OLTREPÒ PAVESE – VOGHERA – CASEI GEROLA – VICENDA BOSI E CAMERA DI COMMERCIO, ALTRI DUE CONSIGLIERI SI DIMETTONO

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Altri due i consiglieri hanno rassegnato le proprie dimissioni dal Consiglio Camerale: sono Roberto Gallonetto e Loredana Coccino espressione di Confartigianato Lomellina – associazione che riunisce 700 imprese artigiane del vigevanese.

Queste dimissioni, come quelle precedenti di Alberto Righini – presidente di Ance Pavia, associazione di costruttore edili – sono arrivate in polemica per la mancata convocazione del Consiglio sulla “questione” Bosi. A poco meno di un mese  dalla riconferma all’unanimità e con piena fiducia a carica di presidente della Camera di Commercio di Pavia dopo un  vertice durato ore dove la Giunta aveva messo sotto la lente d’ingrandimento tutta la vicenda che ha visto coinvolto l’imprenditore vogherese Franco Bosi – presenti al vertice i presidenti di Confartigianato, Confindustria e Cna Pavia che già nei giorni precedenti il vertice si erano dimostrati cauti sull’intera vicenda –  cominciano a sollevarsi dubbi ed interrogativi.

La goccia che ha fatto “traboccare il vaso” sembrerebbe essere la mancata convocazione in tempi brevi del Consiglio – che si riunirà solamente il 7 settembre – per affrontare il caso dell’interdittiva antimafia decisa dalla prefettura nei confronti dell’azienda di Bosi, inoltre come dichiarato dai dimissionari, il presidente della Camera di Commercio, eletto dal Consiglio, avrebbe dovuto riferire al Consiglio, invece Franco Bosi – il giorno dopo la vicenda – ha fornito le sue spiegazioni alla Giunta  che di per sé non lo ha nominato presidente.

L’intera vicenda verte sull’interdittiva antimafia  destinata alla “Ilv Industria Laterizi Vogherese” con sede a Casei Gerola di cui Bosi è  amministratore unico. Secondo la Prefettura di Pavia l’azienda di famiglia di Franco Bosi,  attiva dagli anni sessanta nella produzione e commercio di laterizi,  potrebbe correre il rischio di essere condizionata dalla criminalità organizzata. In particolare, spiega la Prefettura, a destare “sospetto” sarebbe stato il legame tra “Ilv Industria Laterizi Vogherese” di Bosi ed il gruppo Franzosi di Tortona, tra i più importanti in provincia di Alessandria nel settore edile e stradale e coinvolto in un’ inchiesta per traffico e smaltimento illecito di rifiuti. Due società del gruppo Franzosi inoltre, nel 2015 furono destinatarie di due provvedimenti interdittivi antimafia arrivati dalla prefettura di Alessandria e poi confermati due anni dopo dal Consiglio di Stato, per i rapporti esistenti tra il gruppo e la famiglia Ruberto, famiglia che secondo la magistratura apparterebbe a clan della ‘ndrangheta calabrese. Ma qual è il collegamento tra Franco Bosi ed il gruppo Franzosi? È Alberto Franzosi co-titolare insieme al padre Giorgio della ditta di Tortona,  che risulta essere socio di maggioranza con il 50,9%  delle quote della “Ilv Industria Laterizi Vogherese” di Bosi.