OLTREPÒ PAVESE – VOGHERA – ANIMALI ABBANDONATI, CAUSA COVID E VACANZE

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Sono un’associazione no profit attiva da circa 10 anni, con lo scopo di custodire, salvaguardare e nutrire gli animali domestici in difficoltà, e quasi tutta al femminile: si chiamano “Le gattare miao e bau”. Il loro nome rivela che si occupano soprattutto di gatti, in quanto il randagismo felino è ancora un problema non indifferente, soprattutto nei piccoli paesi di campagna tipici dell’Oltrepò; tuttavia accudiscono anche cani, animali da cortile, capre, pecore, asini, cavalli, alcuni salvati dal macello, altri dalle feste di paese e situazioni simili. Luisa Scotti, presidentessa dell’associazione, ci parla di come anche gli animali abbiano indirettamente subito le conseguenze dell’epidemia di Covid-19, periodo in cui le volontarie si sono date da fare più che mai nonostante le difficoltà. La situazione sembra tendere ad un miglioramento, ma nemmeno quest’anno, in cui le vacanze non sono date come per scontate, il periodo estivo risparmia i nostri amici a quattro zampe dall’abbandono.

Avete una struttura dove ospitare gli animali? In che modo vi sostenete? «No, la nostra sede principale è a Voghera, ma non abbiamo una struttura vera e propria: li ospitiamo in diverse cascine, ciascuna gestita da una volontaria. In più abbiamo una rete di distribuzione in tutto l’Oltrepò, cioè le nostre volontarie si recano, quando necessario, nei luoghi in cui vengono ospitati animali bisognosi. In totale, ne accudiamo circa 300, ma a seguito del lockdown e dell’epidemia sono aumentati a circa 340. Non avendo sovvenzioni di alcun tipo, ci sosteniamo con l’autofinanziamento e con il contributo della gente. Allestiamo, nei weekend, dei banchetti all’interno o all’esterno dei supermercati, in cui è possibile lasciare donazioni a piacere in denaro o cibo».

A cosa è dovuto questo aumento? Come vi siete organizzate in quel periodo? «A causa dei ricoveri o delle morti, o degli abbandoni volontari da parte parenti dei contagiati, che non potevano occuparsi degli animali. Siamo state chiamate tantissime volte dai carabinieri o dalla protezione civile. Le nostre volontarie potevano muoversi per legge, però sempre con la paura di esporsi al contagio: per questo motivo tante di loro hanno smesso di aiutarci, e siamo così rimaste una decina. Inoltre, era sempre presente il timore del posto di blocco e della multa. In ogni caso non ci siamo mai fermate e siamo riuscite a sfamare tutte le bocche che ne avevano bisogno, con molto impegno e fatica».

Che problemi ha causato un aumento così consistente e immediato di animali? «Il problema di introdurre un nuovo membro nelle colonie preesistenti è il fatto che raramente viene accettato. Soprattutto tra gatti, un nuovo arrivato non è mai ben accolto; ci si ritrova ad avere quindi animali feriti che possono anche sviluppare infezioni, oppure malati, perché non sappiamo esattamente da che contesto provengano, a differenza dei nostri che sono sempre sotto controllo. Abbiamo perciò dovuto sostenere delle spese veterinarie ingenti. Anche il cibo è stato un problema: con un po’ di scorte, un po’ di aiuto da parte di alcune persone e forse anche un po’ di provvidenza divina, ce l’abbiamo fatta; ma è stata davvero dura. Ci ha amareggiate il fatto di non ricevere alcun aiuto dai supermercati, ai quali abbiamo chiesto disperatamente aiuto, ma senza successo. Ringraziamo invece di cuore per il supporto che ci è stato dato dai punti vendita “L’isola dei tesori” di Voghera e San Martino Siccomario, e il centro commerciale Iper Montebello. In condizioni normali siamo un’associazione che raccoglie molto, per fortuna, ma nell’ultimo periodo la gente ha avuto altre priorità. Recentemente devo dire che la situazione, pian piano, sta cambiando in positivo».

Il lockdown ha costretto molti di noi a passare un lungo periodo di solitudine, non potendo vedere amici e parenti. Queste circostanze hanno favorito le adozioni, in qualche modo? «No, in quel periodo adottare era impossibile, sia da noi, che nei canili, che nelle altre strutture. Tuttavia, nemmeno ora – che si può – vediamo crescere il numero di adozioni. Speriamo in un miglioramento con la fine dell’estate».

A proposito: le vacanze estive sono la causa principale di abbandono; quest’anno, però, a causa del Covid, molti non possono partire, oppure hanno deciso di non farlo. Ciò potrebbe corrispondere a una diminuzione dei casi di abbandono. è così? «Anche in questo caso, purtroppo no. L’apice di animali lasciati a sé stessi viene solitamente raggiunto verso la metà di agosto, quindi aspettiamo ancora un po’ a dirlo… ma per il momento la situazione non è differente dagli altri anni».

In quali modi è possibile contribuire al vostro operato? «Soprattutto nel periodo attuale in cui, come dicevo prima, molte persone hanno altre priorità, anche il più piccolo supporto è ben accetto. Abbiamo ricominciato ad allestire i banchetti presso il centro commerciale Iper Montebello, dove è possibile, come dicevo prima, dare una mano economicamente con offerte a piacere, oppure donando confezioni di cibo, che non basta mai. In alcune occasioni abbiamo bisogno di risorse differenti, come ad esempio cucce. In ogni caso, siamo reperibili per qualsiasi informazione aggiuntiva sulla nostra pagina Facebook “Le gattare miao e bau”, oppure è possibile contattarmi telefonicamente. Sarò più che felice di rispondere, e ringrazio in anticipo tutti coloro che avranno piacere a supportarci».

di Cecilia Bardoni