontriamo un certo interesse».

Come finanziate la vostra opera?

«Come già accennato siamo noi stessi. Alle nostre riunioni non si fanno collette ne viene chiesto di versare decime o quote specifiche: ci sono apposite cassette dove chi può e lo desidera mette in forma anonima una contribuzione. Un motivo per cui i costi da noi sostenuti sono ragionevoli è che non abbiamo un clero da retribuire. Non siamo pagati per predicare e i nostri luoghi di culto non sono sfarzosi. Tutte le donazioni inoltrate alle varie filiali vengono utilizzate per portare soccorsi alle vittime dei disastri naturali per sostenere i nostri missionari e ministri itineranti, per costruire Sale del Regno nei paesi in via di sviluppo e per stampare e spedire bibbie e pubblicazioni. Periodicamente ogni congregazione rende noto il resoconto mensile della contabilità che tutti i membri possono consultare e per ulteriori chiarimenti anche il sito JW.org».

 di Stefania Marchetti

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