PIÙ CHE IL CORONAVIRUS, NELL’OLTREPÒ DEL VINO C’È IL “VIRUS DELLA CORONA”

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Summer landscape in Oltrepo Pavese (Pavia, Lombardy, Italy) at summer (August) with vineyards

Nell’Oltrepò del vino si continua a partire dal via. Nelle scorse settimane il Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese ha firmato una convenzione con l’Associazione Strada dei Vini. Un’associazione che esiste da anni, con finalità e obiettivi che solo la presidenza di Roberto Lechiancole in epoca recente era riuscita a sviluppare per il bene del territorio, dell’enoturismo e della valorizzazione locale. Un lavoro che prima è stato bloccato e per certi aspetti stroncato e che ora ritorna una priorità con un pezzo di carta che dice «torniamo a fare ciò che non avremmo mai dovuto smettere di fare». L’accordo prevede di «fare squadra» e ampliare la rete di comunicazione e di promozione di un mondo che si muove in sinergia e ha un unico importante obiettivo: promuovere l’Oltrepò del vino, attraverso messaggi di valorizzazione, di qualità, di territorio per fare crescere una storica realtà vitivinicola che punta molto anche sulla trasformazione di un territorio – ad un’ora da Milano e da altri grandi centri nevralgici del Nord Italia – da puramente rurale e agricolo a turistico, nel settore in crescita del turismo esperienziale e di prossimità. «La convenzione non è altro che la realizzazione di un progetto di rete istituzionale e privata, di un mondo rappresentato in tutti i suoi segmenti della produzione e della comunicazione – dice il presidente uscente del Consorzio Tutela Vini, Gilda Fugazza  – perché una squadra forte e ben rappresentata può costituire il presente e il futuro di questa terra del vino che ha vera storia, ha biodiversità e ha intrapreso una strada della sostenibilità, una terra che è ancora poco conosciuta e pronta ad essere valorizzata e apprezzata». A farle eco è il neo presidente della locale Strada del Vino, un avvocato, Giorgio Allegrini: «È un’azione importante ed è anche un segnale giusto che il nuovo Cda della Strada dei Vini vuole sottolineare – spiega –. Con questa convenzione tutti i soci del Consorzio (che ne hanno le caratteristiche) sono automaticamente iscritti alla Strada dei Vini. Diventa un servizio ai soci e nel contempo facciamo rete con un ente fondamentale per lo sviluppo del territorio, il Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese, con cui condividiamo idee e progetti, concreti e da affrontare subito perché stiamo vivendo un cambiamento epocale per il nostro bellissimo territorio». Il presidente dell’Associazione Strada del Vino e dei Sapori dell’Oltrepò Pavese ETS, nel rispetto delle linee e degli obiettivi condivisi con l’unanimità del suo Cda, ha sancito dunque una collaborazione e cooperazione finalizzata alla promozione del territorio e dei prodotti locali, con particolare riguardo al contesto vitivinicolo, previa condivisione di progettualità e di obiettivi. La Strada del Vino ha strutturato un progetto triennale che ha dato ampio risalto al comparto vitivinicolo con volontà di implementare l’enoturismo nel territorio dell’Oltrepò Pavese, importante realtà produttiva della Lombardia e dell’Italia del vino (terza area mondiale del Pinot nero) allargando il raggio d’intervento alla parte turistica, commerciale e dei servizi. «La volontà di unire le forze e di unificare le azioni e gli scopi dei vari enti non può che favorire un nuovo assetto territoriale idoneo ad alzare il livello di intervento e di inserimento nei mercati e nelle realtà nazionali ed internazionali. Per raggiungere tali obiettivi dovranno essere creati tavoli di coordinamento interessanti i soggetti privati e quelli pubblici. – conclude Giorgio Allegrini –  L’identificazione delle attività condivisibili fra il Consorzio e la Strada del Vino, con specifica definizione dei rispettivi ruoli, potrà favorire l’allargamento del settore vitivinicolo verso i Comuni ed i restanti settori produttivi, culturali e turistici oltrepadani dando finalmente un’attuazione concreta al progetto enoturismo creando identità di azione e di obiettivi anche attraverso la condivisione delle attività di comunicazione e la creazione di ufficio stampa che possa raccogliere ed esprimere le identità del territorio». Il progetto rappresenta l’avvio di altre iniziative su scala provinciale e regionale idonei a favorire la collaborazione fra territori diversi a vantaggio dell’interscambio di prodotti, cultura e azioni turistiche e promozionali. Esaltato il direttore del Consorzio Vini: «Il 2021 è iniziato con la quarta inserita, forse anche la quinta – dice il direttore Carlo Veronese –. Nonostante il tempo pandemico che ci costringe ad essere prudenti sulla progettualità abbiamo tutti deciso di darci dentro perché non vogliamo rincorrere ma piuttosto anticipare sentendo forte la responsabilità di un Territorio che vuole muoversi compatto per promuovere tutto il bello e il buono che c’è in Oltrepò Pavese». Accanto a tutta questa esaltazione cosa resta? Un’attività di promozione, benedetta dalla Regione e dalla Lega, che promette di cambiare il mondo. Forse, prima, sarebbe stato meglio mappare l’accoglienza, innalzare gli standard, garantire che ospiti che parlano l’Inglese possano essere capiti, guidati e ben accolti dagli operatori della filiera vino-enoturismo. Sarebbe inoltre stato importante puntare su segnaletica stradale turistica, creazione di isole di sosta attrezzate e magari di un ufficio informazioni per gli enoturisti. Senza dimenticare che nella stragrande maggioranza dei borghi del vino dell’Oltrepò la connettività è assente e che i turisti, ormai, vanno solo dove trovano servizi e non solo vino buono. Al bar di Casteggio, sotto le mascherine, ho sentito dire: «Partiamo sempre dalla pubblicità, prima di badare alla sostanza. Sarà un altro boomerang, un altro investimento a vuoto». In effetti colpisce che prima di pensare al turismo di prossimità e ai necessari investimenti per essere all’altezza di un certo livello di domanda, Consorzio e Strada del Vino si sentano galvanizzati da uno speciale Oltrepò che andrà in onda su una tv francese, mentre i francesi sono ancora alla prese con l’allarme pandemia: un’azione, con annessi costi, che più che a favorire il turismo servirà a far svagare i cugini d’oltralpe durante qualche giornata di quarantena. Più che il Coronavirus, in Oltrepò c’è il “virus della corona”. Ognuno cerca il suo quarto d’ora di celebrità. Buona fortuna…

di Cyrano De Bergerac