OLTREPÒ PAVESE – VOGHERA – CORONAVIRUS E SANIFICAZIONE : “SIAMO INTERVENUTI IN CONDOMINI, CASE DI RIPOSO, ESERCIZI COMMERCIALI E LUOGHI PRIVATI”

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L’Agenzia delle Entrate ha realizzato un vademecum per cittadini e imprese per gli aiuti previsti dallo Stato per la sanificazione dei luoghi di lavoro. Il vademecum illustra come imprese e lavoratori autonomi che esercitano la loro attività in luoghi aperti al pubblico possano usufruire del credito d’imposta pari al 60% delle spese sostenute per l’adeguamento alle prescrizioni sanitarie e alle misure di contenimento contro la diffusione da Codiv-19. Obbligatoria la sanificazione degli ambienti e degli strumenti utilizzati e l’utilizzo di dispositivi di protezione individuale atti a garantire la salute di lavori ed utenti. Volenti o nolenti, per le imprese, gli esercizi pubblici, le case di riposo, gli ospedali, ma anche per i condomini, la sanificazione per la diffusione del Covid-19, sarà un “problema”, economico e logistico. Per questo motivo abbiamo voluto intervistare, per capire metodologie ed anche costi, un esperto, Paolo Buscone della B.M. Ambiente che ha sede operativa in Oltrepò, più precisamente a Voghera e che in questi tre mesi ha svolto l’attività di sanificazione in case di riposo, esercizi commerciali e condomini.

Buscone tra le misure per contenere e contrastare la diffusione del Coronavirus è d’obbligo in determinati ambienti la sanificazione. Che cosa s’intende esattamente per sanificare un locale?

«Genericamente “sanificazione” è sinonimo di pulizia più disinfezione. Consiste in tutte quelle operazioni che permettono di eliminare ogni germe patogeno presente, con vari prodotti e tecniche, ma soprattutto con disinfettanti a base di sostanze chimiche che attaccano gli agenti patogeni e riescono a distruggerli».

Quali sono gli ambienti in cui oggi è obbligatoria la sanificazione?

«Tutti gli ambienti, sia pubblici che privati, frequentati da persone».

Quali sono i requisiti necessari affinchè si possa essere autorizzati ad effettuare la sanificazione?

«Bisogna avere un codice ATECO specifico e di conseguenza avere determinati requisiti».

è una pratica “figlia” del Coronavirus o anche prima eseguivate trattamenti di sanificazione?

«In verità ci occupavamo già di disinfestazioni da un paio d’anni, poi vista la situazione abbiamo pensato di ampliare il servizio».

Esistono diverse tipologie di sanificazione. Voi quale utilizzate e perché?

«Noi abbiamo diverse tipologie di attrezzatura, si parla di atomizzatori, sia a scoppio che elettrici, pompe elettriche, ozonizzatore, vaporizzatore e nebulizzatore. Dunque possiamo scegliere il tipo ed il modo di intervento a seconda del tipo di locale o secondo le esigenze del cliente. Il nostro punto di forza è la macchina a vapore. Riteniamo sia il sistema più efficace, in grado di unire il vapore a 170° con i biocidi. Inoltre è molto veloce e si riesce ad arrivare in posti molto difficili da raggiungere».

Perché ad esempio non utilizzate l’ozono, di cui si parla tanto, per la sanificazione?

«Abbiamo anche la macchina ad ozono, ma riteniamo sia solo “moda” e non crediamo sia la miglior soluzione per diversi motivi. In primis perché la macchina e il sistema non sono autorizzati dall’ISS (Istituto Superiore della Sanità) ed è in oltre vietato il suo utilizzo nelle auto. Un altro problema è che tende ad ossidare i contatti elettrici ed elettronici, pensiamo a quanti di questi sono presenti al giorno d’oggi in uffici, strutture sanitarie e luoghi privati. Ed ultimi ma non meno importanti sono i possibili effetti collaterali che un‘esposizione prolungata ad ozono può provocare sull’uomo (rischiamo di difenderci dal virus per ammalarci in futuro a causa dell’ozono), non essendoci ancora ad oggi sufficienti evidenze scientifiche a riguardo. Ad ogni modo se dovesse esserci una richiesta specifica da parte del cliente per l’utilizzo dell’ozono noi siamo pronti a soddisfarla. Per questo ho fornito i miei operai di maschere protettive con respiratore incorporato e ogni specifico dispositivo di protezione individuale senza badare a spese, poiché non ritengo che la loro salute sia meno importante di quella dei nostri clienti».

La sanificazione è prevista in determinati ambienti di lavoro, in aree comuni, mezzi di trasporto… Voi al momento in Oltrepò dove state effettuando il maggior numero di sanificazioni?

«In Oltrepò siamo intervenuti per lo più in condomini, case di riposo, esercizi commerciali  e luoghi privati. Abbiamo sanificato anche altre grosse strutture in giro per l’Italia, principalmente RSA. Siamo disponibili ad intervenire in qualsiasi tipo di struttura ci venga richiesto».

La procedura di sanificazione è la medesima o si diversifica in base agli ambienti da sanificare?

«Dipende dalla tipologia di struttura e dall’utilizzo che ne viene fatto. Non ci si comporta allo stesso modo per un’abitazione privata e per un capannone».

Ogni quanto tempi è necessario ripetere l’operazione e quali variabili ci sono?

«Ad oggi si stanno aspettando i disciplinari ministeriali. Una cosa è certa, l’utilizzo di prodotti certificati dall’ISS. L’obbligo è quello di sanificare, sta al buonsenso del cliente in funzione di diversi fattori come l’afflusso di persone, la grandezza della struttura e l’utilizzo che ne viene fatto della stessa».

Qual è il costo che bisogna sostenere per una sanificazione?

«Non esiste un vero e proprio listino, si va dai 200/300 euro per un ufficio di modeste dimensioni a qualche migliaia di euro per le grandi strutture sanitarie».

Come si capisce a scanso di ogni ragionevole dubbio che quel locale è stato sanificato nel pieno rispetto delle leggi vigenti, viene rilasciato una sorta di attestato?

«Sì, viene rilasciato un attestato di avvenuta sanificazione recante la data e la tipologia d’intervento».

Esistono dei controlli da parte di determinati organi competenti circa la regolarità della sanificazione?

«Certamente. Proprio la settimana scorsa eravamo in una RSA a Firenze ed è arrivato un controllo da parte dell’ATS, e devo dire con molta soddisfazione che abbiamo ricevuto i complimenti da parte loro per la nostra tipologia di intervento. Mi permetta di dire mio malgrado che, in questo periodo, ci sono molti improvvisati che tentano di cimentarsi in questo mestiere senza mai aver fatto nemmeno una disinfestazione prima, quindi senza una minima metodologia di lavoro in questo senso, mettendo a rischio la loro salute e quella dei propri clienti».

di Silvia Colombini