PIROLISI – INCENERITORE : ‘TANTO LO FANNO LO STESSO’, ‘TANTO HANNO GIÀ DECISO’

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Paolo Pastore – commercialista

“Ho preso coscienza della minaccia che incombe in Oltrepò nella primavera del 2015, da allora ho sempre cercato di sensibilizzare sull’argomento tutte le persone con cui entravo in contatto. Devo dire che in molti, pur comprendendo le ragione della mia preoccupazione alla fine mi liquidavano con un ‘tanto lo fanno lo stesso’, ‘tanto hanno gi? deciso’. Tutta questa rassegnazione, questa apatia, questa gente oramai stregata dall’ineluttabile, sicuramente può depredarti di qualsiasi energia, ma oggi a distanza di quasi due anni l’impianto non è autorizzato, chi si è arreso anzitempo ha sbagliato, la nostra terra deve continuare a far sentire la propria voce perché il suo futuro non è ancora stato deciso! Il 24 maggio 2016 in quel campo a Retorbido eravamo davvero in molti, 8, 9, 10.000, tuttavia ritengo che non eravamo così tanti come bellezza e potenzialit? del nostro territorio meritano, la gente dell’Oltrepò avrebbe potuto sfruttare meglio quell’occasione per dimostrare qual è il valore di questa terra, ma tant’è, nulla è precluso, siamo ancora in gioco e il 13 novembre abbiamo un’opportunit? storica per portare in piazza tutta il nostra forza e tutto il nostro coraggio. Piazza del Duomo a Voghera storicamente non è mai stata oggetto di così tanta attenzione, non si è mai vista stracolma di gente, mai, in nessuna occasione la gente dell’Oltrepò è stata chiamata a manifestare per il proprio futuro in quella piazza, il 13 novembre potrebbe davvero diventare il ‘giorno dei giorni’ per il nostro territorio. Faccio un appello, verosimilmente l’ultimo, a tutti i cittadini di questa meravigliosa terra, per un giorno, un pomeriggio, uno solo, pensiamo unicamente al nostro futuro, pensiamo che dovremo essere in quella piazza a qualsiasi costo, non facciamoci sedurre dalla banalit? di certi individui che superficialmente dicono ‘ci sar? gi? un sacco di gente uno più, uno meno cosa vuoi che cambi’! Non è vero!!! Questo è solo un alibi per non alzare il sedere dal divano”.

Maurizio Pesando – impiegato

“La battaglia contro l’impianto è espressione di grande impegno, enorme consenso e di risveglio di numerosissimi cittadini dell’Oltrepò pavese. So che possiamo fare ancora di più: una maggior partecipazione dei cittadini del capoluogo oltrepadano, non solo per dimostrare la contrariet? all’inceneritore, ma anche per valorizzare ulteriormente il territorio: serve supportare chi opera nel settore enogastronomico, turistico, termale, sportivo e tutti gli amministratori locali. Perché non sfruttare questo momento per dare uno slancio verso il futuro? Sto partecipando a qualsiasi iniziativa intrapresa dal Comitato ed è bello vedere che sempre più persone ci aiutano. Credo che la protesta di persone perbene in difesa della salute nostra e dei figli sia motivo di orgoglio per me e per tutti quelli che credono in questi sani ideali. Ma quale pavese o milanese verrebbe nella nostra campagna e nei nostri luoghi con la grande minaccia dell’inceneritore? Ribadisco che è una scelta sciagurata in questo contesto”.

Emanuela Porrati – imprenditrice

“Dopo anni di vita, studio e lavoro a Milano ho deciso di tornare in quello che per me è sempre stato un luogo speciale. Abbiamo comperato casa ed in questo luogo speciale abbiamo creato il nostro paradiso.Tanto verde, giardino dove coltivare orto e alberi da frutta, bellissima vista sulla pianura padana fino alle Alpi, circondati dalle vigne dell’Oltrepò. Da due anni l’incubo inceneritore non ci fa dormire e ci rovina la vita; non sar? più il nostro paradiso se ci costruiscono a 200 mt questo mostro. Lotteremo fino alla fine: non gli lasceremo rovinare le nostre vite”.

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