OLTREPÒ PAVESE – VOGHERA -«VACCINARE UN PARENTE PER OGNI OSPITE DI RSA» Lettera al Direttore

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“Gentile Direttore, a oltre un anno dall’inizio della pandemia si intravede, grazie ai vaccini, qualche flebile luce per la lenta uscita da questa triste e dura situazione. Tutte le categorie sociali hanno sofferto, anche se in diverso modo. Non voglio fare qui un’analisi di questi mesi, ma sottolineare un aspetto dell’attualità legata ai piani vaccinali. È chiaro, credo a tutti, che tante sono le esigenze, tutte giuste e supportate da valide motivazioni ed è difficile stabilire, per chi deve decidere, una tremenda classifica dove non tutti possono essere primi, ma ci sono anche secondi, terzi, quarti, quinti, etc…(inutile, ipocrita e ingannevole dire a tutti o a tanti che sono prioritari). È triste riconoscerlo, ma nei fatti esiste un oggettivo «conflitto» generazionale, sociale, economico in queste scelte, non possiamo eliminarlo e nasconderlo, è così e bisogna affrontarlo, governarlo e gestirlo. Tutta la Comunità scientifica lo afferma e un anno di numeri e lutti ha mostrato che la categoria che è stata più decimata è quella dei nostri anziani. So bene che i giovani, i giovanissimi, alcune categorie produttive hanno sofferto duramente, ma qui parliamo di decine di migliaia di persone (i nostri padri, i nostri nonni, con nomi e cognomi), che hanno perso la vita, il bene più prezioso. In particolare quelli che sono ospiti nelle Rsa sono stati colpiti in modo ancor più duro. Ora giustamente sono stati vaccinati, spero tutti o quasi; ma da un anno quelli sopravvissuti, e credetemi, non è un termine esagerato, continuano a vivere una tremenda condizione di isolamento dai familiari, solo parzialmente attutito da alcune misure minime che non sto a descrivere e dalla indubbia buona volontà del personale; la loro condizione fisica e psicologica ne risente molto pesantemente. Tenendo conto che gli ospiti delle Rsa in Lombardia sono circa 60.000  è così difficile ipotizzare subito, non fra mesi, la vaccinazione di almeno un parente per ospite per consentire un rapido inizio di ingressi e visite vere per farli riprendere a sperare in un qualche futuro? In una società solidale e umana credo si debba avere il coraggio di fare scelte conseguenti. Rosa Gazzaniga – Voghera”

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