RALLY IN OLTREPÒ ….PERCHÈ NON ABBIAMO GIOCATO A CALCIO?

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Nello Sport, il protocollo generale per il contrasto ed il contenimento della diffusione del virus Covid – 19 ha contenuti che, a quanto pare, non valgono per tutti. Premetto, non ho nulla contro il calcio, anzi, amo il bel gioco, anche se sempre più raro da vedere, ma cito lo sport più popolare in Italia per sottolineare per l’ennesima volta la cattiva abitudine tutta italica di usare due pesi e due misure.

Mentre nel calcio, gli atleti in mutande e magliette strasudate si spingono, si cinturano, si abbracciano, ed esultano addirittura con i dirigenti, sotto gli occhi di tutti, telecamere comprese, e nessuno si scandalizza, tanto meno provvede a far rispettare le normative più elementari per il contrasto e contenimento del Coronavirus. Per i rally e i rallysti invece, poter praticare il motorsport diviene molto più arduo. Costoro devono svincolarsi tra protocolli a volte assurdi che sembrano redatti dal circolo della bocciofila piuttosto che dalla collaborazione tra Federazione medico-sportiva, Federazione automobilistica e genialoidi vari.

Per questi, i protagonisti del motosport parrebbero gli untori di questa pandemia (che fortunatamente, al momento sembra allentare la presa). Per farla breve, in questo sport, i Team devono assicurare la sanificazione giornaliera delle proprie vetture da gara e degli spazi di assistenza tecnica (piazzali, parcheggi, gazebo, etc.etc. etc.). Altro aspetto fondamentale e da non trascurare per l’emergenza medica Covid -19 riguarda l’abbigliamento degli atleti. I piloti, come sempre, devono indossare tute ignifughe protettive, guanti ignifughi, sotto tuta ignifugo e sotto casco ignifugo che indossato correttamente funziona come ottima mascherina e permette di utilizzare i caschi classici da rally usati da sempre da piloti e navigatori. Ciò nonostante, qualcuno ha pensato bene di rendere d’obbligo anche per i rallisti il casco integrale (forse per spaventare il virus? O per far comodo a qualcuno?).

Probabilmente occorre spiegare ad alcuni di questi genialoidi che il casco integrale rimane comunque un casco con un’apertura e non è uno scafandro da palombaro. Oltretutto per tanti, il casco integrale è molto fastidioso all’interno di un abitacolo in cui la temperatura può raggiungere e superare i 50° C nei rally estivi. Dopo queste non piacevoli novità, veniamo alle note “positive” di questi protocolli in cui dicono che “fortunatamente” il partecipante, dotato di protezione individuale, come da norme sanitarie vigenti, adeguata per l’intera manifestazione, udite udite, riceverà un “importante” dépliant con le principali raccomandazioni per il contenimento del rischio da Coronavirus (“il Kit Covid”) e, dopo controllo temperatura e “accessori” vari, sarà ammesso all’Area Protetta interdetta al pubblico. Nell’Area Protetta (e non solo) i partecipanti dovranno sempre indossare una mascherina prevista dalle vigenti normative sanitarie, mantenere la distanza interpersonale di 1 metro (anche con il proprio coequipier con il quale sei stato gomito a gomito per ore) in oltre dovranno frequentemente lavarsi le mani con acqua e sapone o disinfettarsele, evitare di portare le mani alla bocca, al naso ed agli occhi.

Detto di questa “bella” novità, torniamo alle vetture e ai concorrenti. Questi ultimi, (a differenza del calcio, in cui ci si abbraccia, si salta, si festeggia “protetti” dal virus da magliette e pantaloncini sudate), giunti sul palco d’arrivo, se ne avranno diritto, scenderanno dalla vettura e andranno a prendersi il premio d’onore posto su di un apposito pulpito. Niente Spumante, niente allori, niente interviste sul palco anche perché non ci sarà pubblico. Per le vetture invece, al termine della gara, devono essere portate in parco chiuso. La movimentazione dei piloti deve essere effettuata su disposizione dei commissari e allo stesso modo deve essere effettuato il ritiro delle vetture. Il tutto deve essere organizzato affinché ogni partecipante, dopo aver parcheggiato la propria vettura seguendo le indicazioni degli Ufficiali di Gara addetti, possa lasciare velocemente l’area mantenendo le necessarie distanze interpersonali. I piloti, quando toglieranno il casco, dovranno indossare immediatamente la mascherina. Ma ecco che non poteva certo mancare la famosa ciliegina sulla torta. Come piacevole abitudine delle italiche autorità, guai dimenticarsi di sanzionare qualcuno.

Su disposizione federale, l’Organizzatore individuerà una persona che ricoprirà il ruolo di “Covid Manager”. Il Covid Manager, provvederà durante l’evento a vigilare sulla corretta applicazione delle suddette regole e sul rispetto delle misure di sicurezza previste dal protocollo generale per il contrasto ed il contenimento della diffusione del virus Covid-19 anche avvalendosi di specifiche figure definite negli specifici protocolli. Eventuali infrazioni evidenziate dal Covid Manager saranno segnalate ai Commissari Sportivi per l’irrogazione di una sanzione fino all’esclusione dall’evento. Per dire il vero, i Covid Manager li vedremo meglio in altri contesti… ma fermiamoci qui, diciamo solamente che tutto questo ha indotto molti piloti, tra cui parecchi dei nostri gentleman driver, a temporeggiare sul rientro alle competizioni, attendendo magari tempi migliori in cui alla priorità sanitaria si aggiungerà magari anche un può di buon senso. Mi chiedo: “Perché non abbiamo giocato a calcio?”.

                                        di Piero Ventura